Comunicati di solidarietà alla CommonStreet

"Diritti nello spazio. Pisa bene comune"

Anna Belligero e Simone Oggionni, portavoce nazionale Giovani Comunisti"

Contro la svendita dei beni comuni, per il diritto agli spazi sociali, i Giovani Comunisti sono scesi in piazza a Pisa al fianco di Rebeldia e del Municipio dei Beni Comuni. In una città blindata, con una spropositata presenza di forze dell’ordine, un corteo di centinaia di persone, con diverse realtà della città, ha percorso le strade rivendicando il diritto a riappropriarsi degli spazi abbandonati al degrado dall’amministrazione comunale e dai privati.

In assetto antisommossa, centinaia di poliziotti e finanzieri sono stati stanziati a difendere stabili abbandonati da decenni, che le forze sociali della città vogliono riprendersi come bene comune mentre l’amministrazione del sindaco Filippeschi si preoccupa solo degli interessi dei poteri forti della città.

Uno striscione ‘Spazio, quindi sono’ è stato affisso da rappresentanti istituzionali di Rifondazione e SEL all’interno dei Magazzini comunali, mentre il corteo, prima di concludersi con un’assemblea cittadina, ha srotolato un secondo striscione dal tetto della J Colors. Già stabile del Colorificio Toscano, rilevato da una multinazionale che ha poi delocalizzato arrecando un danno ai lavoratori e a tutta la città, il Municipio dei Beni Comuni si è riappropriato dello spazio per restituirlo alla cittadinanza.

Da Pisa a tutti gli spazi sociali d’Italia, contro le speculazioni riprendiamoci la città come bene comune.

 

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Oggi a Pisa è stata scritta una bella pagina di denuncia

  "Partito della Rifondazione Comunista: Federazione di Pisa"

Oggi a Pisa è stata scritta un’altra pagina degna delle sue tradizioni di fermento e lotta democratica. I manifestanti del neo costituito "Municipio dei beni comuni" sono riusciti a esprimere a tutta voce il proprio dissenso contro le ingiustizie e le prevaricazioni, nonostante il dispiegamento spropositato di forze di polizia. Una mobilitazione di forze dell’ordine eccessiva anche per le spese che ne conseguono e che manifesta il fastidio e la paura per il dissenso di chi amministra questa città. Chi ha manifestato, invece, ha dimostrato nei fatti che è possibile rivendicare le proprie idee e aspirazioni in altro modo, senza prepotenze, con ironia. Ironia che forse ha pervaso chi ha collocato persino i baschi verdi e le divise grigie della Finanza a presidiare, con indubbi intenti mimetici, l’area degradata dei magazzini comunali di via Andrea Pisano!

Oggi a Pisa è stata scritta una bella pagina di denuncia, denuncia di una società che non ci piace, che distrugge il lavoro e i diritti in nome della speculazione e della rendita, perché le tappe che abbiamo incrociato sono a testimoniare che anche in questa città si sono manifestati gli atteggiamenti spregiudicati delle multinazionali, società che impunemente possono delocalizzare le proprie produzioni in attesa della rivalutazione fondiaria dei loro siti produttivi, come nel caso del’ex Colorificio Toscano in via delle Cascine.

Oggi, 13 ottobre 2012, a Pisa è stato detto che non ci interessa una città di residenze esclusive da 6000 euro al metro quadro, ma una città di relazioni, di socialità, di lavoro. Pensiamo fermamente che sia questo che meriti Pisa.

 

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  "Dalla parte del Municipio dei Beni Comuni"

  "Confederazione Cobas Pisa"

