Il Progetto Rebeldía respinge la ruspa: no alle provocazioni

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La ruspa e il cantiere abusivo allestito da Sviluppo Pisa

Oggi il Progetto Rebeldía avrebbe diffuso la risposta ufficiale alla proposta avanzata dal Comune a fine luglio, inadeguata rispetto alle esigenze minime delle 31 associazioni del progetto. Pensavamo di poter avviare nuovamente un dialogo nel rispetto delle reciproche posizioni, per proseguire nell’intento di chiarire all’amministrazione e alla città il nostro punto di vista. C’è chi invece ha tentato di imporre con la forza la chiusura dei canali di comunicazione. Oggi il Progetto Rebeldía ha respinto una provocazione inutile e dannosa per la città.

Nel pomeriggio di ieri, martedì, una grande ruspa ha fatto il suo ingresso nel piazzale di via Battisti 51, circondata da una rete metallica su cui si trovava affisso un cartello di inizio attività dei lavori, datato 13 settembre 2010. Senza preavviso, la Sviluppo Pisa, società della municipalizzata Pisamo, ha voluto dare avvio alle opere di demolizione, mettendo di fronte al fatto compiuto le associazioni del Progetto.

La presenza della ruspa e l’apertura di un cantiere minacciava di rendere inagibile lo spazio di via Battisti, mettendo a repentaglio l’incolumità delle decine di persone che ogni giorno frequentano lo spazio. Il tutto in violazione delle elementari regole di sicurezza, nonché di una sentenza del Tribunale di Pisa del 27 luglio scorso, che ha riconosciuto al Progetto Rebeldía il pieno diritto di restare nella sua attuale sede fino al 30 ottobre prossimo.

Sin dalla prima mattinata decine di attivisti hanno presidiato l’ingresso di Rebeldía con una precisa richiesta: ritirare subito la ruspa e chiudere il cantiere. Dopo un incontro con il direttore dei lavori, ing. Fiorindi, la Sviluppo Pisa è tornata sui suoi passi e ha accettato di portare via la ruspa dal piazzale. Ci auguriamo sia chiaro che eventuali interventi successivi dovranno essere concordati con le associazioni del Progetto, pena il rischio di rendere ancora più accidentato il già difficile percorso di trattativa con le istituzioni locali.

Da anni, ormai, Rebeldía è impegnata nella ricerca di una sede nuova e adeguata alle sue reali esigenze, permettendo così l’avvio del progetto Sesta Porta. In una fase delicata, in cui servirebbe serietà e reale disponibilità al dialogo, è inevitabile leggere quanto accaduto come una provocazione, che non intendiamo raccogliere. Allo stesso modo, rispediamo al mittente le lettere che nelle scorse settimane Sviluppo Pisa ha inviato alle sedi locali e nazionali della associazioni di Rebeldía comunicando loro l’importo di future penali di cui  sarebbero imputabili nel caso in cui non liberassero la sede attuale.

Rivolgiamo un appello al Sindaco e agli amministratori perché inizino a dimostrare senso di responsabilità, ripristinando così un’atmosfera di dialogo e ascolto reciproco. In attesa di trovare una via d’uscita dall’attuale stallo, invitiamo tutti a prestare attenzione agli ulteriori sviluppi della vicenda e aiutarci a proteggere uno spazio aperto, patrimonio dell’intera città.

Progetto Rebeldía
Pisa, 15 settembre 2010

 
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