5 ANNI! PDF

5 ANNI! LA REBELDíA NON SI FERMA, LA REBELDíA NON SI SGOMBERA

Difendi Rebeldia, costruisci la città che non c’è

30 Maggio 2008. Rebeldìa compie 5 anni e per noi è una giornata di festa. 5 anni di movimento senza soste in città e non solo, attraversando le grandi lotte da quelle contro la guerra fino a Vicenza, dalle manifestazioni con i migranti contro i cpt alle mayday per rivendicare diritti e reddito. Una storia fatta di occupazioni, di sgomberi, di denunce e di luoghi abbandonati che abbiamo restituito alla città e a tutte e tutti coloro che ci vivono, ci studiano, ci lavorano…ma soprattutto una storia che continua e che cresce sempre più. Centinaia sono le donne e gli uomini che abbiamo incontrato in questi anni e che abbiamo conosciuto, con cui abbiamo imparato a lavorare e cooperare per costruire un’altra città.

Il viaggio della Rebeldia inizia esattamente 5 anni fa:
Il 30 maggio del 2003 con ancora vivi in testa i fatti di Genova e l’esperienza nazionale del movimento contro la guerra con il Trainstopping iniziammo quel percorso che ha portato a far rivivere in città stabili abbandonati da anni a quello che può davvero essere definito degrado per mano di colpevoli e cieche amministrazioni locali noncuranti dei bisogni e della realtà di una città come Pisa.
Il primo luogo che non solo ha ospitato ma ha anche innescato il fermento del movimento pisano di quei giorni è stato l’Ex-Asnu, di proprietà dell’ Università, dal quale dopo 52 giorni di occupazione ci hanno sgomberato, ma dove siamo tornati, pochi giorni dopo, per ribadire che quell’esperienza di autogestione e di creazione di alternative in città non sarebbe certo terminata.
 Nonostante le numerose denunce di quel momento che ancora oggi gravano su molti dei compagne/i rebeldi, non ci siamo mai arresi. Fu solo il trampolino per l’occupazione di altri due stabili dell’Università che liberammo e restituimmo alla vivacità di una città che stentava ad uscire all’aperto, intorpidita e assuefatta ad un governo della città che guardava solo ad una parte della città, ma che continuava ad ignorare i bisogni reali della gente come il lavoro, la salute, la casa e che continuava a violare diritti inalienabili per qualsiasi cittadino, che fosse italiano o straniero. Abbiamo poi restituito alla cittadinanza pisana altri due locali da anni in abbandono, passando da altri sgomberi e denunce, prima dell’assegnazione provvisoria dello stabile dell’Ex-Etruria, esperienza, questa, che ci ha permesso di gettare le basi di quello che oggi siamo, che ci ha permesso di mescolarci e di contaminarci, a patire dalla condivisione e dall’autorganizzazione non solo di una spazio fisico ma soprattutto di uno spazio politico e sociale, con le molteplici realtà associative della città, con molti dei collettivi autogestiti  e con le comunità migranti della città. Da qui siamo poi riusciti nel 2006 ad ottenere, dopo una lunga e complessa trattativa con il Comune di Pisa, quello spazio situato in via Battisti 51/633, che oggi è lo spazio che viviamo quotidianamente da più di due anni, nel quartiere della stazione ferroviaria che oramai coabitiamo soprattutto con molti migranti e studenti.
Lo spazio che abbiamo costruito oggi a Pisa che è oramai diventato un progetto per una nuova cittadinanza e un laboratorio di azioni e pratiche di affermazione e riconoscimento dei diritti, il Progetto Rebeldia, è composto da 26 associazioni che offrono alla cittadanza che mai viene considerata tale, dalla consulenza amministrativo-legale per migranti, ai corsi di italiano e di internet, Dallo sport libero e gratuito, ad una proposta musicale e culturale non omologata, dagli spazi di discussione a quelli di denuncia di quel calcolato degrado che le istituzioni pisane hanno determinato ignorando i diritti e creando sempre più marginalità.
Questo oggi è uno spazio in cui la città dei precari, dei migranti, di chi non ha casa, di chi non riesce ad avere cure, ovvero la “città che non c’è”, ha finalmente voce e prende la parola ed è per questo che è diventato scomodo e che adesso il Comune di Pisa vorrebbe smantellare.
Questa e’ la nostra storia come è stata la storia di molti degli spazi sociali d’Italia, ed è quindi un progetto per quello che è diventato e per quello che ancora può diventare e fare in città, ma solo se otterrà la stabilità e la continuità delle proprie attività e delle proprie iniziative.
Proprio per questo il 7 Giugno saremo in piazza con un corteo che speriamo e crediamo numeroso per riprendere nuovamente la parola e difendere determinati il Progetto Rebeldia nello spazio di via Battisti 51/633.
I nostri 5 anni li festeggeremo ancora una volta per le strade della città per difendere ciò che abbiamo costruito in tutti in questi anni e che nessuno mai ci potrà togliere.

Laboratorio delle disobbedienze Rebeldìa
 
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