Sostegno al Distretto42 [in aggiornamento]

 L’ex distretto militare patrimonio comune 

Sgomberati dall’Ex colorificio che giace da mesi nell’abbandono e nell’incuria, oggi il Municipio dei Beni Comuni e Progetto Rebeldia restituiscono alla cittadinanza di Pisa l’Ex Distretto Militare, mentre  prosegue l’iter previsto dal federalismo demaniale e l’esame dell’Agenzia del Demanio sulle richieste per il passaggio di immobili dallo Stato agli Enti locali.

Le esperienze sociali, i comitati, i  cinema, i casali e i teatri occupati, la lotta per la casa, il mondo dell’accademia e i movimenti oggi raccolti a Roma per mettere a sistema energie e progettualità sul Patrimonio comune salutano con calore la riapertura dei cancelli dell’ex area militare toscana.

Dobbiamo garantire che i beni demaniali, vere e proprie forme di proprietà collettiva, e tutti gli edifici che non perseguono più i loro fini istituzionali, tornino nella piena disponibilità del popolo cittadino, che deve decidere i nuovi utilizzi più ideonei alle esigenze del territorio.

Senza svendite né speculazioni: il patrimonio comune è l’occasione per dare una risposta concreta alla povertà crescente e all’assenza di lavoro, rompendo i rapporti strutturali tra le amministrazioni, i grandi costruttori e gli interessi finanziari. A Roma, a Pisa e in ogni città.

 A Sud,  Action diritti in Movimento, Alba Roma, Angelo Mai, Casale PachaMama, Cinecittà bene comune, Cinema America Occupato, Comitato cittadino per l’uso pubblico delle caserme, Comitato Sviluppo Locale Piscine di Torre Spaccata, CSA La Strada, Lucha Ysiesta, Progetto Macine, Repubblica Romana, Rifondazione comunista Roma, Scuola pubblica bene comune, Sinistra anticapitalista Roma, Sinistra per Roma, Scup, Teatro Valle Occupato.

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L' UNIONE INQUILINI, in considerazione della gravissima emergenza abitativa esistente nel Comune di Pisa, che può essere facilmente evidenziata dal numero delle famiglie indigenti (circa mille) che hanno presentato domanda nel 2013 per ottenere una casa popolare e dalle centinaia di sentenze di sfratto per morosità incopevole, ritiene doveroso che le Istituzioni si rendano conto che non è più concepibile l'esistenza di un centinaio di alloggi comunali  e di circa 5.000 abitazioni di proprietà privata inutilizzati, mentre 183 alloggi popolari sono da molti anni in costruzione senza essere terminati per l'assegnazione in graduatoria dell'ERP.

A Pisa esistono decine di immobili di proprietà pubblica (USL, Ospedale, Università, Demanio) da molti anni inutilizzati, che, ristrutturati, potrebbero alleviare l'emergenza abitativa e la fame di spazi sociali per le migliaia di giovani (residenti e universitari fuori sede) che a Pisa non hanno adeguati luoghi di ritrovo gratuiti.
Per questo motivo, mentre condividiamo e sosteniamo l'iniziativa presa dal Municipio dei Beni Comuni di aprire alla città un vasta area del centro storico (l'ex Distretto Militare di Via Giordano Bruno) da molti anni inutilizzata, chiediamo all'Assessora all'Urbanistica e alle Politiche abitative, alla quale riconosciamo per nostra esperienza sensibilità ai problemi sociali e abitativi, di farsi portavoce nei confronti del Sindaco affinchè il vecchio progetto di cessione delle caserme al Comune divenga realtà. 
In attesa che i contatti tra il nuovo Ministro della Difesa del Governo Renzi (uomo del fare) e il Comune di Pisa riprendano e si concretizzino celermente in una doversa e sempre promessa cessione delle caserme al Comune, chiediamo all'Assessora Zambito, al Sindaco Filippeschi, ai membri della Giunta e a tutti Consiglieri Comunali di collaborare senza pregiudizi ideologici col Municipio dei Beni Comuni per trovare una soluzione concordata per il doveroso utilizzo dell'area della Caserma di Via Giordano Bruno, da troppi anni inutilizzata.

