ISF: L’assessore ci ha rivolto accuse veramente ingiuste |
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La nostra associazione è nata all’interno dell’Università, attraverso un percorso ormai lungo e consolidato ed ha aderito al progetto Rebeldia come associazione proveniente dall’esterno, che opera prevalentemente negli ambiti universitari e si propone come target quello della sensibilizzazione dei giovani che entrano a far parte del mondo accademico.
I ragazzi che si avvicinano alla nostra associazione sono vogliosi di
formarsi, di crescere e di utilizzare il prima possibile le loro
energie e capacità per intervenire nel miglioramento della società in
cui vivono, sia attraverso progetti di cooperazione internazionale, sia
attraverso la divulgazione di buone pratiche ambientali, sociali e
solidali sul territorio.
Per fortuna questi giovani sono molti e i loro occhi sono attenti a quello che accade, vicino e lontano da loro.
La partecipazione al Progetto Rebeldia è stato per noi l’inizio di un
circolo virtuoso di cui siamo estremamente lieti e soddisfatti, che ci
ha permesso di inserirci in un gruppo associativo vivace e ricco dei
migliori propositi, ci siamo trovati profondamente in linea con i
principi che guidano il Progetto, con le modalità trasparenti e
orizzontali di decisione e gestione delle attività, e siamo decisi a
difenderlo con forza contro le accuse che gli sono state rivolte negli
ultimi comunicati da parte dell’assessore alle politiche giovanili,
Maria Paola Ciccone. Nel progetto abbiamo trovato spazi, disponibilità,
collaborazione, partecipazione, curiosità, e molti partner per
coordinare e far nascere importanti progetti sia sul territorio che nei
paesi in via di sviluppo.
In qualità di Onlus profondamente ligia ai principi del proprio statuto
e rispettosissima delle regole, ci sentiamo profondamente offesi dalle
accuse di illegalità che sono state mosse dall’assessore Ciccone, e
invitiamo il Comune a riflettere sul processo di evoluzione del
cartello associativo, non come percorso autonomo e deviato, ma come
forte espressione delle esigenze più sane e trasparenti di una
socialità che vuole crescere secondo i principi delle buone pratiche
sociali e ambientali, dell’integrazione, della collaborazione con i più
deboli e con le minoranze sociali. L’associazione non rifiuta a priori la partecipazione al bando pubblico proposto dal Comune, ma ne ritiene condizione necessaria la disponibilità di uno spazio idoneo per portare avanti tutte le attività. Valentina Bonetti |
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Sono il presidente dell’Associazione Ingegneria “Senza Frontiere Puisa-Onlus” che aderisce ormai da alcuni anni al progetto Rebeldia e partecipa attivamente e con entusiasmo alle sue attività.