Da Milano a Lamezia Terme, 80 amministratori in sostegno di Rebeldía

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Lo scorso 30 settembre le 31 associazioni del Progetto Rebeldía hanno lanciato dal circolo Arci Unità del Cep una campagna pubblica per l’assegnazione diretta degli spazi di via Andrea Pisano, abbandonati da anni e di proprietà comunale, chiedendo all'Ammistrazione il rispetto delle intese sottoscritte dalla Conferenza dei Servizi nel gennaio del 2011.

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In quell'occasione infatti via Andrea Pisano era stata individuata come nuova sede per le attività delle associazioni del Progetto Rebeldìa, le quali al contempo si impegnavano a lasciare i locali di via Battisti per consentire l’avvio dei lavori della Sesta Porta. Al rispetto degli impegni presi da parte del Progetto non è tuttavia corrisposto un analogo atteggiamento da parte del Comune, il quale, anziché assegnare direttamente al Progetto Rebeldia uno spazio inutilizzato e, a tutt'oggi, inutilizzabile dalla cittadinanza, ha preferito avviare un bando pilotato, un vero e proprio mostro giuridico fondato sulla falsa trasparenza, in cui si inserivano surrettiziamente paletti, frutto di scontri all'interno della giunta stessa, a partire da una variante urbanistica, non ancora approvata, a far da precondizione per l’avvio dei lavori di ristrutturazione, una pratica quindi che di fatto tradiva le intese del gennaio scorso in conferenza dei servizi.
Nelle numerose iniziative promosse in questi due mesi, le associazioni del Progetto hanno più volte denunciato la grandissima situazione di sofferenza in cui si trovano, non avendo uno spazio in cui portare avanti le attività di cui Pisa sente sempre più la mancanza, ricevendo il sostegno di tante associazioni, movimenti e realtà cittadine che hanno difeso “la metropolitana sociale rebelde” per l’assegnazione diretta di via Andrea Pisano.

Tra le molte iniziative di solidarietà presentiamo oggi un appello in favore di Rebeldia rivolto al Comune di Pisa da un insieme di amministratori che copre non soltanto i territori dell’area pisana ma l'Italia intera. Quest’iniziativa, davvero unica, appare come l'ennesimo segno di riconoscimento dell’importanza dell'esperienza del Progetto Rebeldìa, un'importanza che sembra però essere del tutto ignorata da un amministratore a noi molto vicino, Marco Filippeschi, al quale da due mesi chiediamo un incontro senza neppure ricevere una risposta.
Ci auguriamo, quindi, che questo appello venga ascoltato e che si proceda quanto prima all’assegnazione alle associazioni del Progetto Rebeldìa degli spazi di via A. Pisano, rispettando così i patti e gli impegni assunti nello scorso gennaio.


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