Scacco alla Leopolda

Scacchi Insorgenti Come Scacchi Insorgenti non possiamo che prendere parola sul bando per l'assegnazione diretta della ex Stazione Leopolda alla associazione Casa della Città Leopolda. In particolare da scacchisti consideriamo inaccettabile una delle clausole del suddetto bando, quella che escluderebbe dalla partecipazione allo stesso le associazioni che abbiano pendenze di occupazioni.

Non stiamo qui a farla lunga sulla presunzione di innocenza che ancora vige nella nostra Repubblica Democratica (checchè ne dica l'Amministrazione), il punto che ci preme è un altro e ci riguarda direttamente in quanto "abili" scacchisti. 

Come si sa il principale testo di riferimento strategico-tattico della teoria scacchistica moderna è "Il mio Sistema" di Aaron Nimzowitsch. Quindi da quel testo non possiamo prescindere. Nella prima parte del libro, quella su "Gli Elementi", capitolo primo "Centro e Sviluppo", viene codificato chiaramente quello che è uno dei principi base del gioco.

Il centro deve essere occupato! Altrimenti la massa pedonale avversaria semplicemente avanzando respingerebbe verso le linee di partenza i propri pezzi annullando cosi ogni mossa di sviluppo.

Non occupare il centro significa dunque votarsi a sconfitta certa.

Il bando porta all'assurdo per cui, per poter organizzare delle attività scacchistica nella ex Stazione Leopolda, dovremmo giocare male e perdere ogni partita contro il primo giocatore di dama che passa. Perchè non possiamo valorizzare le nostre nozioni strategiche e vincere la partita?

Va inoltre considerato che occupando quotidianamente, partita dopo partita, il centro della scacchiera, nè la FSI (Federazione Scacchistica Italiana) nè la FIDE (Fédération Internationale des Échecs) ha mai condannato nessuno di noi per tale pratica, non si capisce dunque a quale titolo l'assessorato si intrometta in regolamenti che non gli competono inventandosi una legalità che non è prevista nè dalla legge dello Stato nè dai regolamenti scacchistici nazionali e internazionali.

Riteniamo tutto questo inaccettabile e per questo e altri motivi, da altre associazioni già sollevati, chiediamo che il bando venga ritirato e ne venga prodotto uno che non escluda le attività scacchistiche dalla Leopolda.

Concludiamo amaramente parafrasando una celebre frase che il più grande giocatore di scacchi di tutti i tempi, Garry Kasparov, rivolse alla politica del suo paese, la Russia: gli scacchi hanno regole stabilite, certe. La politica a Pisa no.

Scacchi Insorgenti

 
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