Trattativa: Iniziativa del CPT contro Rebeldìa PDF

Nuova iniziativa della Cpt contro il Progetto Rebeldìa: l'unica strada è il confronto sulle proposte concrete. Attendiamo risposte dalle istituzioni.


La trattativa attualmente in corso fra il Progetto Rebeldia e le istituzioni cittadine sta andando avanti da quasi due anni. Sappiamo bene che non è facile trovare una soluzione stabile e definitiva per la sede di tutte le attività che si svolgono in via Battisti. Senza considerare il fatto che nel corso dei mesi, soprattutto per la collocazione in zona stazione, il numero delle associazioni che fanno parte del Progetto è aumentato e la concreta necessità di spazi di cui disporre è cresciuta. Come abbiamo sempre fatto in questa trattativa non siamo certo rimasti fermi ad attendere che la soluzione cadesse dal cielo, ma costruttivamente ci siamo messi a disposizione per individuare scenari plausibili e sostenibili per arrivare ad una reale soluzione.

Dopo nostre numerose sollecitazioni abbiamo appreso con soddisfazione il cambio di passo messo in campo dalla nuova Amministrazione Comunale, e quindi abbiamo apprezzato la proposta di sopralluogo in un'area di proprietà delle Ferrovie in Via Corridoni. Finalmente è stato preso in considerazione, dopo oltre un anno e mezzo, il nostro suggerimento di contattare le Ferrovie per provare ad individuare un'area idonea non solo per le nostre attività, ma anche per la città in senso più ampio. E' bene affermare da subito che l'immobile visitato non è altro che un punto di inizio, un primo passo verso un dialogo costruttivo che persegua soluzioni concrete. Infatti se da un lato riteniamo questa  proposta in linea con la nostra richiesta di radicamento territoriale delle attività, dall'altro siamo convinti che i nodi da sciogliere siano numerosi, non solo per valutare la proposta in sè, ma anche per pensare cosa realmente serva alla nostra città. Dopo il sopralluogo ci sono stati 2 incontri ufficiali, in cui ci siamo confrontati con i tecnici di Comune, Università e Provincia. In tali sedi abbiamo cercato di dare un contributo per velocizzare la trattativa, sottoponendo ai tecnici delle istituzioni presenti un documento nel quale esplicitavamo alcune domande, indispensabili ma anche molto semplici per poter prendere seriamente in considerazione questa proposta: quali fossero i confini dell'area, quali fossero le forme di concessione, quale fosse la durata di tali concessioni, quali fossero gli accessi, quale il regime patrimoniale. Ma non solo, dato che nostro obiettivo è trovare una soluzione stabile per il Progetto Rebeldìa, abbiamo chiesto chiarimenti relativi alle previsioni urbanistiche che insistono su quell'area. E soprattutto, in considerazione del fatto che al momento disponiamo di un'area di circa 1500 metri quadri coperti e 1000 metri quadri all'aperto, abbiamo chiesto se fosse possibile prevedere la realizzazione delle strutture per accogliere le attività. Al contempo, sempre in un'ottica propositiva, abbiamo presentato le proposte emerse dal percorso di urbanistica partecipata: Voci di quartiere, per la realizzazione ad esempio di una grande Casa delle Culture all'interno dell'area di Via Battisti: un percorso non ancora terminato nel quale crediamo molto, soprattutto come metodo di come debba essere intesa una pianificazione che va incontro ai reali bisogni della cittadinanza. Alla luce di questo progetto la nostra proposta di rimanere nei locali dove siamo ormai da quasi 3 anni è oggi sempre più concreta, e sta diventando un progetto ambizioso e utile per la città. E' con molta preoccupazione che assistiamo al trascorrere del tempo senza che ci arrivino le necessarie risposte; soprattutto per il fatto che siamo una struttura molto articolata, per la quale è indispensabile molto tempo per poter valutare in modo approfondito le varie soluzioni. La preoccupazione aumenta se si considera il fatto che l'iter che porta alla progettazione definitiva del deposito degli autobus previsto in Via Battisti continua a procedere. In questo quadro riteniamo incomprensibili ed ingiustificate le nuove iniziative che la Cpt sta portando avanti contro le 27 associazioni del Progetto Rebeldìa. Per questo chiediamo che il Comune, la Provincia e l'Università intervengano nei confronti della Cpt e delle autorità che questa ha coinvolto (Questura, Vigili del fuoco, Asl), perché possano proseguire il confronto ed il dialogo, che sarebbero seriamente minacciati da qualsiasi azione di forza che tentasse di stringere strumentalmente i tempi e forzare le modalità di decisione, impedendo così alla politica di svolgere il proprio ruolo. Su questo ci attendiamo una pronta risposta delle istituzioni cittadine.

Progetto Rebeldía

 
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