Il Municipio delibera. Mai più bambini in una caserma militare. |
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MUNICIPIO DEI BENI COMUNI DI PISA Oggetto: modalità di attuazione dell’iniziativa chiamata “Giornata della solidarietà” (proposta da Comitato NO Caserma)
Ritenuto che - debba essere pienamente riconosciuta l'importanza civile, etica e educativa del concetto di Solidarietà individuale e collettiva, nelle sue varie articolazioni, che riguardano sia i bisogni e i diritti delle persone che abitano nel nostro territorio in condizioni di difficoltà e discriminazione (in particolare migranti, rom e senza dimora), sia progetti di cooperazione con paesi esteri. - Sia dovere della scuola pubblica sottolineare e rafforzare la valenza educativa di tali concetti e pratiche nei confronti dei giovani in eta' scolare, anche attraverso il confronto degli alunni con la rete associativa impegnata sia nella lotta all’esclusione sociale che in progetti di cooperazione con paesi esteri (progetti sanitari, educativi, di sviluppo economico, di sostegno alla società civile).
Ritenuto altresì che - la guerra costituisca la minaccia più grave contro la vita e il benessere di gran parte della popolazione mondiale, i cui fondamentali diritti umani, sociali e civili vengono quotidianamente negati in situazioni di conflitto.
Visto che - nei due anni passati un gran numero di cittadini pisani ha espresso la propria contrarietà allo svolgimento della “Giornata della Solidarietà” all'interno della caserma “Gamerra”, con l'impiego di personale militare in funzione di animatore delle attività dei bambini.
Considerando che - la partecipazione del nostro stesso Paese a missioni militari all'estero, segnatamente in Iraq e Afghanistan, con la partecipazione attiva ai combattimenti, è ritenuta da molti cittadini italiani in aperto contrasto con lo spirito e la lettera della nostra Costituzione (Articolo 11), e ha suscitato nel recente passato aspre contestazioni politiche, a cui hanno partecipato milioni di cittadini. Sottolineando inoltre il particolare momento economico e politico che viviamo, e il fatto che le recenti manovre finanziarie prevedono gravi tagli agli enti locali (con ricadute su asili, servizi sociali, trasporti), allʼistruzione (alto numero di alunni per classe, mancanza di insegnanti di sostegno, carenza di materiale didattico, edifici scolastici che necessitano di manutenzione e ristrutturazione), alla sanità (tagli alle prestazioni, ticket su visite e ricoveri, aumento del costo dei farmaci). Le stesse manovre non prevedono invece sostanziali tagli alla spesa militare, e approvano addirittura lʼacquisto di aerei da guerra il cui costo è paragonabile allʼammontare delle manovre stesse (quindici miliardi).
IMPEGNA - ad attivare nelle scuole percorsi curricolari sul tema della Solidarietà, in collaborazione con le associazioni pisane attive in questo contesto. Si ritiene di particolare importanza che a bambini e ragazzi vengano spiegati, nelle modalità adatte alla loro età e al loro percorso scolastico, i meccanismi politici ed economici che portano a quelle situazioni di disagio, emarginazione, esclusione per cui si attivano i progetti di solidarietà. - a mettere in atto tutte le iniziative volte ad evitare nelle scuole pisane attività che accostino di fatto il concetto di Solidarietà con le missioni militari che lʼItalia ha effettuato allʼestero dal 1991 ad ora. In particolare ritiene che sia opportuno che le attività che prevedano utilizzo di strutture o personale militare si situino al di fuori dall'orario scolastico. - a chiedere al Governo italiano un drastico taglio della spesa militare, da realizzarsi tramite il ritiro delle truppe attualmente dislocate allʼestero e tramite la rinuncia allʼacquisto di sistemi di arma offensivi come gli aerei da guerra, e di destinare parte dei risparmi effettuati a progetti di solidarietà internazionale, oltre che al miglioramento delle strutture educative. |
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