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User Liberation: Watch and share our new video
Dec 29, 2014

User Liberation: Watch and share our new video by Libby Reinish — Published on Dec 29, 2014 05:32 PM

Most people interact with free software every day, but many of those people don't know what free software is or why they should go out of their way to use it. We want to fix that (and we think you do too), so we commissioned a short video that makes free software easy for everyone to understand:

 

Download the video: Full resolution | 1080p | 360p | 240p | Production Files

Download subtitles: English | español | français | русский

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Il principio del divismo e l'effetto d'impotenza.
"Il nemico talvolta marcia alla vostra testa". (Bertolt Brecht)

Il divo è il modello, noi solo una sua brutta copia: la ri-produzione sociale ha bisogno dei suoi cliché, perché ognuno se ne stia in riga al suo posto e sia realisticamente prevedibile. La "realtà" deve essere prevedibile, in linea di principio: senza regolarità o aspettative è solo caos, sogno, desiderio, "produzione" selvaggia e non ri-conoscibile, mentre è "reale" solo ciò che è regale. E il divo funge da calco regale per la decalcomania illimitata di una realtà adesiva "di massa": o si è "in" o si è "out", figo o sfigato, vincente o perdente, tertium non datur. Il divismo è un principio di realtà che opera per selezione e omogeneizzazione stratificata. Naturalmente serve una gerarchia fra modello e copie: se il divo è un assioma, deve essere irraggiungibile. Sono un figo perché gli assomiglio, perché mi si riconoscono proprietà conformi al marchio, non perché sono un divo ma perché ne derivo in modo univoco, perché "partecipo".
Come in ogni sistema assiomatico, anche la realtà adesiva dei divi deve chiudere il cerchio, trovare il suo principio di chiusura, colmare i vuoti, esaurire le possibilità combinatorie: se c'è il divo pro-sistema allora deve esserci anche il divo anti-sistema. Il divismo, come ogni principio di selezione, soffre di horror vacui: l'album delle figurine deve essere completo o completabile, anche se illimitato (come in ogni assiomatizzazione che si rispetti, non c'è limite al limite). E la scacchiera non può avere caselle scivolose o sfondate e pezzi a sorpresa, non numerabili o mutanti. I ruoli sono unità di misura su cui la realtà adesiva di massa deve poter contare. Naturalmente, ogni pezzo ha (o è) una parabola. Ma è fondamentale che sia la parabola di un divo: il desiderio che convoglia deve essere ri-producibile in traiettorie centripete ripetibili, opportunamente trafilato e montato in serie. La copia (il figo) deve essere conforme al modello (il divo), recare il marchio regale di ogni realtà rispettabile. Il divo anti-sistema, per esempio, per esser tale deve poter trafilare il figo anti-sistema. Se la trafila non riesce, allora non c'è divo (e, solo secondariamente, per il principio del divismo, ne deriva che non c'è figo).
Una "massa" può esistere senza divismo? Anzitutto una "massa" in quanto "massa e basta" è indifferenziata, indeterminata, inenarrabile e priva di profili e traiettorie. Non si può dire che sia attiva ma neppure passiva: già il semplice patire ha le sue linee più o meno segmentate. La "massa" è "reale in quanto massa" solo se riconoscibile come tale, entro la prospettiva gerarchica dei modelli e delle copie, altrimenti è una molteplicità non riproducibile. Perché si possa dire "reale" una massa, è necessario togliere differenza ed estrarre variabilità alle molteplicità non numerabili (moltitudini che non sono il mero multiplo di una unità elementare omogenea -regale- e che, dunque, non sono "massa"). Ci vuole una riduzione all'uniforme, attraverso selezione e omogeneizzazione perché si dia qualcosa come una "massa". Insomma, è necessaria una lavorazione per contrazione ed estrazione di differenze su larga scala per obliare dissomiglianze e ripetere soltanto somiglianze. Il principio del divismo è un principio di realtà o regalità che, contraendo somiglianze e sottraendo differenze, realizza una massa distaccandone ogni determinazione. Se un massa si ottiene per sottrazione e riduzione all'indeterminazione come elemento riempitivo di un calco, il divo in quanto modello ne è l'unità di misura vuota. Nessuno è un divo: c'é solo una decalcomania di vincenti (il figo) e perdenti (lo sfigato), presi nella parabola desiderante del divo (non dobbiamo confondere interpretato e interpretante: il divo è un ruolo). Se il divo è una unità di misura vuota, un cliché riproduttivo, allora il figo (non meno del sedicente sfigato) è impotente, perché è separato dalla propria potenza. Il figo è solo un adesivo scollato dalle possibilità che gli sono proprie, perché scartate in quanto "sfiganti" e "fuori gioco". In quest'ottica, il figo pro-sistema ed il figo anti-sistema sono intercambiabili, poiché entrambi, riconoscibili nell'album di figurine, si muovono impotenti sulla scacchiera di un gioco già dato e prevedibile, nel rispetto delle regole assiomatizzate dal divismo, riproducendo il cliché che li ha trafilati in serie e che li ha "realizzati".
Il divismo riduce ogni cosa all'impotenza della presenza in un piano di gioco prefigurato. Il suo grido è: "resistere è inutile!". Ci vuole ottimismo senza speranza per resistere al presente e non soccombere alla stupidità. Occorre inventare nuove strategie, divenire impercettibili e ripetere imperturbabili: "preferirei di no".

