Il Tribunale di Pisa fissa per il 18 giugno l'udienza per lo sfratto del Progetto Rebeldía
Sono 4 mesi che le istituzioni di questa città, nonostante dei chiari impegni presi e sottoscritti per proseguire un tavolo di confronto per individuare una collocazione di tutte le attività del Progetto Rebeldía nel quartiere della stazione, non ci danno più alcuna risposta e si sottraggono agli incontri.
Una ragione che spiega tutto ciò purtroppo c'è e per questo nelle
ultime settimane abbiamo lanciato un forte allarme: l'obiettivo di
queste istituzioni è oggi quella di sgomberare il Progetto Rebeldía,
trasformare una questione politica in un problema di ordine pubblico,
mettendoci con le spalle al muro per provare a dividere le associazioni
del Progetto Rebeldía.
Il mandante è chiaro. L'esecutore altrettanto: la Cpt, che in questi
mesi ha intrapreso tutta una serie di iniziative che miravano a
sabotare il confronto e far saltare la trattativa. Abbiamo denunciato
più volte questo comportamento chiedendo al Sindaco ed al Presidente
della Provincia di intervenire, in quanto i due enti sono soci di
maggioranza dell'azienda, ma non abbiamo mai avuto risposta, anzi ci è
stato detto: "non possiamo fare nulla".
Questo silenzio, questa mancanza di iniziativa era voluta, costruita e
cercata per far sembrare che le responsabilità dello sfratto del
Progetto Rebeldía non avessero una matrice politica ma fossero un fatto
tecnico. E cosí, come avevamo purtroppo annunciato, è arrivato
l'ennesimo assalto contro il Progetto Rebeldía: in questi giorni ci è
stata notificata la comunicazione dal Tribunale di Pisa che il 18
giugno 2009 si svolgerà il processo per lo sfratto di Rebeldia da Via
Battisti sulla base del ricorso presentato dalla CPT.
La nostra risposta a questa ennesima intimidazione è chiara: in questi
mesi che ci separano dal processo le attività e le iniziative in città
a difesa del Progetto, cosí come l'anno scorso, si moltiplicheranno e
chiameremo pesantemente alle loro responsabilità il Sindaco ed il
Comune, il Presidente della Provincia Pieroni, il Rettore
dell'Università di Pisa. La questione di Rebeldía attraverserà con
forza anche le elezioni provinciali.
E' inaccettabile che le istituzioni abbiano sospeso di fatto la
trattativa ed il confronto, sostenendo con il loro silenzio, e non
solo, la preparazione di soluzioni di forza. Da parte nostra
difenderemo quanto costruito in questi anni: con sempre più
associazioni e soggetti che sono entrati a far parte del Progetto
Rebeldía. Noi ribadiamo che siamo disponibili al confronto ma senza
essere sotto ricatto come invece avviene. Pretendiamo correttezza e
chiarezza da parte delle istituzioni che invece si sono distinte per
portare avanti una doppia verità, senza mai voler entrare nel merito
delle numerose proposte
che abbiamo avanzato in questi anni per trovare una soluzione.
Tutti gli impegni presi dalle istituzioni sono stati sempre violati:
noi ribadiamo che siamo favorevoli e lavoreremo come sempre per
individuare una soluzione che garantisca la stabilità, l'unità e il
radicamento territoriale del Progetto Rebeldia, nonchè la continuità
delle attività delle quasi 30 associazioni che lo compongono. Per
riprendere il confronto il primo passo tocca ora alle istituzioni che
cosí come hanno determinato che si arrivasse ad un processo di sfratto,
ora devono far fare
marcia indietro a questo iter.
Come faranno a noi non interessa. E' chiaro che se si vuole discutere,
e la dimostrazione di questi mesi però purtroppo dice l'esatto
contrario, ciò non può avvenire sotto minaccia come oggi sta accadendo.
Da parte nostra siamo e saremo in via Battisti, ed invitiamo tutta la
città a difendere uno spazio e delle attività che ogni giorno rendono
questa città più libera, democratica ed accogliente.
Progetto Rebeldía
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