Telecamere nascoste spiavano Rebeldia

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090725_bigbrother.jpgIl congegno si trovava sulla parete di confine tra il piazzale ed il parcheggio della Pisamo e puntava sullo spiazzo all'aperto di Rebeldia, i fili erano collegati ad una centralina situata all'interno del parcheggio e collegata ad una antenna direzionata verso la palazzina dei vigili urbani.
Non sappiamo da quanto tempo fosse posizionata.
Lo spazio di Rebeldìa è uno spazio pubblico dove migliaia persone vengono e partecipano alle molteplici attività che si svolgono giornalmente promosse dalle diverse associazioni (parete d'arrampicata, consegna dei prodotti Gasp, spettacoli, etc..).
Riteniamo che quanto successo sia molto grave, e abbia aspetti inquietanti che mettono in discussione il normale andamento di una società democratica e della libera iniziativa politica e sociale in questa città. Non sappiamo per quali finalità e chi abbia compiuto questa azione, e vogliamo sapere la verità e che siano individuati i responsabili: gente che pensa di poter controllare chi da anni in città organizza aggregazione sociale sempre alla luce della sole.
Le attività del Progetto Rebeldia sono rivolte ad un ampio spaccato sociale, che va dai bambini agli anziani, passando per studenti, professori universitari e migranti.

Non possiamo accettare né tollerare che qualcuno possa avere in questi mesi ripreso e spiato donne, uomini e bambini, impunemente. Non vorremmo fosse l'ennesimo strumento per macchinare contro il nostro progetto ed il suo sgombero, viste le recenti iniziative.
Ricordiamo anche in via Battisti 51/633 è attivo un servizio della Pisamo, ovvero la Riciletta. Non pensiamo che faccia piacere che i cittadini senza saperlo si rechino in un posto segretamente videosorvegliato.
Tra l'altro ricordiamo che ciò è contro le normative vigenti e viola il diritto alla privacy.
I primi a dover dare dei chiarimenti sono, quindi, i proprietari dell'area ovvero la CPT e la Pisamo proprietaria del parcheggio confinante.

Riteniamo, infine che quanto avvenuto leda gravemente il diritto alla libera associazione, e sia una forma di controllo insopportabile, vorremmo quindi sapere chi ha messo le telecamere e con quali finalità, da parte nostra siamo ben disposti a ridare l'oggetto al diretto interessato quando verrà a riprenderselo.

Intanto abbiamo deciso di sporgere denuncia ai Carabinieri contro ignoti.

25/07/09
Progetto Rebeldia


Galleria di foto a cura di Aut-Aut

 dal Tirreno, 26/7/2009

Pisamo: mai spiato nessuno

«Le telecamere, contro i furti, c’erano già prima di Rebeldia»

«Lì c’è un parcheggio, dobbiamo tutelare le persone e le cose»


PISA. «La Pisamo, non ha mai spiato o controllato l’attività svolta da Rebeldia». Lo dicono l’amministratore unico della Pisamo Alberto Paolicchi e il direttore Alessandro Fiorindi.
«La società - spiegano - ha sempre adottato i sistemi disponibili e legittimi per tenere sotto sorveglianza tutte le aree dove sono presenti parcheggi in struttura e a pagamento. “Osservare” le iniziative svolte da Rebeldia non rientra ovviamente nei fini e nei compiti della Pisamo. È compito nostro, invece, fare tutto ciò che è possibile e legittimo per tutelare la sicurezza delle persone e i loro beni (le auto) affidate alla custodia, nei parcheggi di via Battisti e via Cammeo, della Pisamo. Compito questo, della sorveglianza, dovuto e necessario anche in risposta ai furti (ben quattro nell’ultimo anno) che frequentemente avvengono, e regolarmente denunciati, nell’area del parcheggio e del magazzino deposito delle biciclette che vengono ritiriate in città e del deposito dei materiali di proprietà della società».
«Luoghi questi - dicono - che si trovano nell’area in parte utilizzata, senza titolo alcuno, ancbe dall’associazione Rebeldia. Il sistema di controllo televisivo, in atto ben da prima che l’associazione Rebeldia si insediasse provvisoriamente nell’area, è stato mantenuto e rafforzato anche per i furti di numerose biciclette di proprietà dei cittadini, custodite nel capannone in uso a Pisamo, nello stesso luogo fisico dove opera Rebeldia».
«Curiosa infine - dicono - la minaccia dell’inoltro di una denuncia ai carabinieri perché indaghino sul fatto! Chi è titolare di regolare diritto ad utilizzare l’area, cioè Pisamo, si vorrebbe trasformare in criminale e chi invece la sta occupando senza titolo alcuno e illegittimamente diverrebbe la vittima. Davvero incredibile».

