La manifestazione di sabato è stata estremamente partecipata, da cittadini e cittadine che hanno sfilato in modo allegro, etereogeneo, multicolore, dando voce al loro diritto di espressione. A loro va il più sentito ringraziamento, così come va a tutti i partecipanti che hanno continuato a festeggiare a Piazza Carrara la sera, con un grande spirito di solidarietà.
Non ci interessa la guerra di cifre, abbiamo cose più utili da fare. Se la Questura e l'Ansa hanno dichiarato 2000 persone ne prendiamo atto, e siamo orgogliosi che queste persone abbiano manifestato in modo assolutamente unitario.
Nonostante la manifestazione sia stata preparata in poco più di un
mese, è andata meglio di quanto ci aspettassimo, un buon traguardo dopo
un lungo mese di iniziative pubbliche e partecipazione attiva alla vita
della città.
E soprattutto, nonostante l'aperto dissenso dell'amministrazione e di
certa stampa, nel preannunciare e riferire la festa di sabato, si è
svolto tutto in modo sereno.
Si sono sentite cose del tutto non corrette; una fra tutte riguarda una
presunta insoddisfazione sulla manifestazione, da parte del “gruppo che
dirige Rebeldìa e che si occupa della trattativa con il comune”. Questa
affermazione è del tutto falsa, anche perchè Rebeldia non ha un gruppo
dirigente, e la trattativa è seguita da tutte e 30 le associazioni in
modo paritario.
L'adesione al corteo da una parte consistente della città – oltre 50
associazioni - e il radicamento nel quartiere di Sant'Antonio sono
espressione diretta sì, della politica dei movimenti e delle
associazioni e del lavoro svolto, ma anche di precedenti riconoscimenti
da parte delle istituzioni.
Oggi la rotta è cambiata il Comune fa muro contro muro e il silenzio di
questi mesi non è responsabilità del Progetto Rebeldìa. Se le politiche
giovanili sono davvero fra le preoccupazioni principali della Giunta
Comunale, aspettiamo le risposte sul 'domani', e non dossier
unilaterali su ciò che è successo 'ieri'.
Per queste ragioni, l'assemblea delle associazioni che compone
Rebeldìa, dopo aver preso atto delle affermazioni false cui è oggetto,
le ignora, avendo attività ben più importanti di cui occuparsi.
Con la medesima attitudine si presenterà in tribunale il 18 giugno.(...)"