UAAR sul bando della Leopolda

Logo UAARIl Circolo UAAR di Pisa, articolazione territoriale di un'associazione nazionale, condivide le numerose richieste, della politica e del movimento associativo, di ritiro del bando comunale per la gestione della Stazione Leopolda e di contemporanea apertura di un dibattito senza pregiudiziali ideologiche sulla gestione degli spazi comunali destinati a formazioni sociali come le associazioni.

Abbiamo sempre fatto parte del cartello Leopolda, ma pensiamo che l'attuale bando per l'assegnazione degli spazi della Leopolda contenga troppi aspetti inaccettabili. Per citarne solo alcuni:

l'imposizione di logiche di redditività economica non chiaramente poste in secondo piano rispetto alle finalità - tradizionalmente no profit - delle associazioni a cui il bando si rivolge, l'inclusione di parametri di dubbia legittimità che sembrano pensati solo per escludere importanti realtà cittadine associative attualmente prive di spazi come il progetto Rebeldia, lo scorporo di pezzi importanti di spazi della Leopolda, i comitati di controllo esterni…

L'associazionismo è per sua natura spontaneo, nasce no profit, e le sue attività devono essere gestite per legge quasi esclusivamente da volontari. Sottoporlo a vincoli di produttività imposti con criteri e priorità non chiare e tendenzialmente profit rischia di minare le fragili risorse di cui le associazioni dispongono, inclinandole pericolosamente verso forme furbesche di attività commerciali la cui vera possibilità di "stare sul mercato" può diventare - come sappiamo tutti - l'elusione fiscale.

Il circolo UAAR di Pisa ha rilevato le criticità di questo bando sin dalla sua uscita, e ha tentato una mediazione in seno allo stesso cartello Leopolda, proponendo di assumere una posizione super-partes per tutte le associazioni cittadine che prendesse le distanze dallo spirito soggiacente il bando comunale, pur partecipandovi. Il tutto in un'ottica "non competitiva" tesa a definire criteri condivisi di gestione di uno "spazio bene comune" come la Stazione Leopolda. Ad oggi, registriamo un sostanziale fallimento di questo tentativo di mediazione interno alla Leopolda, e vediamo con favore la simultanea iniziativa di richiesta di riapertura della discussione sugli spazi per le associazioni, che rispecchia molto da vicino le nostre posizioni.

La cultura e il sociale non possono essere sottoposti alla condizione di essere redditizi. Pretendere questo è pericoloso e poco lungimirante. Le associazioni non producono profitti, bensì eventi sociali e culturali mettendo a frutto esperienze, sensibilità, e tempo, devoluti quasi esclusivamente su base volontaria. Pisa, poi, grazie ai numerosi giovani di cui dispone, ha una sua peculiarità per quantità e varietà di associazioni. Questa è una ricchezza che chi amministra questa città farebbe bene a sfruttare in quanto tale. Ci associamo dunque a quanti chiedono il ritiro del bando e l'apertura di una riflessione collettiva su un ampio e libero utilizzo delle Leopolda.

Con questi intendimenti, il Circolo UAAR di Pisa non parteciperà al bando comunale come è attualmente formulato, e porterà il contributo della propria esperienza a tutte le iniziative che verranno messe in essere per la riapertura della questione Leopolda e spazi cittadini per le associazioni, a partire dall'assemblea convocata per Mercoledì 11 presso la stazione Leopolda stessa.


per il Circolo UAAR di Pisa


Nadia Pisanti, Giovanni Mainetto, Pierpaolo Corradini

 
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