Alla corte di Filippeschi, il bando sbanda

rebel theater Il Rebeltheater del Progetto Rebeldia si congratula con l'amministrazione comunale di Pisa per l'esemplare farsa messa in piedi per  la gestione di uno spazio così importante come l'ex Stazione Leopolda.

- La retorica della legalità e della trasparenza si è tradotta, senza troppi colpi di scena, nelle arbitrarie condizioni sulle caratteristiche del soggetto richiedente: 40 associazioni formate da più di 2 anni da reperire nei 20 giorni di apertura del bando. Ovvero un bando ritagliato per l'attuale comitato gestore della Leopolda.

- Come i mecenati rinascimentali, che amavano circondarsi da artisti che contraccambiavano ponendo la propria arte al servizio del potere rappresentato dai loro benefattori, dando così prestigio alle loro corti, così la Giunta comunale di Pisa pone il controllo e la supervisione politica della programmazione delle attività delle associazioni come passo necessario per confermare il contributo pubblico, nonché determinante per la stessa assegnazione del bando.


- L'elevato onere economico che viene richiesto obbliga a  promuovere attività a carattere prevalentemente commerciale,  ovvero esclude chi vorrebbe promuovere nella società l'arte e la cultura senza fine di lucro.

- Ricordiamo che la Leopolda fu realizzata in seguito a una grande mobilitazione civile e democratica cittadina, perché Pisa avesse un'autentica "casa delle associazioni". Un bene pubblico delle città che va difeso.

- Laddove in Italia si diffondono i movimenti per la riappropriazione degli spazi e la difesa dei beni comuni dagli interessi privati e dalle istituzioni pubbliche che governano con logiche privatistiche e autoritarie, come il Teatro Valle a Roma o il Teatro Coppola a Catania mentre a Pisa si escludono dalla partecipazione al bando le associazioni che abbiano pendenze di occupazioni.

Chiediamo inoltre, a tutte le associazioni, ai soggetti politici e agli artisti, di denunciare pubblicamente l'ennesimo scandalo che questa giunta vorrebbe propinarci,nascondendosi dietro un concetto di legalità ormai fin troppo strumentalizzato,che di fatto legittima le solite logiche clientelari mirate a creare dei precedenti inammissibili.

Perche' noi crediamo ancora in quel Teatro, impegnato nel sociale e non, che quando serve urla su tutto, anche sulla politica sporca.E si fa sentire

RebelTheater

 

 
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