Trattativa: Comunicato della Sinistra Arcobaleno PDF

Oggi, con il caso Rebeldia, sale con prepotenza all’ordine del giorno dell’agenda politica pisana la questione degli spazi sociali e dei i limiti di un’amministrazione poco sensibile alla valorizzazione di importanti esperienze culturali. Lo dimostrano anche le gravi difficoltà in cui versano alcuni patrimoni librari della nostra città, quali la Biblioteca Franco Serantini (che vive principalmente grazie al prezioso lavoro dei suoi volontari); oppure la Domus Galileiana e la Domus Mazziniana, pressoché scomparse dal contesto cittadino.

Il progetto Rebeldia, composto da 24 associazioni, tutte radicate in un quartiere importante e problematico come quello della Stazione, rappresenta una delle esperienze di aggregazione meglio conosciute dalla nostra città. La Sinistra-l’Arcobaleno ritiene assolutamente necessario e urgente provvedere alla definitiva soluzione della questione. Il piano attuativo del progetto di riqualificazione dell’area di via Battisti prevede, tra le altre cose, spazi da adibire ad attività sociali e culturali. Il Comune però non contempla in quest’operazione la presenza di Rebeldia. Anzi, comunica alla città che tra pochi mesi inizieranno i lavori e che le associazioni saranno allontanate, con una generica offerta di spazi che non tutelano l’integrità del progetto.

Eppure, già da diversi mesi il cartello Rebeldia ha presentato diverse ipotesi concrete che garantirebbero l’integrazione dell’esperienza all’interno dello stesso progetto di riqualificazione urbana deciso dall’amministrazione.

Riteniamo che il Comune stia procedendo con una fretta ingiustificata. La convenzione tra progettisti ed Ente, infatti, deve ancora essere firmata e il progetto definitivo non è ancora stato presentato. E’ quindi possibile ogni forma di integrazione o di contributo sia nella fase di progettazione definitiva che in quella esecutiva.

Ma cosa ha in mente la politica quando propone la riqualificazione di un’area? La pura e semplice creazione di spazi commerciali e uffici direzionali a vantaggio degli interessi di pochi? Invece, sarebbe un salto di qualità il riconoscere che esiste una forma di riqualificazione come quella che Rebeldia ha già offerto al quartiere Stazione e a tutta la città: essa consiste nella riqualificazione culturale e nell’intervento sociale, di cui la nostra società ha tanto bisogno, e che spesso neppure le istituzioni sono capaci di garantire. Il quartiere Stazione ci dimostra palesemente che il degrado e l’emarginazione si alimentano della mancanza di socialità. Rebeldia in questi anni ha sopperito a una tale mancanza. L’appoggio determinante che in questi anni il cartello ha ricevuto dalla Circoscrizione 4, così come dalle diverse realtà culturali, ambientaliste e politiche della sinistra, testimonia della necessità e del valore delle attività svolte. Tra le associazioni del progetto ve ne sono alcune che, gratuitamente (un termine oggi obsoleto), fanno attività di sostegno ai migranti, corsi di lingua italiana per stranieri, attività di supporto sociale e di indirizzo alla conoscenza dei propri diritti.

La questione Rebeldia va risolta avvalendosi della partecipazione e delle esperienze maturate all’interno dello stesso cartello di associazioni, considerando concretamente le soluzioni alternative proposte. Il Comune, a questo punto, deve spiegare - tecnicamente o politicamente - perché non intende comprendere Rebeldia all’interno del progetto di riqualificazione dell’area.

La Sinistra-l’Arcobaleno crede fortemente nella necessità che Rebeldia debba rimanere all’interno della zona dove si trova attualmente, nell’area di Via Battisti (dove esistono spazi disponibili da sfruttare d’intesa con le Ferrovie), perché qui essa ha saputo costruire un innovativo e concreto progetto di riqualificazione sociale e culturale di tutto un quartiere.

La Sinistra-l’Arcobaleno. Pisa

 
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