partecipano operai della ThyssenKrupp di Torino, della Piaggio di Pontedera
e dei Cantieri navali di Livorno
DISEGNA
LA CITTA’ CHE NON C’E’
Una
città fatta di luoghi aperti e corpi liberi di circolare, dove
l’invisibile diventa visibile: è questa la città che
vogliamo a fronte di una Pisa sempre più povera nella capacità
di garantire realmente l’accesso ai servizi, alla scuola, alla
sanità, alla casa. Non vogliamo una città in mano agli
imprenditori e ai grandi proprietari immobiliari, che rischia di
vedere il suo territorio sempre più devastato. Vogliamo invece
una città che si sviluppa grazie alla partecipazione, una
città di tutte e tutti coloro che la abitano, a cui devono
essere riconosciuti uguali diritti nella sostanza oltre che nella
forma. La città che noi stiamo costruendo investe
sull’incontrarsi e mescolarsi delle differenze; una città
generosa delle sue strade e delle sue piazze, dei suoi mille edifici
di proprietà pubblica da sottrarre alla speculazione e
all’incuria, capace di aprire le scuole e le università ai
quartieri, impedendo la costruzione di ghetti e l’innalzarsi di
muri tra chi vi abita, lavora, studia, vive.
BATTI IL TUO TEMPO,
DIFENDI IL PROGETTO REBELDìA
Il Progetto Rebeldìa
non è solo una rete di 25 associazioni, non è solo uno
spazio sociale per decine di attività, un luogo di incontro e
produzione politica e culturale per centinaia di soggetti. Il
Progetto Rebeldìa è una pratica quotidiana della
cittadinanza, uno spazio pubblico ed includente, un luogo prezioso in
una società che divide, marginalizza, mette in concorrenza. Il
Progetto Rebeldìa vive e lavora nel quartiere della stazione,
e qui vogliamo essere integrati, perchè pensiamo di essere un
fattore di riqualificazione fondamentale in un contesto sociale
desertificato, in una zona di frontiera.
In più di un anno
non abbiamo avuto nessuna risposta concreta da parte istituzioni,
nonostante numerosi incontri ed impegni. E' ora di darci delle
risposte. Noi la soluzione per garantire la continuità,
stabilità, radicamento territoriale ed unità delle
attività del Progetto Rebeldìa l'abbiamo avanzata ed è
in via Battisti. Pisa ha bisogno di spazi sociali e di aggregazione:
una città senza questi luoghi è una città più
povera.
I MURI RIBALTATI
DIVENTANO PONTI
Il nostro tempo è
dominato da muri: i muri virtuali e non solo delle frontiere che
proteggono i privilegi acquisiti per nascita in un territorio, i muri
delle vere e proprie prigionie in quelli che chiamano CPT, i muri
invisibili ma quotidiani della discriminazione e della diffidenza che
anche nella nostra città allontanano uomini, donne e bambini
stranieri dai diritti fondamentali dell’uomo :lavoro, salute, casa.
Nella città che
non c’è, i muri non cadono da soli, ma ogni giorno nel dare
una risposta ai bisogni reali delle persone vengono ribaltati
creando ponti che avvicinano culture , creando occasioni per una vita
di diritti.
VOGLIAMO REDDITO, SALARI
E DIRITTI
Lavoro nero, lavoro
precario, lavoro malpagato, lavoro insicuro, lavoro in appalto,
lavoro esternalizzato. E’ questo quello che datori di lavoro
pubblici e privati ci costringono a fare con ricatti e imposizioni,
sfruttando anche la legislazione esistente. Loro fanno profitti con i
cantieri ed il turismo, con la ricerca ed i servizi, con le
esternalizzazioni e gli appalti alle cooperative, mentre noi non
arriviamo alla quarta settimana, con salari sempre più bassi e
nessun diritto sul luogo di lavoro. Mentre gli accordi di luglio sul
mercato del lavoro e le pensioni non hanno fatto altro che
privilegiare gli interessi della Confindustria e delle imprese.
Ya basta, è l’ora
della dignità
L’ALTRA CITTA’
DELL’ECONOMIA ALTERNATIVA
Le grandi imprese
agroalimentari, che gestiscono la quasi totalità della
distribuzione dei prodotti alimentari, non danno nessuna garanzia sul
modo di produrre, esercitando una pressione costante di sfruttamento
sui lavoratori della terra, sugli operai addetti alla trasformazione
degli alimenti, sul suolo, sulle piante e sui semi. Per il rispetto
dell'equità sociale, dei diritti e della salvaguardia
ambientale sosteniamo: il consumo critico, i gruppi di acquisto
solidale, lo sviluppo della filiera corta e di una rete di economia
locale e solidale, la difesa dei beni comuni, il commercio equo e
solidale, la mobilità leggera, la riduzione dei rifiuti, la
critica al mito della crescita. Promuoviamo in città
un'economia alternativa: equa, locale, sostenibile e solidale.
FIUTA LA TRACCIA E AGISCI
LA TUA CREATIVITA'
Lo sviluppo culturale, il
fermento artistico e la pratica dei mestieri, necessari per la
crescita sociale e civile di una città e dei suoi cittadini,
hanno bisogno di spazi per poter nascere, crescere e arricchirsi. Non
lasciamo che la vivacità culturale già presente nella
nostra città muoia per assenza di luoghi. Abbiamo bisogno di
spazi per praticare le arti e i mestieri, per imparare e diffondere.
NON C'È SAPERE
SENZA CONDIVISIONE
Saperi, conoscenze,
risorse crescono attraverso la reciproca condivisione. Il libero
accesso a tutte le forme della cultura è uno strumento
emancipativi insostituibile per ogni essere umano ed è il
principale mezzo col quale costruire quel che ancora non c'è.
L'informazione è libera e non c'è censura che potrà
incatenarla.
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