Consiglio Comunale sugli spazi per le associazioni

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maggioranza e centro-destra uniti contro la delibera di iniziativa popolare 

Era stato convocato per giovedì 15 Luglio il Consiglio Comunale sulla proposta di delibera di iniziativa popolare regolarmente presentata da Arciragazzi, Biblioteca Franco Serantini e il Progetto Rebeldía. Ritenuta ammissibile dal difensore civico, essa conteneva l’auspicio pacato e più che ragionevole “di accogliere la richiesta formulata dal gruppo di Associazioni innanzi indicate e conseguentemente di impegnare la Giunta Comunale a riconoscere e risolvere il problema degli spazi dedicati alle attività sociali e culturali in Città” e “di trasmettere la presente deliberazione al Sindaco ed alla Giunta Comunale” 

Due sedute fiume (15 e 19 luglio) non sono state sufficienti ai consiglieri per esaurire la discussione. Così, alle ore 15 di oggi, 20 luglio, il Consiglio Comunale è tornato a riunirsi per terminare le votazioni al termine di un dibattito estenuante che ha reso manifesta la crisi del rapporto tra l’amministrazione comunale e il tessuto associativo pisano. Nel corso delle sedute, gli assessori competenti (Maria Paola Ciccone, politiche sociali; Maria Luisa Chiofalo, politiche educative; Silvia Panichi, cultura) non hanno sprecato neppure una parola per rispondere ai problemi sollevati, né durante il dibattito in Consiglio è stato fornito alcun tipo di risposta concreta ai quesiti posti dalle associazioni promotrici della delibera. Si aggiunge a questo che, nella maggioranza, nessun consigliere membro della II commissione (politiche sociali), all’interno della quale si era svolto un percorso istruttorio sullo stato delle associazioni, è intervenuto nel corso della discussione. Si è trattato dell’esito più naturale del veto sul libero confronto all’interno della maggioranza posto dal sindaco Marco Filippeschi, intervenuto ieri per primo dopo l’introduzione del rappresentante delle associazioni negando la sostanza del problema sollevato. 
Così, si è arrivati alla paradossale conclusione di oggi. La seduta si apre con circa 40 minuti di ritardo, in deroga al regolamento, perché la maggioranza attende di avere il numero di consiglieri per blindare un voto con il quale, in risposta a una richiesta di spazi, si approva in grande fretta un ordine del giorno in cui si giunge addirittura ad auspicare l’immediata uscita del Progetto Rebeldía dai locali di via Cesare Battisti. Sel e Rifondazione Comunista non partecipano al voto, la destra si esprime contro, la maggioranza vota compatta a favore. Ma il bello deve ancora venire. Si passa finalmente alla votazione sulla delibera di iniziativa popolare. Qui si consuma lo spettacolo più eloquente: le dichiarazioni di voto non ci sono, nessun consigliere spiega le ragioni della sua scelta, non si fanno rilievi formali o tecnici sulla delibera: centro-destra e maggioranza respingono con voto bipartisan la proposta presentata dalle tre associazioni. Lo strappo tra Palazzo e cittadinanza è sotto gli occhi di tutti. 
Viviana Bartolucci 
per: 
Arciragazzi 
Biblioteca Franco Serantini 
Progetto Rebeldía 
 
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