Il Municipio dichiara l'acqua bene comune. L'acqua č pubblica. |
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MUNICIPIO DEI BENI COMUNI DI PISA Oggetto: ripubblicizzazione acqua bene comune (proposto dal Comitato pisano Acqua bene comune)
Premessa: Abbiamo assistito all’approvazione di provvedimenti da parte dell’Assemblea dei Sindaci dell’ATO 2 Basso Val d'Arno, che oltre a dare un ulteriore contributo alla privatizzazione, violano non solo l’esito referendario, ma anche quelle stesse delibere dei molti consigli comunali che hanno inserito nel proprio statuto l’acqua come bene privo di rilevanza economica. E’ stata infatti votata la revisione del piano d’ambito in vista di nuovi aumenti tariffari e la proroga di ben 5 anni della concessione per la gestione del servizio idrico a Acque S.p.A., passando così dai 20 già concessi a 25 anni di gestione privatizzata. L’eventuale prolungamento della concessione favorisce esplicitamente l’attuale socio privato il cui operato è stato sconfessato altrettanto esplicitamente dai cittadini del nostro territorio d’ambito. Consideriamo illegittima questa scelta: - Il prolungamento della concessione concede anche per successivi anni il 7% della remunerazione del capitale, ossia disapplica il referendum; - Il prolungamento della concessione varia qualitativamente un elemento fondamentale della gara europea svolta a suo tempo.
Chiediamo che: i provvedimenti approvati dall’Assemblea dei Sindaci dell’ATO 2 Basso Val d'Arno siano considerati illegittimi e che ogni decisione debba essere sostenuta e approvata dai consigli comunali, e non dai soli sindaci, in quanto: - i consigli comunali hanno votato, a suo tempo, la scelta di affidamento della gestione a soggetto esterno;
- molti consigli comunali hanno inserito nel proprio statuto l’acqua come bene privo di rilevanza economica.
Chiediamo inoltre - la ripubblicizzazione del servizio idrico come richiesto implicitamente nel I° quesito referendario da quasi tutta la popolazione Toscana e Italiana; - l’applicazione del II° quesito referendario, per togliere dalla tariffa il 7% di remunerazione garantita al capitale investito, che la Corte costituzionale a sancito come immediatamente applicabile.
Ricordiamo - che è proprio l'ATO, a volontà espressa da oltre il 65% dei/delle loro cittadini/e nei referendum; - che oggi l’unico mandato che i Sindaci hanno il compito di tradurre è l’affermazione che non è più lecito fare profitti sull’acqua, il referendum ha chiesto la ripubblicizzazione del Gestore e la sua gestione partecipativa; questa scadenza non può e non deve essere prorogata. |
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