Via Andrea Pisano: è necessaria un’altra politica sugli spazi sociali

Fallito il primo, il Comune rilancia con un secondo bando per l'assegnazione degli ex magazzini di via Andrea Pisano, in scadenza alle ore 12:30 di oggi, venerdì 30 novembre. Si chiude così l'ennesimo capitolo di una storia iniziata nel gennaio 2011, quando il Progetto Rebeldía, rispettando i patti assunti pubblicamente, lasciò lo spazio di via Battisti per consentire l'inizio dei lavori di quella SestaPorta che sembra ormai sprofondare nel mare dei debiti milionari che un improvvisato "project financing" sta causando al bilancio comunale. 

Quello di via Pisano era uno spazio pubblico abbandonato e dimenticato da tutti, fino a quando Rebeldía non lo propose in sostituzione di via Battisti. Erano i giorni in cui la Giunta Filippeschi strepitava che, se non fosse partita la costruzione della SestaPorta, i cittadini avrebbero pagato penali salatissime. Quanto poi è accaduto ormai è storia. La Giunta non rispettò gli accordi: si riprese via Battisti, ma vincolò l'ingresso delle associazioni del Progetto a un bando-truffa che di fatto rinviava a tempo indeterminato l'inizio delle attività nel nuovo spazio. La città si è ritrovata così per oltre un anno e mezzo priva di una delle più partecipate esperienze di aggregazione civile, sociale e culturale, un danno a cui solo la recente riapertura dell'Ex Colorificio Toscano da parte del Municipio dei Beni Comuni ha finalmente posto riparo.


Il nuovo bando per via Andrea Pisano è stato pubblicato a orologeria per minare ancora una volta il cammino di Rebeldía, una volta che avevamo deciso di scegliere un'altra via, ormai consapevoli dell'irresponsabile sordità della Giunta Filippeschi. Basti ricordare che, spinta dal tentativo di delegittimare un percorso pubblico democratico e condiviso, l'uscita di questo bando ha preceduto di appena 48 ore il corteo del 13 ottobre scorso, con cui il Municipio dei Beni Comuni rivendicava la riapertura di spazi sociali in città. Si tratta di un uso politico al ribasso dello strumento del bando, di cui è prova anche la clausola che esclude chi si sia "macchiato" dell'occupazione di immobili comunali, riaprendo così una ferita già inferta con il bando per la Leopolda (ma allora era escluso chi avesse occupato in assoluto), e negando così il valore di tutta una storia di battaglie civili che ha sempre visto soggetti politici, sindacali e associativi fare un uso consapevole di tale strumento, affermando grazie ad esso diritti fondamentali.

Oltre a piegare le regole a proprio piacimento, confermando la propensione a un uso privatistico della cosa pubblica, la Giunta sforna un bando che risponde al tentativo di imbrigliare un tessuto associativo popolare e "no profit" nelle maglie di un serrato controllo - ai limiti del dirigismo - sulle attività e la gestione dello spazio, in ricercato contrasto con il modello di auto-organizzazione che caratterizza il Progetto Rebeldía e le sue associazioni. Così, nonostante le belle parole, la Giunta Filippeschi persegue ancora la strada di non rendere realmente accessibili gli spazi pubblici a cittadini e associazioni, reiterando tatticismi politici che fanno solo male alla città.

Ma a prescindere dalla nostra presa di distanza dalle contorsioni del Sindaco e dei suoi assessori - sempre pronti a rassicurare, nelle segrete stanze di Palazzo Gambacorti, che intendono assegnare gli spazi a Rebeldía, salvo poi scegliere un bando fintamente aperto a tutti per presentarsi con il volto dell'equità -, poniamo la parola fine a questa assurda vicenda, rivolgendo però un appello alle associazioni che parteciperanno al bando: la destinazione d'uso a scopo sociale degli spazi di via Andrea Pisano, merito della lunga battaglia del Progetto Rebeldía, dev'essere ora garantita, senza che la Giunta ceda ai pruriti speculativi che agitano alcuni dei suoi assessori.

Occorre dare finalmente avvio in città a una diversa politica sugli spazi sociali, segnando una netta discontinuità con l'idea dei bandi "ad hoc", che favoriscono solo clientelismi e ricatti. Noi vigileremo in tal senso, insieme a tutta la città, affinché in via Andrea Pisano possa nascere un nuovo spazio sociale, aperto a tutti coloro che si riconoscono nei valori fondamentali dell'antirazzismo, dell'antisessismo e dell'antifascismo.
 
Progetto Rebeldía

 

 
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