| MayDay008: il primo maggio precario che travolge i confini del futuro! |
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Il lavoro migrante rivela in particolare i segreti della precarizzazione.
Il controllo dei confini produce gerarchie spesso razziste tra regolari e
irregolari, tra buoni e cattivi, criminalizzati dalle retoriche della guerra e
della sicurezza che servono solo a non parlare di coloro che di lavoro muoiono,
senza nessuna sicurezza. La specificità dei migranti è vivere una doppia
precarietà. Dentro e fuori i luoghi di lavoro il legame tra permesso di
soggiorno e contratto di lavoro li ricatta, i Cpt e le espulsioni li minacciano
costantemente. La loro condizione riguarda però tutto il lavoro, è una leva
fondamentale della precarizzazione perché alimenta la frammentazione, perché
riduce gli spazi di libertà e le possibilità di lotta.
La vita dei lavoratori vale meno del loro prodotto, del costo di
un'assunzione regolare e di un corso di formazione professionale; le imprese
negli ultimi quindici anni hanno raddoppiato i loro profitti, mentre i salari
reali sono rimasti fermi e sono anzi diminuiti con contratti a termine,
fantasma, ‘atipici’. Si denuncia ovunque l'emergenza sicurezza, ma di che
sicurezza si parla quando, per guadagnarsi da vivere, si rischia la vita?
Ci sono dei responsabili di questo bollettino di guerra quotidiano: il
"pacchetto Treu" e la "legge 30", le forze che invocano ed ottengono
quotidianamente più produttività, più competitività, più profitti, che impongono
sempre più flessibilità, precarietà, ritmi e orari lavorativi insostenibili; che
negano l’esercizio dei più elementari diritti sindacali., a cominciare dalla
stessa contrattazione collettiva con lo scopo di isolare ed indebolire i
lavoratori per ricattarli sul salario e sulla stabilità del posto di
lavoro.
VOGLIAMO REDDITO, SALARI E DIRITTI
A PISA LA MAYDAY PASSA PER LA RIAPPROPRIAZIONE DEGLI SPAZI
Per la secondo volta in poco più di un mese ci riprendiamo il Bastione San
Gallo, lo ripuliamo e lo restituiamo alla città.
l Bastione San Gallo per intere generazioni è stato un luogo di socialità,
di aggregazione, di spettacoli e di incontro: da anni invece è una discarica a
cielo aperto, dove l’immondizia e le siringhe la fanno da padrone.
In questi mesi sui quotidiani cittadini si discute di degrado e di
sicurezza della città, di grandi opere e di riqualificazione urbanistica con i
progetti del Santa Chiara e delle caserme, nel frattempo però spazi sempre più
grandi della città rimangono inutilizzati e abbandonati In una città in cui è
fortissimo il bisogno di spazi sociali, di spazi verdi, perché un simile
patrimonio che è di tutti non solo non viene utilizzando, ma si lascia marcire?
A noi piace pensare e costruire un’altra città. Vogliamo pensare ad una
Pisa con una casa per tutti, dotata di spazi pubblici non commerciali, ricca di
verde pubblico, liberata dalle auto private, con strutture sociali e culturali
aperte a tutti i cittadini.
Per queste ragioni abbiamo deciso di organizzare una giornata di iniziative
in occasione del primo maggio al Bastione San Gallo.
IL BASTIONE SAN GALLO
Il Bastione Sangallo o Cittadella Nuova, oggi più comunemente Giardino
Scotto è un'antica fortezza di Pisa.
Chiamata "nuova" per distinguerla dalla Cittadella più vecchia e rivolta al
mare, essa si trova all'estremo opposto della cinta muraria pisana, in Lungarno
Fibonacci, sulla riva meridionale del fiume Arno, tra il Ponte della Vittoria e
quello della Fortezza.
Quando, nel 1406, i Fiorentini conquistarono Pisa, il circuito delle mura
medievali fu potenziato con la costruzione di un grande baluardo quadrangolare,
la Cittadella Vecchia, in prossimità del Ponte a Mare. Pochi anni dopo, nel
1440, il sistema difensivo pisano fu ulteriormente potenziato con la
realizzazione di una seconda piazzaforte, la Cittadella Nuova, collocata sul
lato opposto della città. Dopo la seconda conquista di Pisa nel 1509, il
progetto del sistema di fortificazioni fu affidato prima ad Antonio e poi a
Giuliano da Sangallo. Nel 1512 la Fortezza Nuova, grande bastione verso l'Arno
che ampliava la "Cittadella Nuova", fu terminata.
In questa nuova ristrutturazione si tenne conto delle nuove armi che
utilizzavano la polvere da sparo. Si tratta di uno dei primi esempi in
Italia.
Al centro dei bastioni della fortificazione della Cittadella Nuova, si
trova oggi un ampio giardino realizzato agli inizi del XIX dall'architetto
Giovanni Caluri per l'armatore livornese Domenico Scotto.
La famiglia Scotto, dopo aver acquistato nel 1798 la fortezza, che Pietro
Leopoldo di Lorena aveva messo in vendita, diede infatti avvio ai lavori per la
costruzione di un palazzo corredato da un ampio spazio verde. Il Giardino
ospitava nel Settecento le riunioni della Colonia Alfea (l'Arcadia pisana) e il
gigantesco platano che troneggia in mezzo al giardino fu piantato in occasione
di uno spettacolo teatrale di Carlo Goldoni.
Negli anni trenta del secolo scorso l'area diventa giardino pubblico
comunale ed è usata per mostre, rappresentazioni teatrali, concerti e come
cinema all'aperto durante il periodo estivo, ruolo che ha mantenuto fino ai
giorni nostri.
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La precarietà picchia duro, nel lavoro e nella vita. Non è “sfiga”. Non è
cosa passeggera. Non è un problema sociale tra gli altri ne’ un titolo di un
giornale. Non è semplicemente la perversa proliferazione di contratti atipici
ne’ un dazio che le giovani generazioni sono costrette a pagare per entrare nel
mercato del lavoro.