CHI VUOL INTENDERE, IN TENDA: REBELDIA IN VIA ANDREA PISANO! |
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Oggi 30 Novembre dopo due mesi in cui chiediamo la risoluzione definitiva del problema dello spazio per il Progetto Rebeldia apre il Rebel Camp, un campeggio speciale, un modo per stare comodi in una piazza della nostra città, aspettando che il Sindaco Filippeschi si degni di dare una risposta al Progetto Rebeldia in merito all’assegnazione dello spazio di via A. Pisano, come prevedeva l’accordo di Gennaio da lui personalmente sottoscritto, e a proposito del quale siamo costretti a prendere atto della completa assenza dell’ amministrazione.
Non possono rimanere invisibili a lungo i cittadini che hanno sottoscritto l’appello per l’assegnazione diretta, individuando in Rebeldia non solo un supporto nelle questioni che riguardano il lavoro, il precariato; come nemmeno possono essere ignorati i professori universitari o i lavoratori dello spettacolo e del mondo dell’arte, o i professionisti che vedono in Rebeldia un soggetto che propone cultura, musica, teatro e momenti di approfondimento e discussione.
Non possono, a Pisa, non avere voce le comunità migranti, le associazioni ambientaliste (Legambiente, Lipu, Greenpeace) o quelle di genere (Casa della Donna, Le Griff, Arcilesbica), le associazioni anti-mafia (Progetto Cabron - Libera) o le associazioni che lavorano con l’infanzia (Arciragazzi) che da anni collaborano con le associazioni del Progetto Rebeldia promuovendo iniziative, ma anche sollevando le forti contraddizioni e le negazioni di diritti umani che troppo spesso si verificano in città.
Non è altrettanto possibile, inoltre, che un’amministrazione rimanga indifferente e impassibile di fronte anche all’appello di amministratori di tutta Italia, che si auspicano una risoluzione della questione del Progetto Rebeldia, affinché le 33 associazioni che lo compongono riescano a riprendere completamente le attività nella sinergia che le caratterizza da anni.
Non è più ammissibile che chi continua a immaginarsi una città diversa, e che prova a mettere le basi per la costruzione di un’ ”altra città”, riuscendo ad infrangere il silenzio istituzionalizzato, incoraggiato e custodito sotto la bolla delle grandi opere in cemento e mobilità stradale, non veda garantita la possibilità di partecipare alla vita sociale e politica della propria città.
Questo significherebbe permettere che un’amministrazione comunale possa ignorare i suoi cittadini, trasformandoli in sudditi, e le necessità di una città. Il Progetto Rebeldìa insieme a quanti l’hanno sostenuto sarà qui davanti al Comune per almeno tutto il pomeriggio fino a quando sarà necessario a ricordare a quest’amministrazione che non può ignorare questa parte di città.
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