ZONINOZ (2012)

ZigzagDownLoader (ZDL)
Download manager universale

 

un mio progetto freesoftware, rilasciato con licenza GNU/GPL v3 e successive:

ZigzagDownLoader (ZDL)

ZigzagDownLoader gestisce scaricamenti per conto di alcuni downloader come Wget, Axel, RTMPDump o cURL. Può estrarre l'URL dei file da scaricare da servizi di file hosting e video streaming. È compatibile con Conkeror, XXXTerm/Xombrero, Firefox (attraverso l'estensione Flashgot) e Microsoft Windows (tramite Cygwin).

 

Perchè questo programma.

L'esecuzione di downloader come Wget e Axel può richiedere assistenza: la connessione può interrompersi, l'indirizzo IP cambiare, i download incepparsi, i nomi dei file scaricati possono non essere intelligibili o possono coincidere con altri di file già salvati, ecc. In primo luogo, ZigzagDownLoader serve ad automatizzare la gestione dei download e a semplificarne eventuali recuperi manuali. ZDL è pensato, soprattutto, per il download di grossi file.

In secondo luogo, la gestione automatica è estesa a servizi di file hosting e video streaming: ZDL si sostituisce all'utente nelle operazioni inutili e noiose, riducendole all'unico atto di avvio del programma.

Un terzo obiettivo del progetto ZDL consiste nel fornire nuove articolazioni e modalità d'uso, allo scopo di costruire interazioni fra programmi e di rendere possibile un'automazione potenzialmente illimitata. La gestione dei download può essere controllata da terminali distinti in modalità diverse. Per esempio, ZDL può essere avviato in modalità demone e controllato in modalità interattiva. Anche l'invocazione standard del programma offre diversi modi di interazione. ZDL, inoltre, può essere integrato e collegato con altri programmi.

Infine, una peculiarità del progetto ZDL consiste nella ricerca di efficienza e portabilità: l'impiego degli strumenti forniti dalla Bash ne rende possibile l'esecuzione su hardware di limitate capacità e su sistemi operativi differenti.

Sito web ufficiale:

Progetto di sviluppo software:

Teoria del Circuito Monetario
Per una critica dell'economia politica

La Teoria del Circuito Monetario (Circuitismo) o Teoria Monetaria della Produzione offre strumenti concettuali e un'impostazione problematica indispensabili per una critica dell'economia politica. Il Capitale di Karl Marx è parte integrante di questa impostazione problematica.

La Teoria della Moneta Moderna, esposta altrove in questo sito, può essere meglio compresa ed articolata proprio adottando la prospettiva critica qui esposta (confronta http://it.wikipedia.org/wiki/Teoria_del_circuito_monetario e http://it.wikipedia.org/wiki/Teoria_Monetaria_Moderna).

 

Testi introduttivi sul Circuitismo:

 

Filmati:

 

Altri testi di riferimento (anche dal punto di vista della Teoria Monetaria Moderna):

 

Testi di Karl Marx:

 

Appunti didattici per una critica della Teoria Neo-Classica ("marginalista"):

Alberto Bagnai - "Ce lo chiede l'Europa"
Uscire dall'Euro è NECESSARIO per l'Europa

L’Italia della "Liretta": sfatare il mito
di Valerio Spositi

http://www.qualcosadisinistra.it/2012/08/08/litalia-della-liretta-sfatare-il-mito/

Da quando l’ipotesi dell’uscita dall’Eurozona dell’Italia ha trovato (poco) spazio anche nei talk show, nei telegiornali e nei quotidiani (anche se non tutti) è sempre più frequente imbattersi in commenti del tipo: “Torneremo all’Italia della Liretta. Che fine faremo? Lo Zimbabwe? Saremo un paese da Terzo Mondo!”.

