Rebeldía: un mondo da salvare, un bene comune di tutta la città

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La città è il luogo dove convergono e si incontrano soggetti diversi e distinti, spesso con interessi in conflitto tra loro, ma è anche il luogo dove questi soggetti vivono e allacciano relazioni di prossimità e di vicinanza, condividendo gli stessi spazi e gli stessi problemi. Le pratiche comuni, le frequentazioni comuni portano a condividere anche un sentire comune: sentire di far parte di uno stesso habitat, di una stessa comunità allargata. Questa è la base che permette di ricomporre e risolvere i conflitti che si creano nella città: riconoscere i soggetti portatori di interessi e valutare il ruolo attivo che svolgono per la comunità.

Questo dovrebbe fare la politica. Le cronache delle ultime settimane dimostrano in maniera inequivocabile che qualcosa a Pisa si è inceppato: la politica pare in difficoltà nel gestire l'ordinaria amministrazione, in una città che non presenta certo acute tensioni sociali.

Il Progetto Rebeldía ha fornito e continua a fornire alla città una quantità di proposte e attività che dovrebbero far parte della carta dei servizi erogati dal sistema pubblico: la consulenza legale e i corsi di italiano per stranieri, la riparazione consapevole delle biciclette, la palestra di arrampicata indoor, la distribuzione delle verdure e della frutta prodotta localmente, la possibilità di un luogo non burocratico di aggregazione e scambio per l'associazionismo e le comunità migranti, solo per citare alcune delle attività che si svolgono in via Battisti 51. Tutto questo senza mai chiedere un contributo finanziario né a chi usufruisce dei servizi e degli spazi, né all'amministrazione. Il Progetto Rebeldía non ha mai inciso sul bilancio comunale; al contrario, ha arricchito l'offerta sociale e culturale della città.

Il 20 luglio siamo chiamati in tribunale per un processo di sfratto. L’amministrazione comunale purtroppo continua a considerarci un problema da rimuovere, in tutti i modi. La proposta che ci ha avanzato di recente è quella di trasferire subito tutto il nostro materiale in un magazzino a Ospedaletto per poter iniziare le demolizioni in via Battisti 51. Solo in un secondo momento l'amministrazione si riserva di avanzare una proposta concreta per una sede in via Saragat. Abbiamo già detto che siamo interessati solo se lo spazio previsto sarà adeguato e potrà assicurare l'effettivo svolgimento di tutte le attività del Progetto Rebeldía, fianco a fianco. Già una volta, nel febbraio scorso, un simile bando non ha avuto alcuna risposta da nessuna delle tante associazioni presenti in città. Segno che il nostro disinteresse aveva più di una ragione di esistere.

Le associazioni di volontariato non possono essere trattate come un problema da rimuovere. Né come dei materiali inerti da stipare in un magazzino. Sono la vita stessa di una città. Una amministrazione che non considera cruciale la salvaguardia di un'esperienza come quella che si è creata in via Battisti 51, giungendo alla vigilia di una sentenza giudiziaria senza aver prospettato soluzioni realistiche, è un’amministrazione che non ‘sente’ la propria città, che dedica molta più attenzione ai progetti immobiliari, per beneficio di pochi.

Di questo i cittadini se ne rendono ben conto. Il Progetto Rebeldía è diventato suo malgrado una cartina tornasole dello stato della democrazia a Pisa, della capacità del Palazzo di ascoltare la società. Per questo chiediamo che si congeli ogni pratica di sgombero che dovesse seguire al processo del 20 luglio, per tornare a individuare soluzioni con il coinvolgimento di tutti gli Enti pubblici cittadini, in primis l'Università. Per questo oggi rivolgiamo un appello al Presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi, chiedendogli un segnale di attenzione e di impegno per la salvaguardia di un patrimonio unico di esperienza civile e attività sociali.

PROGETTO REBELDÍA   

Acklab; Africa Insieme Onlus; Babilon Mediateca; Gruppo Bds Pisa; Cabron; Caffetteria Critica Machu Picchu; Bottega del Mondo "Chicco di Senape"; CiboliberoKC; Ciclofficina; Cinemaltrove; Cinematic; Distretto di Economia Solidale; El Comedor Estudiantil Giordano Liva; Emergency Pisa; Equilibri Precari; Fratelli dell'Uomo; Futbol Rebelde; Greenpeace; Gruppo di Acquisto Solidale Pisano; Gruppo TNT Lavoro Non Lavoro; Ingegneria Senza Frontiere; Klub Epikurus; Laboratorio delle Disobbedienze Rebeldía; Lipu Pisa; Mezclar Ambulatorio Migranti; ¡Mosquito!; Osservatorio Antiproibizionista; Rebeldía Media Crew; Rebeltheater; Scacchi Insorgenti; Un ponte per…

 

 
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