Chi siamo
Spazio Libero non è che un indirizzo email. Nel concreto, la partecipazione spontanea di chi vive in università e in quartiere è stata fino ad ora la nostra unica strategia, il nostro manifesto.

Mettere al servizio della collettività le proprie esperienze e attitudini personali: di fatto, siamo tante storie diverse che si raccontano in autonomia e nel rispetto reciproco.
Come funziona
A noi piace definirci “comunità di persone riunite intorno al giardino”. È questa indefinitezza che ci ha portato a tessere le più diverse relazioni: dai cittadini del quartiere ai ragazzi delle case occupate, senza mai negare il dialogo ai rappresentanti istituzionali (un po’ a fatica)...

Siamo quello che facciamo: abbiamo iniziato con un giardino di quartiere in uno spazio strappato all'abbandono, realizzato e gestito in modo orizzontale. Poi abbiamo smontato reti, costruito, coltivato, festeggiato...
I liberi giardini di babilonia sono un territorio di frontiera: tra l'Università e la Grande Genova, tra la formazione e il lavoro, tra la crisi economica e lo sviluppo dei beni comuni.

Questa è la base del ragionamento che ci ha portato, da oltre un anno, a occupare e occuparci degli spazi verdi costretti tra l'imponenza della Facoltà di Architettura, il fitto tessuto edilizio della collina di Castello e le rovine del complesso di Santa Maria in Passione.