A fronte di tali affermazioni, vedremo come quest’ultime sono prive di fondamento grazie all’ausilio di grafici ed analisi economiche e statistiche della Banca d’Italia, ISTAT, OCSE ed istituti finanziari internazionali come Thomson Reuters.

Il grafico che vedete qui sopra è stato riportato dalla Banca d’Italia nella Relazione Annuale del 2011 nel capitolo “Andamenti macroeconomici, politiche di bilancio e politica monetaria nell’area dell’Euro”.
Come potete benissimo notare, nel 2001 l’Italia era la “prima della classe”. Il paese più produttivo.
Oggi, nell’Eurozona, l’Italia, come potete notare nella parte del grafico relativa all’anno 2012, è sprofondata al penultimo posto, prima della Spagna. La produzione industriale italiana è stata distrutta.
Ma date un’occhiata a chi, mentre nel 2001 era l’ultima della classe, ora, nell’Eurozona, è invece la prima: la Germania.

[...]

un paese con piena sovranità monetaria ed una fiat money non può mai fallire, neanche a fronte di debiti pubblici giganteschi.
Ciò è stato oggetto di numerosi studi accademici e soprattutto da parte dell’economista Charles Goodhart, professore alla London School of Economics che ha lavorato anche nel Bank of England Monetary Policy Committee dal 1997 al 2000.
Anche l’ex governatore della FED Alan Greenspan è dello stesso avviso:

“Gli Stati Uniti possono pagare ogni debito che hanno perchè possiamo sempre emettere moneta per farlo, quindi c’è una probabilità pari a zero di fare default.”

[...]

Ma noi siamo nell’Eurozona, dove non possiamo più emettere la nostra moneta per finanziare la spesa pubblica ma dobbiamo prendere in prestito dai mercati dei capitali privati internazionali (banche commerciali, fondi d’investimento, fondi pensione, hedge funds, ecc…) ogni singolo Euro ai tassi d’interesse decisi dai mercati dei capitali medesimi.
Questa è la principale e drammatica causa della crisi dell’Eurozona.
Per entrarvi più nel dettaglio possiamo leggere cosa scrisse un altro economista della Modern Money Theory nel 1998, ben 4 anni prima che l’Euro diventasse la moneta unica, Mathew Forstater:

"[...] le forze di mercato possono richiedere una politica fiscale pro-ciclica durante una recessione, aggravando gli effetti recessivi… Anche se non ci fossero limiti imposti sul deficit dei Paesi e dei debiti nazionali, la struttura della UEM rende quasi impossibile per un Paese adottare una politica anticiclica di bilancio anche se ci fosse la volontà politica. Questo perché, cedendo la loro sovranità monetaria nazionale, i Paesi non sono più in grado di condurre una politica fiscale e monetaria coordinata, essenziale per una risposta completa ed efficace alle crisi periodiche della domanda [...]"

Leggi l'articolo

ZigzagProxy (ZPROXY)
A CLI to connect using proxies (Firefox, Chrome and any other program started from bash)

The project (by zoninoz): https://savannah.nongnu.org/projects/zproxy

ZigzagProxy (zproxy) is a CLI bash script, with which you can connect programs from bash using proxy (transparent, anonymous or elite, selected according to the type required by the user). In particular, Firefox/Iceweasel and Chrome/Chromium can be not only started but also configured to use a proxy.

Zproxy extracts proxies from http://ip-adress.com/proxy_list/, analyzes them and checks whether they work, selecting those that allow a download speed higher than a default value

 

INSTALLATION:

USAGE:

 [source | .] zproxy <options>

 

Options (the order is not important):

-h     --help            Manual for zproxy

-up    --update-proxy    Update the lists of proxies

-u     --update          Update the script zproxy

-d     --disable         Disable the activated proxy

-t     --transparent
-a     --anonymous

-e     --elite           Select the types of proxy to activate

-r     --reconnect       Reconnect the modem

-ff    --enable-firefox
-dff   --disable-firefox
-rff   --restore-firefox  
Configure Firefox/Iceweasel
                           to enable/disable a proxy or to restore

                           the previous configuration
firefox
iceweasel                Start Firefox/Iceweasel using a proxy

-c     --enable-chrome
       --enable-chromium

-dc    --disable-chrome
       --disable-chromium

chromium
chrome                  
Enable/disable/start Chrome/Chromium

Melville e il pragmatismo: il doppio principio di "arcipelago" e di "speranza" e il fallimento della rivoluzione americana.
[da Gilles Deleuze, "Bartleby o la formula"]