Virgilio Barachini - Presidente dell' UNIONE INQUILINI DI PISA    

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Il Municipio dei Beni Comuni è tornato ad operare in città, riprendendo l’elaborazione e il percorso che hanno dato vita alla straordinaria esperienza dell’ex Colorificio Liberato. Con la riapertura di oggi dell’ex distretto militare, già rinominato Distretto 42, sono nuovamente rilanciati i temi del recupero, del riutilizzo e della riqualificazione degli spazi abbandonati al degrado, delle risposte collettive alla crisi, delle nuove relazioni da costruire in maniera partecipata e orizzontale.

La riappropriazione di oggi segnala l‘ennesimo spazio in città da recuperare e riqualificare per un uso sociale e collettivo e fa emergere le contraddizioni nella gestione di proprietà pubbliche come quelle demaniali, sempre più a rischio di alienazione, speculazione e privatizzazione. A questa prospettiva, la risposta di associazioni, studenti, cittadini è ancora una volta diametralemente opposta e incentrata sui bisogni presenti e insoddisfatti sul territorio.

Si apre una nuova stagione in città, in continuità con il percorso iniziato quasi due anni fa da parte del Municipio dei Beni Comuni, per ripartire dalla sperimentazione, dall’affermazione dei diritti, dalla creazione di reti solidali, da inziative politiche per rivendicare un nuovo welfare, dall’arricchimento di un quartiere residenziale e ad alta presenza studentesca – come quello di San Martino – con molteplici attività e opportunità di aggregazione.

Come Sinistra per… sosteniamo a pieno l’iniziativa del Municipio dei Beni Comuni

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La Rete dei Comunisti esprime piena solidarietà con le attiviste e gli attivisti del Progetto Rebeldìa e del Municipio dei Beni Comuni, che questa mattina hanno restituito alla città i 12.000 metri quadri dell'ex distretto militare di via Giordano Bruno, chiuso da venti anni.

Il nome scelto per lo spazio liberato è quello di “Distretto 42”, in riferimento all'articolo 42 della Costituzione, attorno al quale è stata condotta la battaglia dell'Ex-Colorificio contro la multinazionale J-Colors e la giunta comunale ad essa asservita. 

Le pratiche di riappropriazione e di riconversione di spazi pubblici, in un contesto in cui i margini di mediazione con il potere locale, ultimo anello di una catena di comando che viene direttamente dalla Trojka europea e dalle sue imposizioni agli stati nazionali, sono ormai annullati, costituisce un terreno sul quale è possibile incrociare percorsi di lotta ed aggregare pezzi del blocco sociale che soffre le conseguenze delle politiche di massacro sociale in atto.

La nostra solidarietà si traduce nel sentirci partecipi del nuovo percorso intrapreso dal Distretto 42 e nella disponibilità a costruire momenti condivisi di lotta nel prossimo futuro.

Rete dei Comunisti - Pisa

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Municipio Beni Comuni a Pisa occupa ex distretto militare. Sgherri:”sono loro vicina. Svolgono attività importante. Le istituzioni sostengano questa esperienza”

 Pisa, 15 febbraio. Esprimo la mia solidarietà e vicinanza al “Municipio dei Beni Comuni” che oggi ha un nuovo spazio – l'ex distretto militare a Pisa – occupato – che era, a quanto mi consta, ormai abbandonato da molti anni; dove poter continuare le proprie attività. Attività che ci parlano dell'uso sociale di grandi spazi, spesso abbandonati; un'attività che ha travalicato i confini pisani e regionali, segnalandosi – penso a tutto il lavoro svolto nell'ambito dell'ex Colorificio Pisano – come esperienza di primaria importanza a livello nazionale. Un filo rosso che certo lega l'occupazione di oggi con la suddetta attività del “Municipio” e che auspico le istituzioni si adoperino per sostenere e valorizzare.

