Rebeldia val bene un bus

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dal Manifesto del 11/6/2009 di Marco Philopat 

LA STORIA · Nel centro sociale di Pisa a rischio

Rebeldia val bene un bus
Sfratto all’ombra del Pd


PISA

Il Rebeldia, il noto centro sociale pisano è sotto sfratto. La Cpt, l’azienda dei trasporti pubblici locali, proprietaria degli stabili di via Battisti 51, vuole sgomberare una delle realtà autogestite più interessanti del nostro paese.

Vado a trovarli un mercoledì pomeriggio come tanti altri. Già nel cortile noto una delle particolarità del luogo. Almeno cinquanta giovani senegalesi, con il loro fisico asciutto e l’andamento dinoccolato, fanno gruppo intorno al campetto da basket in cui una dozzina di loro sono impegnati in una partita. «Vengono qui tutti i giorni, fanno le loro riunioni e partecipano alle nostre iniziative» mi dice uno degli attivisti.

Sono stupito perché nei tanti centri sociali italiani frequentati non avevo mai visto una cosa del genere. La forza del Rebeldia e dei suoi 6 lunghi anni di attività risiede nel fatto che il sistema di autogestione è basato sullo stretto rapporto con le associazioni cittadine che lì dentro hanno sede. Basta dare un’occhiata alla homepage del loro sito e notare, in alto a destra, i trenta loghi che illustrano la variegata presenza dell’associazionismo di base. Si va dall’Hacklab a Emergency, dai giocatori di scacchi ai gruppi di acquisto solidale e naturalmente numerose sono le sigle che rappresentano le diverse etnie dei migranti presenti in città.

Il mio giro turistico ha inizio nelle cucine ben attrezzate che giornalmente preparano cibo vegetariano a decine e decine di persone. Oggi stanno cucinando una cena benefit per Anarchists Against The Wall, gli anarchici israeliani che si battono contro l’apartheid in Israele. Poi passo in caffetteria, un ampio locale pieno di tavoli e sedie dove ora è in corso una riunione per organizzare la manifestazione contro lo sgombero. Nella stanza a fianco c’è una libreria con un archivio molto fornito che precede la sala cinema dove l’associazione culturale Volkano prepara le sue rassegne e conferenze. Sempre al piano terra c’è la famosa ciclofficina del Rebeldia che sembra una sala operatoria tanto è pulita e in ordine, con moltissime biciclette infilzate sulle rastrelliere del soffitto a disposizione di tutti. Qui mi offrono un ottimo tè verde equo e solidale spiegandomi le iniziative di Critical Mass. Entra un giovane maghrebino con la sua bici da aggiustare e in pochi secondi ha già in mano tutti gli attrezzi appropriati e procede con la riparazione sotto gli occhi attenti di un meccanico esperto.

Mi portano a vedere la sala concerti e poi la palestra d’arrampicata con un’enorme parete artificiale sulla quale una ventina di giovanissimi, qui tutti pisani bianchi, si divertono ad allenarsi nel free climbing. «È la più grande palestra del genere in tutta la Toscana», mi dicono orgogliosi i miei accompagnatori.

Saliamo le scale. Al primo piano ci sono una serie di aule con le sedi delle associazioni, in fondo al corridoio c’è la scuola di lingue. Entriamo e ci accoglie un insegnante tunisino che sta insegnando a una decina di studenti l’arabo. Il tour è finito, ci sediamo e mi spiegano la loro situazione.

Da oltre due anni la Cpt vorrebbe sgomberare Rebeldia per mettere al suo posto una stazione degli autobus che dovrebbe sostituire quella che attualmente si trova dall’altro lato della strada e che è stata peraltro costruita nel 2005. La ragione di tanto accanimento è una storia di palanche: il nuovo inutilissimo parcheggio degli autobus sarebbe al centro di una speculazione edilizia da 30 milioni di euro pronti per finire nelle tasche dei comitati d’affari legati al Pd che governa la città. Gli attivisti di Rebeldia naturalmente non hanno nessuna intenzione di cedere e dopo la Critical Mass del 27 maggio scorso e la partecipazione alla street parade antiproibizionista Canapisa, rilanciano per sabato 13 una manifestazione cittadina che nelle intenzioni degli organizzatori spera di ripetere il successo di quella dello scorso anno quando più di tremila persone scesero in piazza per il Rebeldia. Si tratta di difendere un luogo che fa politica seria in maniera innovativa e che crea movimento direttamente sulla strada e nelle piazze giorno dopo giorno, lontano mille miglia dall’autismo autoreferenziale di partiti fantasma capaci di mobilitarsi solo in prossimità delle scadenze elettorali.

 
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