C'era una volta una città industriale che impiegava migliaia di lavoratori e lavoratrici, con fabbriche e un tessuto produttivo dislocato sul territorio. Questa città industriale oggi non esiste più, in meno di 20 anni si sono persi migliaia di posti di lavoro, al posto delle industrie sono nati centri commerciali e una incommensurabile colata di cemento in una città dove le case non mancano, basti pensare agli oltre 4000 appartamenti sfitti solo sul territorio comunale.
La città disegnata dalle Giunte Filippeschi e Fontanelli è la città della grandi opere che non creano sviluppo, occupazione e socialità, anzi aumentano i quartieri dormitorio, le speculazioni immobiliari.
Il Colorificio Toscano è uno dei simboli della storia industriale della città, oggi in stato di totale abbandono dopo la chiusura nel 2008 decisa dall'attuale proprietà, il gruppo J Colors. Con il licenziamento degli ultimi addetti, la multinazionale ha sancito la fine di un'esperienza industriale mandando a casa decine di lavoratori e lavoratrici.
Oggi Pisa si è svegliata presidiata da uno spropositato schieramento di polizia a presidiare non solo l'area del Duomo e di Porta Nuova ma l'intera città, con agenti in divisa e in borghese a presidiare i quartieri per sorvegliare ogni spazio abbandonato al degrado, per impedirne l'occupazione, anzi la riappropiazione a fini sociali e collettivi.
Ma la militarizzazione della città non serve per occultare una realtà che è ormai nota a tutti , quella che vede una città ostaggio degli appetiti immobiliari con vasti spazi abbandonati, preda del degrado, un degrado spesso costruito ad arte dai piani urbanistici per meglio gestire le successive speculazioni.
Come lavoratori e lavoratrici dei Cobas eravamo presenti alla manifestazione di oggi perché un Municipio dei beni comuni è la sede dove le istanze del lavoro, dei precari e degli sfruttati possono trovare ascolto e accoglienza, una sede di confronto dove ritrovarsi e unirsi in difesa del lavoro e di quei diritti che il Governo Monti e la Bce stanno calpestando con ferocia inaudita.Per queste ragioni i Cobas sono a fianco di quanti in città rivendicano spazi di socialità e la riappropriazione di aree da sottrarre al degrado e alla speculazione.
Bonfichiamo l'ex colorificio Toscano destinandolo ad uso sociale.

 

 

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ZONE TEMPORANEAMENTE AUTONOME...!!!!

"Gruppo Anarchico Kronstadt Pisa"

Il gruppo Anarchico Kronstadt esprime massima solidarietà agli organizzatori della anifestazione odierna.
Come gruppo riteniamo importante liberare spazi in città.
L'attuale amministrazione di Pisa mercifica tutti i luoghi di socializzazione e in cui i cittadini cercano in modo autonomo di produrre cultura e saperi. Persino le esigenze basilari di molte persone, come la necessità di una prima casa o di avere ampi spazi verdi vengono negati. Si pensi alle decine di case sfitte che servono solo a mantenere alti i prezzi degli affitti. Che dire poi di luoghi appartenenti alle multinazionali, che prima erano un luogo di lavoro e di sfruttamento ed oggi sono lasciate al degrado.
Insomma noi appartenenti alle classi subalterne, noi “senza potere”, solo con l’appoggio mutuo e le pratiche di dialogo orizzontale possiamo creare zone temporaneamente autonome dal capitale e dallo Stato dove sperimentare risposte reali ai nostri bisogni!
Come anarchici è per tali ragioni che pensiamo che ogni luogo liberato, attraverso il contributo di tutti e tutte possa trasformarsi in un luogo reale dove costruire insieme lo spazio pubblico, né statale né privato! Uno spazio conforme ad esigenze e bisogni come, la casa, il lavoro, ma anche dove realizzare qualche “piccolo” sogno…!

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[Continua!]

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Comunicato sulla Common Street

Simonetta Ghezzani
Coordinatrice Circolo SEL Pisa

Una folla di persone giocose, ragazze e ragazzi di ogni età, erano il pericoloso nemico che stamani andava arginato con uno schieramento di forze dell'ordine veramente imponente: certo non era accettabile che il Municipio dei Beni Comuni riuscisse  nella sua impresa di “liberare” uno spazio abbandonato da anni, di proprietà di una multinazionale che qualche anno fa compra il marchio di una fabbrica pisana, licenzia gli operai e usa il brevetto per andare a produrre dove il lavoro non ha diritti.
Di chi la responsabilità politica di aver opposto un tale spiegamento di forze a un gruppo che a vario titolo si era ritrovato sotto l'insegna di una cartello che in tempi di crisi chiede solo di offrire a se stesso e alla città opportunità di incontro, di socializzazione e produzione culturale al di fuori delle logiche  di mercato?
Certo, andavano difese le regole  e la  “legalità”, quelle stesse regole che per altri aspetti consentono, appunto, di rapinare le risorse economiche del territorio, mettere in crisi una realtà produttiva con una lunga storia e quindi andarsene e lasciare in eredità un sito in pieno degrado.
Noi di SEL crediamo nella difesa della democrazia e dello Stato, delle sue leggi a partire da quella fondamentale. Crediamo, altresì, che i cittadini in situazioni platealmente ingiuste possano manifestare e imporre alla attenzione di tutti la necessità di immaginare un nuovo equilibrio, nuove regole più eque sul piano politico e sociale. E' oggi il tempo di rimettere al centro la nozione di bene comune come nozione fondante una nuova idea di legalità. 

