Il caso di via Saragat. Per le Ferrovie, a Pisa, il Natale arriva ora ...

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Con l'inizio dei saldi si possono fare buoni affari. A chi èviasaragat.jpg rimasto qualche soldo dopo le feste di Natale, conviene affrettarsi per cogliere le occasioni di fine stagione. In alcuni casi invece non c'è  bisogno di correre dietro alle offerte: a Pisa succede che si regalino direttamente i soldi. La Giunta Comunale ha convinto altri Enti (la Provincia, l'Università e il Dsu) a firmare un protocollo in cui si prevede che ognuno versi alle casse delle Ferrovie 15.000 euro l'anno per 5 anni, rinnovabili per altri 5. In totale 300.000 euro consegnati a RFI (società per azioni che gestisce la rete ferroviaria). Cifra che salirebbe a 600.000 euro nel caso del rinnovo.


In cambio RFI concede in affitto un'area (in via Saragat, di fronte alla Società della Salute), di cui non sapeva assolutamente che farsene. Qualche tempo fa aveva provato a cederla all'Azienda Ospedaliera, senza riuscire però a raggiungere un accordo. Si tratta di un terreno di 2.000 mq, in cui sorge una palazzina, in cui andrebbero anche svolti diversi lavori per bonificare l'area. Secondo le prime stime i soli costi dell'operazione di bonifica dell'area esterna (interramento di cavi dell'alta tensione, messa in sicurezza, apertura di un ingresso) sarebbero superiori agli80.000 euro. Si raggiunge così la cifra potenziale di 680.000 euro, tratti con fatica dai conti pubblici. A ciò si aggiungono infine gli ulteriori costi necessari per rendere l´area idonea alle attività a cui l'avrebbe
destinata il Comune.

Infatti il protocollo firmato dai 4 Enti, che prevede una spesa di 60.000 annui per affittare lo spazio, ha lo scopo di cederlo in sub- affitto a un'associazione, o gruppo di associazioni, che vi svolgano attività sociali, previo bando pubblico. I costi per trasformare un magazzino in un luogo frequentato da giovani e famiglie sarebbero a carico dei soggetti destinatari dell'area.

Il Progetto Rebeldía ha già criticato questa concezione delle politiche sociali e giovanili, in cui manca totalmente: - partecipazione dei soggetti (bando blindato, imposto alle associazioni senza il minimo dialogo); - pianificazione delle caratteristiche del territorio (bando cieco, senza alcun tipo di screening dei bisogni dell'area urbana interessata); - comprensione delle stesse attività sociali (bando ottuso, ad impostazione rigida e soffocante); - lungimiranza delle azioni amministrative (bando a termine, si regalano soldi per un affitto senza sicurezze una volta scaduti i 5 anni); - trasparenza (bando truccato, in realtà rivolto esclusivamente al Progetto Rebeldía, con una dinamica di ricatto: o accettate o sono guai).

Non torneremo su questo. Ci interessa specificare che il protocollo, testualmente, prevede anche «l'impegno del soggetto proprietario dell'immobile a consegnarlo al Comune di Pisa dotato di tutti i requisiti atti a renderlo idoneo, sotto ogni aspetto, nessuno escluso, alla destinazione d'uso prevista». Ovvero RFI dovrebbe consegnare l'area di via Saragat dopo aver compiuto la bonifica. Ma RFI non intende mettere un euro sulla bonifica di un'area di cui non sa che fare. RFI è una società quotata in borsa, con metodi di gestione da grande gruppo economico privato, a cui gli Enti pubblici pagherebbero la bonifica di un'area di sua proprietà e un generoso affitto annuo, per poi restituire lo spazio dopo il periodo di locazione. A questo punto RFI si troverebbe in mano un bene con un valore aumentato, grazie anche a un cambio di destinazione d'uso catastale concesso dal
Comune (da magazzino a uffici). Al riguardo risulta paradossale che si proceda in questa direzione e non alla modifica al Regolamento Urbanistico.

Rimane però l'interrogativo su chi pagherà i circa 80.000 euro per la bonifica. Cifra che non può essere compresa nei 60.000 euro annui di affitto, dato che va versata in anticipo. Ma che non può nemmeno essere messa in bilancio aggiuntivo, secondo quanto sostiene lo stesso protocollo firmato dai 4 Enti, in cui si parla di costi non superiori ai 60.000 euro. Chi sarà a mettere sotto l'albero di un Natale ritardatario questo regalo aggiuntivo per RFI? Non vorremmo che a scoprirlo debba essere la Corte dei Conti... Per concludere: visto che sono stati trovati questi fondi (sforzo apprezzabile di questi tempi), siamo proprio sicuri che non esista un modo migliore per spenderli?

13 gennaio 2010

Progetto Rebeldía
 
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