30 maggio 2003 – 18 giugno 2009:
Rebeldìa non si processa, Rebeldìa non si sfratta.
Fra qualche giorno saranno 6 anni che esiste in città l'esperienza del Progetto Rebeldìa che anno dopo anno è cresciuta fino a raccogliere ad oggi 30 associazioni con sede in Via Battisti.
Ma tutto ciò sembra non interessare alle istituzioni di questa città.
Nel giro di pochi giorni il Progetto Rebeldìa sarà due volte messo
sotto processo. Due processi uniti da un filo che prova a cancellare
un’esperienza difficilmente etichettabile che lavora in città sui temi
del lavoro, dell'immigrazione, del commercio equo, della pace e della
cooperazione, dell'ambiente, dello sport e la musica per tutti.
Due le date: il 27 maggio e il 18 giugno.
Il 27 maggio 2009 avrà luogo la prima udienza del processo per
l’occupazione dell’ex-ASNU del 2003, iniziativa che a fatto nascere il
Laboratorio delle disobbedienze Rebeldìa. Il reato e' l'articolo 633
del c.p. (Invasione di terreni o edifici), e saremo difesi dagli
avvocati Menzione, Callaioli e Checcoli. Il capannone e il cortile
dell'ex-ASNU costituiscono un'area enorme e dalle grandi potenzialità.
Tuttavia, prima che l'area fosse occupata e aperta, era utilizzata
come discarica dall'Università, che vi aveva accumulato scrivanie rotte
e mobili inutilizzati ma anche rifiuti speciali come una grande
quantità di batterie scariche e olio esausto. In seguito
all'occupazione, lo spazio e' tornato a vivere, e' stato completamente
bonificato e ha ospitato numerosi dibattiti, cene, feste e altri
momenti di socialità, politica e cultura. L'occupazione e' stata una
condizione necessaria che ha permesso l'esistenza del Progetto Rebeldìa
per come si e' evoluto fino allo stato attuale. In nome
dell'importanza sociale che oggi riveste questo progetto, e di tutto
ciò che ha prodotto da quando esiste, rivendichiamo le azioni che 6
anni prima hanno gettato le basi del percorso che ci ha portato fin
qui. La stessa Università, dopo aver chiesto lo sgombero, non ha potuto
far altro, nel corso degli anni, che riconoscere l'esperienza di
Rebeldìa come elemento di arricchimento culturale e sociale della
città, giungendo ad assegnare temporaneamente agli stessi occupanti lo
spazio dell'ex-Etruria, vicino alla Facoltà di Ingegneria, anch'esso
spazio abbandonato e chiuso che è stato recuperato e riaperto alla
cittadinanza ed alla partecipazione.
L'università, inoltre, ha più volte partecipato ai tavoli di trattativa
con gli enti locali, Comune e Provincia, per valutare la possibilità
di una prosecuzione dell'esperienza di Rebeldìa in altre sedi, così
come avviene oggi in Via Battisti e avverrà in futuro. La stessa
ex-Asnu, che oggi ospita delle aule studio, costruite solo a seguito
dell'atto di denuncia compiuto allora dagli occupanti, rimane comunque
fortemente sotto-utilizzato a dimostrazione del fatto che, ben lungi
dall'aver sottratto qualcosa a qualcuno, Rebeldìa con quella
occupazione ha mostrato come degli spazi pubblici si possa e si debba
fare un uso pubblico.
Ai decreti di condanna abbiamo deciso di opporci, perché riteniamo che
l'occupazione dell'ex-Asnu abbia aperto a chi vive la nostra città uno
spazio abbandonato al degrado, trasformandolo in uno spazio pubblico.
Quella che oggi il tribunale definisce occupazione, quasi come se
Rebeldìa avesse preso qualcosa per sé, è stata in realtà una
liberazione ed una restituzione di uno spazio ai legittimi
proprietari, ovvero la società civile.
Il 18 giugno 2009 si svolgerà invece l’udienza per l’ingiunzione di
sfratto delle associazioni del Progetto Rebeldìa da via Battisti sulla
base del ricorso della CPT proprietaria dell'area; mentre ormai sono
oltre 6 mesi che le istituzioni, nonostante gli impegni presi e
sottoscritti, si sottraggono al confronto. Abbiamo più volte chiesto al
Sindaco ed al Presidente della Provincia (coinvolta nella trattativa
insieme all’Università e da 2 anni presente al Tavolo
Interistituzionale responsabile di trovare una sede alternativa) di
intervenire, in quanto sia il Comune di Pisa che la Provincia sono i
soci di maggioranza dell'azienda CPT; ma non abbiamo mai avuto
risposta, anzi ci è stato detto: "non ci riguarda e comunque non
possiamo fare nulla".
La questione è solo politica ed oggi la politica delle istituzioni
della città delega alla magistratura una questione sociale. Ribadiamo
che siamo sempre disponibili al confronto ma senza essere sotto ricatto
come invece avviene.
Pretendiamo correttezza e chiarezza da parte delle istituzioni, che non
sono mai volute entrare nel merito delle numerose proposte che abbiamo
avanzato in questi anni per trovare una soluzione.
Per queste ragioni indiciamo una grande manifestazione cittadina per il
13 giugno per costruire una difesa collettiva del Progetto Rebeldìa e
di ciò che significa, contro i potenti di questa città.
Progetto Rebeldía:
Acklab - Africa Insieme - Babilon Mediateca - Bds - Cabron -
CiboliberoKC - Chicco di Senape - Ciclofficina - Cinemaltrove -
Cinematic - Distretto di Economia Solidale - El Comedor Estudiantil
Giordano Liva - Emergency Pisa - Equilibri Precari - Fratelli dell'Uomo
- Gruppo di Acquisto Solidale Pisano - LIPU Pisa - Ingegneria Senza
Frontiere - Caffetteria Critica Machu Picchu - Mezclar Ambulatorio
Migranti - ¡Mosquito!- Osservatorio Antiproibizionista - Laboratorio
delle Disobbedienze Rebeldía - Rebeldía Media Crew - Rebeltheater -
Scacchi Insorgenti - Gruppo TNT Lavoro Non Lavoro - Trinacria Gio
Family - Un ponte per… Pisa
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