15 gennaio: č tempo di Arrocco!

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Siamo un gruppo di fanscacchisti che si ritrova in via Battisti per giocare a scacchi e quadriglia, la famigerata variante eterodossa del gioco, quella giocata nei peggiori bar di Caracas.
Degli scacchi conosciamo la strategia e la tattica della scacchiera, la teoria del mediogioco, ma anche il gergo.
Parole come scacco, sviluppo, centro, trappola, adescamento, sacrificio, cambio, infilata, avamposto, pedone debole, arrocco, fianchetto, gambetto, qualità, traversa, colonna, demolizione delle difese, variante sono parole che si usano, parole che nel gergo scacchistico assumono molti significati, parole che a volte, finita una partita, usiamo per commentarne lo svolgimento, per descriverla e capire fino in fondo cosa è successo sulla scacchiera, per giocare meglio la prossima.

"Quell'avamposto in d7 mi ha paralizzato l'ala di donna"
"Dovevo arroccare prima"
"Sono rimasto indietro nello sviluppo"
"Il sacrificio d'alfiere andava rifiutato"
Sono frasi che a volte pronunciamo.
Sarà per questo, per deformazione, che ci siamo raccontati questi ultimi mesi con il nostro linguaggio.
Potremmo dirla cosi:
Il sindaco prima delle elezioni comunali è venuto in via Battisti per adescare qualche voto e qualche voto, diciamocelo, l'ha adescato.
Tant'è che alle regionali anche l'assessore era venuta ad adescarne un altro po' di voti, il piccolo sacrificio di frequentare per qualche minuto spazi e persone normali, che non fanno parte dell'elite, per un vantaggio posizionale elettorale.
Poi però, dopo le elezioni, dipende da che idea ha uno dello sviluppo, si può muovere i pedoni centrali per favorire lo sviluppo dei pezzi leggeri (alfiere e cavallo) come si usa a scacchi, o puoi muoverti solo per sviluppare il Re e la Regina, solo che a scacchi se fai così perdi, invece nell'urbanistica pisana se favorisci lo sviluppo solo del Re e della Regina e ti scordi dei pedoni funziona, che a farsi amico il Re e la Regina poi dopo controlli meglio le informazioni e il centro.
Anche a scacchi serve controllare il centro (e4, d4, e5, d5), se ci riesci hai più spazio per muovere i tuoi pezzi, sei in vantaggio. Ma a scacchi ognuno vede i pezzi dell'altro e le intenzioni dell'avversario a saperle analizzare sono chiare, il problema delle informazioni false noi non ce l'abbiamo.
I bluff non si possono fare, impossibile non accorgersi ad esempio che l'adescamento di via Saragat, come tutti gli adescamenti ben fatti, in realtà produce, dopo il sacrificio di materiale l'uscita allo scoperto del Re avversario, il conseguente scacco matto, ed è proprio per questo che vuoi adescare. Se invece non vuoi adescare l'avversario puoi provare a demolire le sue difese, anche li finisce spesso con scacchi matti e infatti bisogna davvero essere matti per pensare di demolire una roba come Rebeldia, soprattutto se si dice di volerlo fare per favorire lo sviluppo della città, che secondo noi non è con il sacrificio della associazioni che si migliora la vita della gente comune. Per noi che giochiamo a quadriglia è il sacrificio di Regina l'attacco più bello da fare.
E' una questione di qualità! Che a scacchi hai il vantaggio di qualità se cambi una torre con un alfiere, invece a Rebeldia la qualità ce l'hai perché c'è bella gente che fa belle cose, è la qualità della società vissuta.
Ormai si sa: Rebeldia è un avamposto in questa città, ma non l'avamposto in d7 grazie a cui paralizzi il lato di donna del tuo avversario, un avamposto contro l'intolleranza e la speculazione, qualcosa che serve a tutti per se stessi, mica solo alle associazioni.
Che poi a Rebeldia non c'è l'avversario, mica uno vince e uno perde, vince chi c'è, l'importante è esserci.
E infatti noi ci siamo, e di fronte all'attacco uragano del Sindaco di questi mesi, al suo tentativo di metterci in zugzwang, cioè senza scelta, rispondiamo come sappiamo fare, analizziamo l'attacco, disponiamo le difese e ci prepariamo ad arroccare corto, anzi, meglio arroccare lungo, meglio cambiare variante, che la variante del Comune sull'enciclopedia della aperture è valutata -/+ (svantaggiosa).
Poi dall'arrocco mi ci devi snidare, che alla fine se hai più pezzi e io gioco solo con i pedoni, che non ce li hanno i soldi, alla fine ce la fai per forza, ma ti devi impegnare comunque, non è mica facile.
Detto questo vorremo anche dire al Sindaco Filippeschi se per favore la smette di attaccare Rebeldia, che lo scacco matto alla fine, secondo noi, non ce la fa a darlo e più che altro la sta facendo lui la figura del matto, che se con Rebeldia ci collabora invece che dargli scacco, poi davvero favoriamo lo sviluppo della città, ma lo sviluppo buono, quello che ti fa entrare nel centro partita vincente, per tutti.
Alla città e a tutti i suoi pedoni, ma anche ai suoi alfieri e ai cavalli, a tutti i pezzi, sia quelli bianchi che quelli neri, chiediamo di difendere Scacchi Insorgenti e le altre 30 associazioni: il 15 Gennaio arrocchiamo tutti in via Battisti!
Saremo anche pedoni, ma a scacchi 6 pedoni valgono più di un torre.

Scacchi Insorgenti

 
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