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Sono tre le novità che la Biblioteca Babil del progetto Rebeldìa vuole comunicare alla città.
La prima è che Babil è stata ufficialmente inserita nel Metaopac pisano (MOP). E’ una notizia che ci riempie di gioia e speranza per il futuro della nostra biblioteca. Il Metaopac è infatti il database che raccoglie i cataloghi di tutte le biblioteche pisane; un database gestito dal Cnr grazie al quale è possibile visitare online tutti i cataloghi aggiornati in tempo reale.
Questo il link al MOP: http://leonardo.isti.cnr.it/metaopac/mop/mop2.html
Questo rafforza moltissimo il valore sociale e politico della nostra iniziativa, formalmente riconosciuta insieme alle altre biblioteche pisane, e aggiunge un motivo in più (qualora ce ne fosse bisogno) alla richiesta di una sede definitiva.
La seconda notizia è che la biblioteca non smette di crescere, anzi!
Solo lo scorso sabato sono arrivate ben 15 scatole di donazioni, e la
cifra dei volumi in nostro possesso attualmente sfiora le 5.000 unità.
Si tratta di un traguardo importantissimo, se pensiamo che nel giro
nemmeno di un anno questa cifra è il triplo di quella iniziale. Anche
sulla qualità dei libri c’è da essere orgogliosi: la città, ma anche
persone e associazioni non pisane che hanno accolto e sostenuto questo
progetto, hanno donato volumi importanti, rari, pezzi storici, come
riviste da tempo scomparse anche nelle biblioteche istituzionali.
La terza comunicazione è che la Biblioteca Babil intende aprirsi
all’Università sulla proposta fatta da Rebeldìa per una soluzione
fattibile, economica ed equa alla questione sede: l’ex Asnu.
Siamo una biblioteca! Non intendiamo affatto ostacolare il diritto allo
studio, al contrario, ci apriamo al “cohousing” con l’ateneo, perché
Babil possa diventare anche un’aula studio oltre che un progetto
culturale “dal basso”. Saremmo ben lieti di poter ospitare gli studenti
dell’Università di Pisa che vorranno passare da noi. Non è una proposta
nuova: nell’attuale sede di via Battisti conviviamo serenamente con
spazi e servizi della Pisamo, in base agli accordi che furono presi nel
lontano 2006.
Sappiamo che sia L’università che l’Ardsu hanno necessità di ampliare
gli spazi per lo studio, anche a causa delle difficilissime condizioni
finanziarie in cui si trovano le biblioteche di ateneo. La nostra
proposta è a costo zero per l’Università e contemporaneamente a
vantaggio di tutti: noi offriamo la disponibilità a condividere lo
spazio, l’Ateneo può “dirottare” da noi gli studenti in cerca di luoghi
per studiare.
Anche in questo caso l’apertura delle associazioni che compongono il
cartello di Rebeldìa è confermata: non intendiamo fare muro contro muro
con le istituzioni cittadine, ma vogliamo offrire il nostro contributo
che, ripetiamo, è di tipo volontario, no profit, partecipativo, e
sopratutto, per tutte e tutti.
Siamo fiduciosi che i vertici dell’Università sappiano fare tesoro anche
di questa proposta, alla luce dei traguardi raggiunti e del
riconoscimento formale ottenuto da questa nuova piccola, grande
biblioteca della città.
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