PER FAR SI CHE TUTTO RIMANGA COM'E', OCCORRE CHE TUTTO CAMBI: HANNO LA FACCIA COME IL BANDO!

leopolda cabron
Come Progetto Cabron vogliamo esprimere con forza tutta la nostra indignazione rispetto ad un modello di gestione degli spazi sociali come quello proposto dal Comune rispetto all'assegnazione della Stazione Leopolda, basato esclusivamente su dinamiche di favore ben esplicitate dal teatrino di pubblicazione-ritiro-rilancio del nuovo bando.

Legalitarismo e garantismo sono le parole chiave su cui si fonda questo bando che andrà a limitare inesorabilmente l'autonomia di gestione degli spazi assegnati.

La supervisione politica della programmazione delle attività da parte della Giunta comunale è un elemento  pericoloso, una clausola capace di infliggere un colpo letale alle associazioni e che comporterà il ricadere della scelta di assegnazione su convenienze e connivenze. 
Altro dato inquietante è l'incoraggiamento alla realizzazione di attività commerciali da parte delle associazioni, che abbatte completamente le logiche di autogestione e no-profit.

I numeri necessari alla partecipazione al bando ci danno un ulteriore segnale di questa condotta clientelare, sono ammessi infatti cartelli di almeno 40 associazioni formatesi da più di due anni, conformazione che ricalca perfettamente quelli che sono i soggetti attualmente coinvolti nella gestione della Leopolda.

L'obbligatorietà per le associazioni di avere sede a Pisa è altresì limitante, comporterebbe infatti l'esclusione di quelle realtà che hanno basi nazionali.

Infine l'esclusione dalla partecipazione al bando delle associazioni con pendenze di occupazione.

Ci rammarica constatare come questa amministrazione non perda occasione di mostrarsi in tutta la propria cialtroneria: che la giunta abbia dimenticato la fondamentale differenza tra pendenze e SENTENZE? O la natura individuale della responsabilità? 

Il Progetto Cabron, forte della convinzione di dover smantellare un'idea di legge calata dall'alto e incorruttibile, e ben conscio di quanto abbiano inciso determinate pratiche di lotta e rivendicazione nell'evolversi della giurisprudenza e nell'avanzamento del diritto pubblico, ritiene doveroso denunciare questo elemento come fortemente in contrasto con i principi costituzionali e miope di fronte all'evidenza, per cui le leggi sono prodotti storici e non norme ottriate.

Crediamo che il bando della Leopolda si iscriva in un disegno più ampio di sovvertimento dei rapporti tra Enti locali e associazioni nella nostra città, che si sono a suo tempo mobilitate affinché Pisa potesse vantare un'autentica "casa delle associazioni".

L'appello che con questo comunicato il Progetto Cabron lancia a tutto il tessuto cittadino è di rigettare questa tipologia di bando pubblico affinchè non arrivi mai a costituire un precedente, attorno al quale l'amministrazione comunale possa perpetrare un modello anti-democratico e clientelare di gestione degli spazi sociali.

Progetto Cabron

 
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