La Stazione Leopolda? Non ce la possiamo permettere.

Un Ponte Per Fratelli dell'Uomo Come comitati locali di Fratelli dell'Uomo e Un ponte per... vogliamo comunicare alla città la nostra posizione sulla questione del bando della Leopolda. Riteniamo che l'attuale gestione di uno spazio così importante come l'ex Stazione Leopolda rappresenti in maniera chiara un modello di rapporto fuorviante tra il potere politico e la città viva e vissuta.

A Pisa tante realtà lavorano e operano tutti i giorni nel campo del volontariato e del terzo settore e meritano di veder riconosciuti le loro azioni e i loro valori, anche attraverso l'agevolazione nell'accesso a spazi dove svolgere, in piena autonomia, le loro attività.

La Leopolda nacque come casa delle associazioni cittadine e dovrebbe tornare ad esserlo proprio per rispondere alle necessità di cui sopra.

Ci sentiamo di dire che questo cozza con i principi inscritti alla gara per la gestione della Leopolda, in particolare quando si istituisce un controllo preventivo sui calendari delle attività programmati nello spazio da parte dell'amministrazione, che si riserva il diritto di supervisionarle e di accordare in base a queste eventuali contributi economici pubblici. In caso di mancata sovvenzione le associazioni rischierebbero di non poter svolgere le attività nello spazio che gestiscono, dato il canone elevatissimo che il Comune richiede loro: oltre 8.000 Euro di affitto al mese, spese di manutenzione per circa 52.000 Euro annui, i salari del "personale dipendente utilizzato dalla precedente gestione" che non può essere licenziato, e altre spese di gestione ordinaria.

Le associazioni sono enti non profit e garantire di mantenere questo carattere fondante e peculiare significa garantirne la vita. Non si può quindi commercializzare i loro servizi o spingerle a svolgere attività commerciali - i cui utili dovrebbero poi essere utilizzati "secondo le indicazioni del Comune" - per far fronte a oneri economici spropositati.

La nostra storia inoltre ci porta da anni vicino a realtà di movimento che in paesi lontani lottano per i loro diritti. Contadini espropriati e senza terra, studenti e donne spesso praticano forme di attivismo forte per non rimanere invisibili, e scelgono anche la pratica dell'occupazione. Il bando della Leopolda esclude preventivamente quei soggetti che praticano in Italia, in Toscana e a Pisa tali forme di rivendicazione, dimostrando una miopia e una mancanza di comprensione dei fenomeni di movimento che ci lascia perplessi.

In un momento di crisi economica mondiale tanti - operai licenziati, contadini, studenti, famiglie sfrattate da casa perché non più in grado di pagare un affitto - praticano e forse praticheranno sempre più percorsi di occupazione, quindi come possiamo negare a prescindere che un'amministrazione possa dialogare con tali soggetti?

Chiediamo a tutte le realtà cittadine di riflettere su questo passaggio delicato della nostra vita democratica e di prendere parola in più e differenti forme per attivare un confronto che porti ad una revisione autentica di quel bando e alla riprogettazione di una gestione aperta della Leopolda.


Fratelli dell'Uomo Toscana
Un Ponte Per...Pisa

 
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