Gli ex-Lavoratori rispondono a J colors

Riceviamo e pubblichiamo volentieri la nota di risposta alla lettera che Il presidente di J Colors S.p.a. ha inviato agli attivisti del Progetto Rebeldia in merito alla vicenda dell'Ex-Colorificio Toscano (ora Liberato):

Ho letto attentamente la lettera scritta da Junghanns, e sinceramente resto stupito di certe dichiarazioni. La prima tra queste riguarda la chiusura dello stabilimento di Pisa, quando si dice che i dipendenti hanno avuto molto di più degli ammortizzatori sociali (si lascia infatti intendere che si sia dato a qualcuno qualcosa in più: mi piacerebbe sapere a chi, visto che ciò non mi risulta); allo stesso mondo si afferma che lo stabilimento non era un sito produttivo abbandonato, quando era invece sotto gli occhi di tutti in quali condizioni di abbandono si trovasse lo stabilimento.

 

La città Pisa di sicuro ha dato loro tante possibilità per realizzare un nuovo stabilimento, concedendo un terreno all'ex Colorificio Toscano, che loro si sono ritrovati nel rilevare dal tribunale di Roma tutto. Mi sembra di ricordare che il sig. JUNGHANNS, durante un incontro in Comune, si presentò di persona per illustrare il progetto di una fabbrica di resine che doveva servire tutto il Gruppo, ma l'unico modo per costruire lo stabilimento era una mossa "alla Richard Ginori": tutti a casa con gli ammortizzatori sociali, costruire il nuovo stabilimento, vendere e costruire sul viale delle Cascine; ma gli andò male, perché qualcuno aveva visto più avanti e non cascò nel tranello. Avevano già pronto tutto, a partire da chi gli costruisse in Via delle Cascine: in cambio avrebbero realizzato lo stabilimento nuovo (una bufala cui nessuno crede), tutto ben organizzato con l'Unione Industriali per convincere ciascuno di una simile occasione.


Per quanto riguarda gli amici di Finale spero di essere smentito, ma conoscendo il sistema, mi preoccuperei. Per quanto riguarda il cambio di destinazione dell'area del Viale delle Cascine, spero che nessuna Giunta faccia mai lo sbaglio di farci costruire alcunché.


Ultimo appunto, la diminuzione da 33 addetti a 12, trasferendo il tutto "piano piano", con calma e tanto di scuse, a Milano. Penso, in dodici anni di lavoro sotto la JUNGHANNS, di aver imparato a conoscere bene i loro sistemi all'insegna del "promettere per ottenere". Il più "classico", negli ultimi anni con Arsonsisi, era quello di percepire il premio di partecipazione solo per tenerci buoni. Penso sinceramente - ma non solo io: lo si pensava tutti - che gli obbiettivi che ci davamo, poche volte li abbiamo raggiunti. Poi magia alla Silvan... ed ecco raggiunto il premio
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Stefano Buratti

 

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