Arcilesbica sul bando alla Leopolda

 

L'Associazione ArciLesbica Pisa entra nel merito della questione sul Bando per l'assegnazione della gestione della Stazione Leopolda, condividendo le preoccupazioni emerse finora da larga parte del mondo associativo pisano.

Pur non avendo mai fatto parte del Cartello associativo partecipante alla gestione della Stazione Leopolda, ci sembra necessario intervenire in questo dibattito che va ad incidere profondamente sulla democrazia degli spazi sociali cittadini.

La gestione della Stazione Leopolda, Casa della Città di Pisa, è infatti soltanto uno dei nodi che riguardano nel complesso la possibilità da parte delle associazioni no- profit di vedere riconosciuta la propria capacità di incidere sul territorio nel segno di una crescita culturale, valorizzazione della differenza e promozione della coesione sociale in completa autonomia dalla ingerenza delle istituzioni.

La domanda che sorge spontanea dall'analisi delle questioni su Leopolda e sull'assegnazione di uno spazio al Progetto Rebeldia è: quali sono le reali possibilità di esistere e lavorare, in questa città, per grandi/piccole associazioni e collettivi che vogliano preservare la propria autonomia di pensiero e pratica politica?

Per noi la democrazia autentica è quella che permette alla cittadinanza di essere attiva, propositiva, presente: libera di delineare costantemente la morfologia dei luoghi in cui vive.

Chi ricopre ruoli di rappresentanza istituzionale non può ostinarsi ad essere sorda/o ai molti richiami e alle richieste che arrivano dalla popolazione.

Il Bando su Leopolda, per come è stato scritto e chiuso, presenta numerose criticità che riguardano la pari possibilità di accesso agli spazi, iscrivendo vincoli di tipo economico insostenibili da associazioni no-profit, stabilendo regole di partecipazione equivoche – si pensi al criterio nell'art. 7 riguardante l'occupazione (pratica nonviolenta di democrazia dal basso profondamente connaturata con la stessa Città di Pisa, che ha saputo dare nel tempo un apporto culturale e sociale necessario ed importantissimo alla vita della città) – e vincolando la conferma del contributo pubblico alle associazioni all'approvazione della Giunta comunale: criterio che di fatto sancisce una minacciosa possibilità di ingerenza da parte dell'Amministrazione sulle attività delle associazioni.

Fin dal 2004 ArciLesbica Pisa lavora sul territorio in autonomia di pensiero ed azione, con l'obiettivo di garantire un'offerta culturale scevra da condizionamenti e specchio di vere necessità e desideri pubblici, per la crescita collettiva.

Benché la nostra Associazione non abbia mai aderito al Bando Leopolda e non faccia parte del Progetto Rebeldia, riteniamo che entrambe le questioni ci riguardino direttamente: poiché mettono in discussione il presente e il futuro dell’assegnazione degli spazi nella nostra città; poiché toccano aspetti dei diritti della cittadinanza che spesso si rischia di mettere in secondo piano; poiché ci contagia la preoccupazione di molt* altr* volontari/e impegnat* da tempo in associazioni che rischiano di soccombere a causa di scelte politiche sbagliate.

Chiediamo pertanto che l'Amministrazione comunale, con cui pure abbiamo proficuamente collaborato in numerose occasioni su percorsi di inclusione della popolazione e valorizzazione della ricchezza associativa, sappia aprire un confronto sulla fruibilità degli spazi in città, finora negato sia ai gruppi consiliari che hanno cercato un'interlocuzione prima della chiusura del Bando, sia alle associazioni che si sono mobilitate per il Progetto Rebeldia e a quelle che, successivamente, hanno espresso le proprie preoccupazioni sul Bando Leopolda, uscendone o manifestandole dall'interno.

Ci rendiamo inoltre disponibili a continuare il percorso di elaborazione collettiva con tutti le altre realtà interessate.

Associazione ArciLesbica Pisa

 
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