Pisa non deve tornare al grigiore

I Giovani Comunisti sono e saranno sempre con l’ex-colorificio liberato 

Chi veniva a Pisa prima del 20 ottobre 2012 e si incamminava verso la zona industriale, a poca strada da Piazza dei Miracoli, si trovava davanti allo stabile vuoto e abbandonato del Colorificio Toscano, per quasi un secolo luogo di lavoro, di esperienzialità e di lotta di tante lavoratrici e tanti lavoratori, fulcro dell’attività industriale pisana a partire dal secondo dopoguerra. A metà degli anni ’90 è stato acquistato dalla multinazionale J Colors, che, dopo aver comprato quote di mercato ed aver eliminato un concorrente, ha licenziato i lavoratori e lo ha chiuso, lasciando l’area al completo abbandono, sperando nella vendita, magari dopo un cambio di destinazione d’uso. In ottobre, però, l’area di 14000 metri quadri è stata riconsegnata alla città di Pisa grazie al lavoro del Municipio dei Beni Comuni, un’esperienza importante e un luogo d’incontro di varie soggettività, sociali, associative e politiche, unite dalla volontà di iniziare un discorso comune. In questi tre mesi lo stabile si è riempito di nuovo di progettualità: la biblioteca e l’aula studio, la ciclofficina, la palestra popolare e la parete di arrampicata, i festival musicali indipendenti e il teatro, sono solo alcune delle numerose attività che trovano posto nello stabile liberato, insieme ad un profondo lavoro di approfondimento, discussione e crescita collettiva culminato con la tre giorni di rilievo nazionale “United Colors of Commons”.

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