«[...]...la formula, "I prefer not to", non era né un'affermazione né una negazione. [...] "Preferirei niente piuttosto che qualcosa": non una volontà di nulla, ma l'avanzare di un nulla di volontà. Bartleby si è guadagnato il diritto di sopravvivere, vale a dire di starsene ritto e immobile di fronte ad un muro cieco. Essere in quanto essere e nient'altro. Si insiste perché dica di sì o di no. Ma sia che egli dica di no (collazionare, fare commissioni, ...), sia che dica di sì (copiare), sarebbe subito sconfitto, giudicato inutile, non sopravviverebbe. Non può sopravvivere che muovendosi continuamente in circolo girando su se stesso, in una sospensione che tiene tutti a distanza. La sua strategia di sopravvivenza è preferire "non" collazionare, ma con questo anche "non" preferire copiare. Aveva bisogno di ricusarne uno per rendere impossibile l'altro. La formula è a due tempi e non smette di rigenerarsi, passando per gli stessi stadi. Per questo l'avvocato ha l'impressione vertiginosa, ogni volta, che tutto ricominci da zero.»

[...]

«Non si comprende il pragmatismo se vi si vede una filosofia sommaria fabbricata dagli americani. In compenso, si comprende la novità del pensiero americano se si vede nel pragmatismo un tentativo di trasformare il mondo, di pensare un mondo nuovo, un uomo nuovo, nell'atto stesso in cui si "fanno". La filosofia occidentale era il cranio e lo Spirito paterno che si realizzava nel mondo come totalità e in un soggetto conoscente come proprietario. Non è proprio al filosofo occidentale che si indirizza la scherzosa ingiuria di Melville: "mascalzone metafisico?". Contemporaneo del trascendentalismo americano (Emerson, Thoreau), Melville schizza già i tratti del pragmatismo che ne sarà la continuazione. In primo luogo è l'affermazione di un mondo in "svolgimento" come "arcipelago". Non si tratta nemmeno di un puzzle, i cui pezzi adattandosi ricostruirebbero un tutto, piuttosto di un muro di pietre libere, non cementate, in cui ogni elemento vale per se stesso, ma anche in rapporto agli altri: gruppi isolati e relazioni fluttuanti, isole e inter-isole, punti mobili e linee sinuose, perché la verità ha sempre dei "bordi frastagliati". Non un cranio, ma un cordone di vertebre, un midollo spinale; non un abito uniforme, ma un mantello d'Arlecchino, magari bianco su bianco, un "patchwork" a prosecuzione infinita, a raccordo multiplo [...]: l'invenzione americana per eccellenza, perché gli americani hanno inventato il "patchwork" nello stesso senso in cui si dice che gli svizzeri hanno inventato l'orologio a cucù. Ma per questo occorre anche che il soggetto conoscente, l'unico proprietario, ceda il posto ad una comunità di esploratori, i fratelli dell'arcipelago appunto, e che sostituiscano la conoscenza con la fede o piuttosto con la "fiducia": non fede in un altro mondo, ma fiducia in questo mondo e tanto nell'uomo che in Dio: "tenterò l'ascensione di Ofo con la speranza, non con la fede... andrò per la mia strada..."

Il pragmatismo è questo doppio principio di arcipelago e di speranza. Che cosa dev'essere la comunità degli uomini perché la verità degli uomini sia possibile? "Truth" e "trust". Il pragmatismo, come già Melville, non cesserà di lottare sui due fronti: contro le particolarità che contrappongono gli uomini e alimentano una irrimediabile diffidenza; ma anche contro l'Universale o il Tutto, la fusione delle anime in nome del grande amore o della carità. Che cosa resta allora delle anime, quando esse non si aggrappano più a delle particolarità, che cosa le trattiene allora dal fondersi in un tutto? Resta loro esattamente la propria originalità, ossia un suono che ciascuna "rende", come un ritornello al limite del linguaggio, ma che rende solo quando si mette in cammino (o in mare) con il corpo, quando conduce la propria vita senza cercare la sua salvezza, quando intraprende il viaggio incarnato senza fini particolari e incontra allora l'altro viaggiatore, che riconosce dal suono. Lawrence diceva essere questo il nuovo messianismo o l'apporto democratico della letteratura americana: contro la morale europea della salvezza e della carità, una morale della vita in cui l'anima non si compie che mettendosi in cammino, senz'altro fine, esposta a tutti i contatti, non tentando mai di salvare altre anime, sconstandosi da quelle che rendono un suono troppo autoritario o lamentoso, formando con i propri simili degli accordi anche fuggitivi e incerti, senz'altro adempimento se non la libertà, sempre pronta a liberarsi per compiersi. La fraternità secondo Melville e Lawrence è una faccenda per anime originali: forse comincia solo con la morte del padre o di Dio, ma non ne deriva, è tutt'altra cosa - "Tutte le sottili simpatie dell'anima multiforme, dal più amaro odio all'amore più passionale". Occorre una nuova prospettiva, il prospettivismo ad arcipelago, che coniughi panoramica e carrellata [...]