La Capogruppo Monica Sgherri 

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DISTRETTO 42 |a Pisa una caserma in disuso torna un bene della città

Dall’ex-colorificio, il movimento dei beni comuni non si ferma e Pisa ci regala una bella notizia. Una caserma militare in disuso da vent’anni è finalmente restituita alla proprietà collettiva, al possesso di nessuno.

Il Teatro Valle Occupato saluta con calore la nascita di Distretto 42, un’ex-caserma militare sottratta al profitto e restituita alla città. Il patrimonio pubblico è di tutti, disponibile per la collettività e non si svende.

I Beni Comuni sono l’alternativa reale alla proprietà privata e al mal governo delle amministrazioni pubbliche. Il patrimonio comune è l’occasione per dare una risposta alla povertà crescente e all’assenza di lavoro, rompendo i rapporti strutturali tra le amministrazioni, i grandi costruttori e gli interessi finanziari.

A Roma, a Pisa e in ogni città. Per i diritti e contro tutti i fili spinati. 

Teatro Valle Occupato 

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 Sel su Distretto 42
Idel 25 - febbraio - 2014

Sabato 15 febbraio il Municipio dei Beni Comuni ha occupato l’ex caserma Curtatone e Montanara in Via Giordano Bruno, dando così inizio ad una nuova esperienza di rigenerazione urbana. Un laboratorio di idee propositivo, capace di mettere al centro dell’interesse il tema della destinazione degli spazi inutilizzati.
La vicenda si inserisce nella dinamica più vasta della dismissione delle caserme da parte del Demanio. Il Progetto Caserme, a nostro parere ormai di difficile attuazione, prevedeva la cessione al Comune da parte del demanio militare di tre caserme in dismissione ( Curtatone e Montanara, Artale e Bechi Luserna), per una utilizzazione a fini residenziali, direzionali, commerciali e turistici,  in cambio della costruzione di una nuova in zona Ospedaletto. La questione non è semplice; sia perchè – anche se dal punto di vista delle destinazioni le funzioni urbanistiche devono essere rinnovate ogni cinque anni – l’accordo di programma non è chiuso e i contatti fra Ministero della Difesa e Comune sono ancora improntati a verificarne la fattibilità; sia perché, in una fase di forte crisi dell’edilizia, l’enorme previsione di spesa per tutta l’operazione, con la condizione capestro per il Comune della costruzione di una  nuova caserma dal valore di 70 milioni prima della presa in carico delle tre caserme da ristrutturare, non favorisce la ricerca del partner privato disponibile a realizzare l’intervento.
I risultati, per la caserma di Curtatone e Montanara, sono 12 mila metri quadri, di cui 8 mila a verde a disposizione dell’incuria e dell’abbandono.
L’iniziativa ha quindi, per noi, il merito di porre al centro del dibattito  la prospettiva di Pisa come smart city viva, capace di promuovere il riuso di strutture pubbliche abbandonate come spazi di aggregazione sociale.
Sinistra Ecologia Libertà, come sempre, si sente vicina a esperienze di questo tipo, che evidenziano capacità progettuali atte a offrire opportunità di recupero di situazioni di abbandono di strutture che invece potrebbero essere una ricchezza per la collettività.
SEL da subito si è attivata per favorire il dialogo tra Municipio e Amministrazione comunale, come peraltro ha già fatto sulla questione ex Colorificio, favorendo l’apertura di un tavolo istituzionale. L’assessore Danti ha effettuato un sopralluogo in loco e ha dato piena disponibilità a dialogare con il Municipio anche continuando il lavoro del tavolo istituzionale mai chiuso; la nostra forza politica, evidenziando l’importanza dell’interlocuzione politica, ha chiesto al Sindaco di rendersi disponibile ad incontrare una delegazione del Municipio nei prossimi giorni e ad adoperarsi per allontanare lo spettro dello sgombero, che a nostro giudizio non aiuterebbe.
L’obiettivo per noi sarebbe quello di aprire su spazi come questo un dibattito pubblico e partecipato, così come sta avvenendo in molte città italiane a  partire da Roma.
 

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