logo
Menu  Menu
» Home
» Chi siamo
» Cosa vogliamo
» Dove siamo
» Iniziative
» Archivio
» Foto
» Newsletter
» Contatti
» Login

Cerca  Cerca





Cosa vogliamo  Cosa vogliamo
1. Abolizione della proprietà privata della terra, delle materie prime e degli strumenti di lavoro, perché nessuno abbia il mezzo di vivere sfruttando il lavoro altrui, e tutti, avendo garantiti i mezzi per produrre e vivere, siano veramente indipendenti e possano associarsi agli altri liberamente; per l'interesse comune e conformemente alle proprie simpatie.

2.
Abolizione dei Governo e di ogni potere che faccia la legge e la imponga agli altri: quindi abolizione di monarchie, repubbliche, parlamenti, eserciti, polizie, magistratura, ed ogni qualsiasi istituzione dotata di mezzi coercitivi.

3.
Organizzazione della vita sociale per opera di libere associazioni e federazioni di produttori e consumatori, fatte e modificate secondo la volontà dei componenti, guidati dalla scienza e dall'esperienza e liberi da ogni imposizione che non derivi dalle necessità naturali, a cui ognuno, vinto dal sentimento stesso della necessità ineluttabile, volontariamente si sottomette.

4.
Garantiti i mezzi di vita, di sviluppo, di benessere ai fanciulli ed a tutti coloro che sono impotenti a provvedere a loro stessi.

5.
Guerra alle religioni ed a tutte le menzogne, anche se si nascondono sotto il manto della scienza. Istituzione scientifica per tutti e fino ai suoi gradi più elevati.

6.
Guerra alle rivalità ed ai pregiudizi patriottici. Abolizione delle frontiere: fratellanza fra tutti i popoli.

7.
Ricostruzione della famiglia in quel modo che risulterà dalla pratica dell'amore, libero da ogni vincolo legale, da ogni oppressione economica o fisica, da ogni pregiudizio religioso.

Read Solidarietà al Gruppo Antagonista Antiautoritario
Comunicati.png

Un’intera nazione, i più illustri intellettuali, tutti intenti in  questi giorni a spiegare che, dalle nostre parti, non è possibile vivere perché  c’è troppa violenza e quindi ci vorrebbero l’esercito e polizia ad ogni angolo di strada. Nessuno che faccia notare come  esercito e polizia siano direttamente coinvolti nel controllo del mercato dell’eroina che qui a Napoli, come in Afghanistan dove sono in “missione umanitaria”, rappresenta un’enorme fetta del sistema economico che essi devono difendere. E hanno il coraggio di parlare di “arretratezza culturale” questi difensori di una “cultura democratica” che trasforma il significato delle parole: il fascismo è una libera opinione, le leggi razziste si chiamano “controllo dei flussi  migratori”, i mercenari sono patrioti o addirittura “martiri” e la  guerra è un’“operazione di pace”.


A Benevento qualche voce è uscita fuori dal coro: i soliti anarchici, che  non accettano l’idea di considerare “ordine” questo stato di  guerra permanente e, quindi, sostengono la necessita della rivolta. Il  fatto che la loro voce metta in discussione il potere di chi comanda  e, di conseguenza, quello dei propri servi in divisa, li espone al  naturale bersaglio della repressione. I tutori dell’ordine, che per giuramento non dovrebbero pensare con la propria testa ma solo obbedire, forse hanno dimenticato questa regola militaresca e si sono  sentiti coinvolti in prima persona da quanto i nostri compagni hanno  fatto: gli ultimi due episodi sono la contestazione di una parata  fascista in ricordo della marcia su Roma e l’espressione del proprio antimilitarismo anarchico attraverso il ricordo di Augusto Masetti, anarchico disertore che i padroni hanno subito provveduto a cancellare per sempre da tutti i libri di storia. Costui nel 1911 preferì rivolgere  la canna del suo fucile contro il colonnello Stroppa che lo comandava  anziché andare ad ammazzare in Libia per gli interessi del colonialismo italiano. I compagni beneventani hanno voluto ricordarlo nel giorno in cui le forze armate celebravano l’ideale patriottico che  condusse alla prima guerra mondiale, terminata il 4 novembre del 1918.  Niente di strano se chi è orgoglioso di servire le stesse istituzioni  che continuano a seminare morte sul pianeta a quasi un secolo di  distanza,  si sia un po’ risentito. Seguendo, perquisendo, minacciando  e sequestrando i nostri compagni non hanno fatto altro che il lavoro  per cui sono pagati, nel modo  abituale. Niente da dire a questa gente.  Agli altri, che sappiano che nella città di Benevento, come in tutte  le altre città, qualcuno si guadagna da
vivere minacciando giovani  liberi di “farli piangere” e tentando di isolarli dai propri affetti  terrorizzando coloro che hanno il solo torto di essere amici o  conoscenti degli anarchici. Si sappia che, ancora oggi, si può finire  in questura, identificati con foto segnaletiche ed impronte
digitali,  con l’accusa di stampa clandestina. Simili ridicole accuse, come  quella di “cambio della toponomastica cittadina”, sono state usate per intimorire i compagni ed indurli al  silenzio. Chi utilizza metodi terroristici e camorristici, potrà mai risolvere per voi il problema del terrorismo o della camorra? Se ammettiamo che non possono difenderci militari né altre forme di supereroi, chi è in  diritto di sentirsi estraneo alla miseria e alle ingiustizie che ci  circondano? Che ognuno risponda a queste domande dinnanzi alla sua  coscienza ed agisca di conseguenza.
Noi anarchici, non abbiamo dubbi. Saremo sempre dalla parte di chi si ribella all’autorità che l’opprime e faremo della sua lotta la nostra lotta. Per questo, avremo sempre “compagni che si uniranno a noi senza  prestare giuramento ad alcuna bandiera”.

Ateneo Libertario, spazio anarchico - Napoli

Unione Sindacale Italiana - Campania

Organizzazione AnarcoComunista Napoletana - F.A.I.

Individualità anarchiche di Acerra

Individualità libertarie irpine




Postato Sabato 25 Novembre 2006 - 22:28

Stampa




Altre notizie relative a questo argomento

Read Nasce il Collettivo Studenti Libertari di Napoli (22/09/2007 - 14:42) letto 34268 volte
Read Solidarietà al Gruppo Antagonista Antiautoritario (25/11/2006 - 22:28) letto 25792 volte
Read Musica, musicant'!!! (28/09/2006 - 21:41) letto 25637 volte
Read Solidarietà a Libera (26/03/2006 - 19:15) letto 25778 volte
Links  Links
images/link/cira.gif

images/link/acrataz.gif

images/link/studentilibertaribanner.jpg

images/link/arivistaanarchica.gif

images/link/filiarmonici.gif

images/link/ayp2.png

images/link/cslm.gif

images/link/comidad.gif

images/link/ainfos.gif

images/link/sicilialibertaria.gif

images/link/lotta.gif

images/link/liberaico.gif

images/link/umanitanova.gif

images/link/arraggia.gif

images/link/autistici_logo.png

Aforisma  Aforisma
«Ottenere il comunismo prima dell'anarchia, cioè, prima di avere completamente conquistato la libertà politica ed economica, significherebbe stabilire una tirannia cosi terribile, che la gente rimpiangerebbe il regime borghese, per poi tornare al sistema capitalista...» (1920) Errico Malatesta

A-infos  A-infos

Statistiche  Statistiche
Visite: 16768
Statistiche