Benché Bartleby viva rinchiuso nello studio senza mai uscire, non scherza affatto quando, all'avvocato che gli propone nuove occupazioni, risponde: "si resta troppo al chiuso..." E se gli si impedisce di fare il suo viaggio, allora il suo posto non è altro che la prigione dove muore di "disobbedienza civile", come dice Thoreau, "il solo luogo dove un uomo libero potrà soggiornare con onore". [...]

I pericoli della "società senza padri" sono stati spesso denunciati, ma non c'è pericolo più grande del ritorno del padre. A questo riguardo, non si può separare il fallimento delle due rivoluzioni, l'americana e la sovietica, il pragmatismo e la dialettica. L'emigrazione universale non è riuscita meglio della proletarizzazione universale. Per la prima la guerra di Secessione è già la fine, come lo sarà la liquidazione dei Soviet per la seconda. Nascita di una nazione, restaurazione dello Stato-nazione e i padri mostruosi ritornano al galoppo, mentre i figli senza padri ricominciano a morire. Immagini di carta, è il destino sia dell'Americano che del Proletario. Ma come molti bolscevichi sentivano fin dal 1917 le potenze diaboliche che bussavano alla porta, i pragmatisti e ancora prima Melville, vedevano sopraggiungere la mascherata che avrebbe travolto la società dei fratelli. Molto prima di Lawrence, Melville e Thoreau diagnosticavano il male americano, il nuovo cemento che restaura il muro, l'autorità paterna e l'immonda carità. Per questo Bartleby si lascia morire in prigione. [...]

Vocazione schizofrenica: anche catatonico e anoressico, Bartleby non è il malato, bensì il medico di un'America malata, il "Medicine-man", il nuovo Cristo o il fratello di noi tutti.»

[da Gilles Deleuze, "Bartleby o la formula"] ---> http://inventati.org/zoninoz/ebooks/Deleuze-Agamben_Bartleby-La_formula_della_creazione.pdf

["Bartleby, lo scrivano" di Melville] ---> http://www.postadelgufo.it/maestro/Bartleby.pdf

["Disobbedienza civile" di Thoreau] ---> http://it.wikipedia.org/wiki/Disobbedienza_civile_%28saggio%29

 

Il fallibilismo del "pragmaticismo" («parola abbastanza brutta per starsene al sicuro dai rapitori di bambini» diceva Peirce), il "dubbio reale e vivente" come motore per la "fissazione della credenza", è costitutivo del doppio principio di "arcipelago" e di "speranza", del pluralismo terreno di uno stile di pensiero libertario che si propone di "inventare" ("L'invenzione della verità" di Bruno de Finetti appartiene alla corrente "logica" che da Peirce passa per Vailati e Calderoni): ecco la fraternità di "anime originali", che non hanno "padri".
Bartleby è il mostro, la differenza, la linea di fuga... la sua resistenza non era stata "calcolata": "preferirei di no" è un taglio (una differenza ripetuta) sulla certezza rassicurante garantita dall'ombrello dell'opinione e del pensiero dogmatico, è il taglio "ventoso" che permette al caos, all'informe, all'indeterminato, di irrompere sotto l'ombrello e di mostrare l'incerto di cui ha bisogno una vita ("dubbio reale e vivente").
È evidente la simpatia filosofica di Deleuze per il pragmatismo americano e per Peirce.

 

Revolution OS 2
Idealmente il seguito di Revolution OS, questo film è girato in Italia.

 


Il film e' idealmente il seguito di Revolution OS, realizzato negli Stati Uniti. Questo invece è stato girato in Italia sotto la direzione di Arturo Di Corinto. Vi si possono vedere i protagonisti del mondo del software libero e dell´open source ripercorrere le tappe della "rivoluzione" negli ultimi anni, raccontare le esperienze internazionali, in Sudamerica e in Europa, le pressioni del mercato e le iniziative di valore sociale, il ruolo del software libero nella pubblica amministrazione e nell´istruzione.

Interviste a R. M. Stallman, Sergio Amadeu (Presidente dell´Instituto Nacional de Tecnologia da Informacao del Governo Brasiliano), Diego Saravia (argentino, Università di Salta), Benjiamin "Mako" Hill (programmatore, rappresentante del Debian Project international) e altri...

A cura di Arturo di Corinto.