ASSEGNARE A REBELDÍA GLI SPAZI DI VIA ANDREA PISANO

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L’esperienza di Rebeldía è interrotta ormai da quasi un anno. Nel febbraio scorso le associazioni che facevano capo al Progetto Rebeldía decisero, con senso di responsabilità, di non inasprire i rapporti con l’amministrazione comunale e, uscendo dai locali di via Battisti, consentire di intraprendere i lavori del progetto cosiddetto Sesta Porta. L’amministrazione, con altrettanto senso di responsabilità, si era impegnata a far sì che il Progetto Rebeldía trovasse una sua adeguata collocazione in città, individuando l’area di via Andrea Pisano come il luogo idoneo in cui l’esperienza sociale di Rebeldía potesse riprendere e continuare.

A ormai quasi un anno di distanza, quell’area non è stata ancora né destinata né tanto meno consegnata a Rebeldía. E’ stato fatto un bando – nelle forme della manifestazione di interesse – per valutare se vi fossero anche altre associazioni che avessero gli stessi titoli di Rebeldía per aspirare a tale area per scopi sociali, ma gli unici tre cartelli associativi che hanno risposto sono stati valutati inadeguati per motivi diversi. Nulla dunque ora impedisce che tale area venga destinata al Progetto Rebeldía con assegnazione diretta. Quel progetto era stato giudicato valido e meritevole di vivere ed espandersi un anno fa dall’amministrazione comunale, oggi sappiamo che altri soggetti che possano, con altrettanta legittimità, aspirare allo stesso sito a Pisa non ve ne sono. Dunque l’amministrazione può procedere ad assegnazione diretta, come prevede la legge. Per di più, assegnando il sito al Progetto Rebeldía l’amministrazione valorizzerebbe un bene del patrimonio comunale sbloccando i fondi di altri tre enti (Provincia, Università e ARDSU) che si sono già da tempo impegnati a versare per molti anni somme cospicue da utilizzarsi per le attività e la riqualificazione del luogo purché esso venga utilizzato dal Progetto Rebeldía. 
 
Non sono però solo e tanto i motivi amministrativi ed economici quelli che ci spingono a chiedere con decisione che il Comune proceda in tempi stretti all’assegnazione diretta del sito in via Andrea Pisano al Progetto Rebeldía: più importanti sono i motivi sociali. Interrompere a lungo un progetto sociale come quello di Rebeldía, che vede coinvolte decine di associazioni, significa farlo fatalmente languire, deperire e poi, purtroppo, morire. Se ciò non è accaduto in questo anno, lo si deve solo grazie agli animatori di quel progetto, che, pur privo di sede, è stato coltivato in mille modi con intelligenza e tenacia. Pisa ha bisogno di spazi ed iniziative come quelli del Progetto Rebeldia, dove giovani, studenti, lavoratori, extracomunitari possano ritrovarsi, aggregarsi, fare cultura, discutere di politica, insomma, far vivere questa nostra città. 

E’ per tutti questi motivi che chiediamo con insistenza all’amministrazione comunale di assegnare al Progetto Rebeldía l’area di via Andrea Pisano. 

Pisa, 02/01/2011 

Primi firmatari dell’appello per l’assegnazione a Rebeldia degli spazi di Via Andrea Pisano: 

Ezio Menzione 
(avvocato) 

Guido Tonelli 
(prof. Fisica UNIPI, ricercatore CERN di Ginevra) 

Lorenzo Foà 
(prof. Fisica, già vicedirettore Scuola Normale Superiore) 

Adriano Prosperi 
(prof. Storia Scuola Normale Superiore)) 

Mauro Ciampa 
(architetto, prof. UNIFI) 

Emanuele Del Vecchio 
(architetto) 

Michele Olivari 
(prof. Storia UNIPI) 

Marcello Buiatti 
(prof. Biologia UNIFI) 

Sandra Lischi 
(prof. Storia dell’Arte UNIPI) 

Paolo Pezzino 
(prof. Storia UNIPI, già pro-Rettore) 

Alfonso Iacono 
(prof.Filosofia UNIPI, Preside Fac.Lettere) 

Piero Floriani 
(prof. Lett. Italiana UNIPI, già Sindaco di Pisa) 

Antonio Pinelli 
(prof. Storia dell’Arte UNIFI) 
 
 
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