Presentazione del dossier a cura del Municipio dei Beni Comuni “Riconversioni Urbane”

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Domenica 16 febbraio alle ore 18, presso il “Distretto 42” in Via G. Bruno 42, avrà luogo la presentazione del volume alla quale saranno presenti alcuni degli autori dei contributi che lo compongono. 

Il dossier “Riconversioni Urbane” compone ampiamente la vicenda della Caserma Curtatone e Montanara, si tratta di un lavoro collettivo che ha visto la partecipazione di urbanisti, giuristi, giornalisti e di quella ampia fetta di associazionismo sensibile al dibattito esistente riguardo il tema della riqualificazione quale argine politico efficace contro le tentazioni speculative. Un lavoro rivolto e dedicato alla città di Pisa, attraverso cui vorremmo lanciare un messaggio che riguarda prima di tutto il metodo dell'azione del Municipio dei Beni Comuni: studiare, indagare, ricostruire e raccontare.

Nella prima viene analizzato il caso dell'ex distretto militare “Curtatone e Montanara”, facendo riferimento alla sua storia e al cosiddetto Progetto Caserme, ormai di fatto naufragato. Sul progetto e sulle possibilità alternative di riconversione dell'area in base alle contingenze cittadine, si possono leggere i contributi dei circoli locali di Legambiente e Unione Inquilini, e il racconto dell'urbanista Piero Pierotti.

Nella seconda parte il focus si allarga al piano nazionale. Viene evidenziato, infatti, come il caso pisano rientri in un quadro assai più ampio. Viene approfondito il tema del federalismo demaniale dal punto di vista tecnico, con riferimento al Jobs Act, così come dal punto di vista giuridico con il contributo a firma di Alessandra Quarta. Segue poi la lettera di Paolo Maddalena indirizzata direttamente all'agenzia del Demanio con la quale si chiede - e si legittima tale richiesta - che la cittadinanza recuperi e usi i beni demaniali. Tanti sono gli spazi abbandonati, in particolare le ex caserme, patrimoni cittadini che potrebbero - anzi dovrebbero - essere recuperati a beneficio di tutti, come afferma l'urbanista Paolo Berdini nel suo contributo. Enzo Scandurra mette in luce, da parte sua, come sia necessario restituire alle città luoghi di aggregazione di fondamentale e strategica importanza nello sviluppo dell'urbe. Ma la dismissione delle aree militari, e la possibilità di un loro recupero a uso civile, tocca un altro tema fondamentale, ovvero quello del disarmo, così come esplicitato da Rocco Altieri del Centro Gandhi, e da Francesca Pasquato di Assopace, associazioni pisane entrambe impegnate sui temi della pace.

Su questa strada numerose altre esperienze in Italia si sono già mosse o si stanno muovendo. È importante per questo rintracciarle, documentarle e metterle in rete, dalle esperienze di liberazione come nel caso di Bologna, Livorno, Taranto, Treviso e Trieste, che già sono attive sul territorio, fino alle esperienze che provano a strutturare percorsi partecipati, connettendo soggetti eterogenei, come accade a Roma con il Comitato per l'uso pubblico delle caserme di Tiburtina, il caso dell'ex Collegio “Costanzo Ciano” a Bagnoli (Napoli), oppure l'associazione Murati Vivi per Marola (La Spezia).

Nella terza parte viene infine illustrata una prima concreta proposta di riutilizzo dell'ex distretto attraverso le attività storiche del Progetto Rebeldia, e di tutte quelle attività sorte all'interno dell'ex Colorificio Liberato in seno al Municipio dei Beni Comuni. Una progettualità che troverà la sua concretezza attraverso un percorso partecipato in primis con il quartiere, e dunque con l'intera città, integrando le proposte che emergeranno nella nuova cornice.

Per visionare il dossier: https://www.inventati.org/rebeldia/images//riconversioniurbane.pdf 

 

 
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