Quello del silenzio non č un gioco

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Sono trascorsi mesi di concitate prese di posizione pubbliche e di pochi ma estenuanti incontri a Palazzo Gambacorti, il cui fine principale è stato essenzialmente quello di far uscire Rebeldia dallo spazio di via Battisti 51/633 per permettere l´inizio dei lavori della "discutibile Sesta Porta", accampando argomentazioni che hanno cercato di seppellire partecipazione e democrazia in città, ma che oggi si sono sciolte come neve al sole d´Agosto. 
Al termine di questa stagione viene chiesto al Progetto Rebeldia di scegliere una proposta di soluzione per lo spazio, che divide le attività, le rende transitorie, migranti e certo più precarie di quello che sono state fino ad oggi.

Al contrario, nella fretta del momento la proposta avanzata dalle associazioni viene liquidata con le solite scuse dal magnifico e l'onorevole, eppure sono li a portata di mano, questione di volontà, quella che manca, quella che servirebbe... 

Oggi nell´estate 2010, prendiamo quindi atto della proposta di Palazzo Gambacorti, sempre la stessa, oggi nell'estate 2010 scegliamo il silenzio, scegliamo il rifiuto degli ultimatum, decidiamo di non decidere, né in un senso né in un altro, per ora. 
Perché la posta in gioco è alta e le questioni da valutare molte. Tenere conto delle necessità e dei bisogni di ogni gruppo e associazione del Progetto Rebeldia, ascoltare le istanze e i bisogni di una città che ogni giorno ci attraversa, sono processi indispensabili per la giusta analisi di qualsiasi proposta o decisione, e noi, che certo abbiamo chiaro l´obiettivo dell´unità, della stabilità e della continuità delle nostre attività al momento possiamo solo vestire il ruolo (spesso abbandonato dalle istituzioni) della responsabilità verso la città e darci appuntamento a Settembre per quelle risposte, che oggi l´amministrazione comunale vorrebbe estorcerci in modo ingiustificatamente repentino. Per liquidare in fretta la questione, fretta agostana evocativa e "tipica" dei tentativi di liquidazione. 

Ma il silenzio dei prossimi giorni non sarà un gioco, sarà per noi tempo di ascolto e parola, di comprensione, ma soprattutto di ricerca, vivrà all´insegna dell´ingegno e della creatività, e crescerà nel silenzio fino a divenire boato, il più assordante dell´estate. 

Il silenzio non sarà sinonimo di vuoto, e l'attenzione alla città e a chi la abita sarà alta e costante. Sarà un silenzio zapatista, capace di parlare con la forza dell'assenza di comunicazione. 

Le parole sussurrate, pronunciate e urlate torneranno a Settembre forti della nostra storia, della nostra diversità e sarà solo allora il nostro tempo, sarà allora il futuro di questa città. 

Rebeldia vive!

 

 
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