 
 

Telecamera nascosta a Rebeldía: Pisamo e Cpt dicano la verità e si assumano le loro responsabilità!

Il comunicato del Presidente della Pisamo Alberto Paolicchi contiene ammissioni estremamente gravi e dichiarazioni false.

Primo - Non esiste alcuna segnalazione pubblica nello spazio di via Battisti del fatto che si tratti di un'area videosorvegliata, come previsto dalla legge. I cittadini che entrano nel piazzale non sanno di essere ripresi.
Ciò è ancora più grave visto che lo spazio è frequentato da dipendenti di Pisamo e di altre ditte che lavorano per il Comune, che in questi anni sono stati spiati senza esserne a conoscenza. Inoltre nel piazzale accedono quotidianamente privati cittadini, anche minorenni, che vengono a frequentare le attività del Progetto Rebeldia, così come altri che usufruiscono del servizio della ricicletta o della punzonatura svolto da Pisamo. Ci pare incredibile che Paolicchi sostenga con leggerezza che tutte queste persone siano state spiate illegalmente per mesi, eppure è esattamente quanto ammesso sulle pagine del Tirreno di domenica.

Secondo - Paolicchi sostiene che questa telecamera è stata installata da Pisamo prima che Rebeldìa entrasse in quello spazio.
Questa affermazione è falsa. Quella telecamera è stata installata dopo il nostro arrivo. Infatti la documentazione fotografica che alleghiamo alla denuncia dimostra che la telecamera è stata installata tra giugno e novembre 2008, mentre Rebeldia ha cominciato a utilizzare i locali dal marzo 2006, con un regolare contratto di comodato stipulato con CPT.
Ad ogni modo, se anche fosse stato vero che i locali erano videosorvegliati al nostro arrivo (fatto, ribadiamo, falso), chi ha messo le telecamere avrebbe avuto l'obbligo di segnalarle agli avventori, come da normativa vigente.

Terzo - Paolicchi sostiene che le telecamere avessero una funzione di prevenzione dei reati di furto.
Questo è impossibile. Come abbiamo mostrato alla stampa, non si tratta di una normale telecamera di videosorveglianza, come se ne trovano nel parcheggio della Pisamo, ma al contrario di un piccolo dispositivo di 5 centimetri che è stato nascosto in un tubo di ferro in modo da non poter essere visto. Questo vìola il principio fondamentale della videosorveglianza, ovvero di mettere bene in mostra le telecamere in funzione di deterrente, come espresso dalla normativa sulla Privacy.

Alla luce dei fatti, vi sono delle domande per cui esigiamo una risposta. Il piazzale non è di proprietà della Pisamo, bensì di CPT, che concede i locali a Pisamo per il servizio della Ricicletta. CPT era al corrente del fatto che Pisamo aveva installato delle telecamere in maniera illegale per spiare le attività del piazzale? Dato che la responsabilità dei fatti ricade su delle aziende municipalizzate, chiediamo al Comune se fosse al corrente di quanto stava avvenendo e comunque di prendere provvedimenti per tutelare i diritti di cittadini, lavoratori e migranti.

Le dichiarazioni di Paolicchi sono quindi estremamente pesanti e ne dovrà rispondere alla città, visto che questi atti della Pisamo vìolano chiaramente le garanzie sancite dalla legge e costituiscono gravi reati penali.
Anche questa volta vorremmo sapere dove sta la legalità e dove l'illegalità. È illegale chi da anni fa iniziative sociali in città alla luce del sole ed in pubblico, o chi, da presidente di una azienda municipalizzata, è convinto di poter spiare cittadini, peraltro diramando dichiarazioni false sui media.

Quanto dichiarato da Paolicchi ci dà ulteriori certezze sulla strada intrapresa, ovvero la denuncia ai Carabinieri, che speriamo porti luce su questo episodio inquietante.

 Progetto Rebeldia

 
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