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Comunicato sulla Common Street 

Sinistra per

 

Come studenti universitari, come cittadini in formazione, all’indomani della grande mobilitazione nazionale del 12 ottobre sui temi dell’istruzione pubblica, siamo scesi di nuovo in piazza.
Il 13 ottobre, al fianco del Municipio dei Beni Comuni, abbiamo parlato di denuncia e di rivendicazione.
Denuncia di spazi di proprietà pubblica e privata che sono stati svuotati dal degrado, dalla delocalizzazione della produzione, dalla speculazione.
Rivendicazione di spazi da riempire di progettualità e contenuti. Spazi da restituire alla cittadinanza come luoghi di partecipazione, confronto culturale, cooperazione, relazioni sociali.
Sabato 13 ottobre siamo stati al fianco delle numerose associazioni riunite dal cartello del Municipio dei Beni Comuni, nella convinzione che è necessario, oltre che possibile, ridare vita e funzione sociale a quei luoghi sfitti, mortificati dall’incuria, dagli interessi della speculazione, dall’assenza di una idea realmente condivisa di gestione della città.
A sorreggere il Municipio dei Beni Comuni un corteo tutto a colori contrapposto al grigiore dell’abbandono e della militarizzazione esasperata dei magazzini comunali di via Andrea Pisano e dell’ex Colorificio Toscano. Sconcertante la scelta, tutta politica, che ha reso possibile un così copioso dispiegamento di forze dell’ordine a presidio di tali spazi. Emblematica la difesa dell’edificio dismesso dell’ex colorificio (proprietà di una multinazionale), quasi fosse interesse dei cittadini mantenere nel degrado un luogo che ha lasciato a questa città soltanto un amaro ricordo di disoccupazione.
Il sostegno degli studenti al Municipio dei Beni Comuni non mancherà: la liberazione degli spazi cittadini sfitti e i progetti fondati su cooperazione, democrazia diretta e autogestione sono elementi fondamentali per rilanciare il diritto ad una piena cittadinanza, di cui i soggetti in formazione possono essere parte integrante.
Sinistra Per…
 

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Comunicato sulla Common Street  Collettivo aula r  

Esprimiamo la nostra solidarietà al Progetto Rebeldia e cogliamo l'occasione per ribadire che né la militarizzazione delle città, né le posizioni sempre più anti-popolari delle Istituzioni potranno fermare la lotta per gli spazi sociali e per la difesa antifascista.  

Collettivo Aula r 

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 Comunicato sulla Common Street

REBELPAINTING: COMUNICATO CONGIUNTO DI ARCILESBICA E CASA DELLA DONNA

 

In tutti questi mesi le persone e le associazioni che compongono il Progetto Rebeldia hanno continuato a pensare e ad esserci, con fantasiosa intelligenza. Il frutto di questo incessante e tenace lavoro è oggi il "Municipio dei Beni Comuni": una città già possibile e presente nell' impegno quotidiano di tutte e tutti noi. Solo uno spazio sociale adeguato può consentire la massima espressione positiva di questa realtà, ormai da tempo radicata nel territorio, come nelle esperienze. 

Rebeldia infatti per la città si è sempre spesa gratuitamente, con il suo spirito pronto ad offrire idee, servizi, modalità aggregative uniche nel loro genere: opportunità preziose di cui sentiamo la necessità oggi più che mai (in tempi critici che ci obbligano spesso a vivere spaventose solitudini esistenziali).

Finora il Progetto Rebeldia, con i numerosi volti di chi lo realizza, è stato capace di mettere a confronto (e soprattutto di valorizzare) le molteplici differenze di chi vive Pisa. Residenti, studenti, persone straniere, lavoratrici e disoccupate, hanno così trovato speciali punti di contatto, per trarre ciascuna/o beneficio dall’altra/o, in una simbiosi che avvicina e decostruisce ogni stereotipo. 

Questa è la cultura che vogliamo per il nostro futuro.

La manifestazione di sabato 13 ottobre – e la presentazione del bel libro Rebelpainting la domenica successiva – hanno riportato all’attenzione di Pisa lo spazio dell’ex Colorificio Toscano e la sua ricca storia. Una vasta area attualmente in stato di abbandono, che potrebbe riaprire le porte alla collettività e alle sue urgenze, nell’ottica di una città più piacevole per tutte e tutti, forte alleata dei progetti comuni.

In fondo, per cosa ci impegniamo ogni giorno con passione, se non per la qualità della vita nostra e delle persone (donne, uomini, bimbe e bimbi) che ci circondano?

Noi, Associazione Casa della Donna e ArciLesbica Pisa, sottolineiamo con forza l’importanza di lavorare a una soluzione politica che renda praticabile l’individuazione di uno spazio idoneo da riqualificare per un uso sociale partecipato. 

 

Non ci rassicura una città sedata, blindata, militarizzata. Concediamo vita alle nostre coscienze!

 

Associazione Casa della Donna e ArciLesbica Pisa

 

 
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