Lettera aperta al sindaco |
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Caro Sindaco,
da un po' di tempo a questa parte si parla sempre più in città del
futuro del Progetto Rebeldía. Si avvicinano i tempi dell'avvio dei
lavori per la Sesta Porta e con essi la necessità di trovare al più
presto una nuova sede per le 31 associazioni che danno vita a Rebeldía.
Nel mese scorso è accaduto un fatto strano: il 7 giugno, mentre si
svolgeva la Conferenza dei Servizi che aveva all'ordine del giorno
l'individuazione di una soluzione percorribile per consentire alle 31
associazioni di Rebeldía di restare unite nello svolgimento del loro
lavoro quotidiano, veniva depositata in tribunale da parte della CPT la
richiesta di anticipazione della prossima udienza del processo sull'uso
dei locali in via Battisti che ospitano in questo momento Rebeldía,
mentre la società Sviluppo Pisa si costituiva parte in causa. Ieri ci è
stato comunicata la nuova data dell'udienza, fissata al 20 luglio. In
tutta franchezza, ci chiediamo che modo di condurre una trattativa sia
mai quello che mentre con una mano convoca la seduta di un organo
ufficiale per discutere le ipotesi esistenti, con l'altra si impegna per
accelerare quella via giudiziaria che già da tempo stigmatizziamo come
la meno adeguata. Si è venuta così a creare sul nostro Progetto una forma di pressione che riteniamo non solo molto grave, ma del tutto immotivata, dato il nostro costante impegno a collaborare con il Comune, la Provincia e l'Università per trovare una soluzione condivisa per la nuova sede di Rebeldía. Poco più di due anni fa, alla vigilia delle elezioni che hanno segnato la sua vittoria e l'avvio del suo mandato, lei venne in visita a Rebeldía. Da allora il nostro Progetto ha sempre continuato a crescere, integrando nuove associazioni e lanciando nuove attività gratuite a servizio di tutta la cittadinanza. Volontariato, solidarietà, accoglienza, cultura si incontrano ogni giorno a Rebeldía, realizzando così un laboratorio unico in città. In una fase storica di profonda crisi, Rebeldía è una fra le poche realtà che anziché flettere, cedere a un lento declino, si ingrandiscono, acquistano forza, danno vita a una bellissima esperienza di convivenza e condivisione, aperta a tutta la città, senza preclusioni. Le centinaia di persone che compongono il Progetto Rebeldía e le migliaia che ogni settimana ne attraversano gli spazi sono una voce importante a Pisa, un esempio di impegno sociale e civile, un monito contro la depressione, la solitudine, la crisi del nostro tempo. Per questa ragione, perché anche lei, che è il primo cittadino e il sindaco di tutti (noi compresi) si renda conto di quello che d'un colpo una sentenza giudiziaria rischia di cancellare, costringendo per la strada 31 associazioni che si troveranno a operare in condizioni indegne di una città come Pisa, le rivolgiamo il nostro pubblico invito a venire di nuovo a Rebeldía, a visitarne gli spazi come due anni fa, prendendo coscienza con i suoi occhi delle tantissime attività che vi si svolgono, del bene comune che esse rappresentano. Perché noi siamo fiduciosi che, dopo aver toccato con mano la realtà vera e quotidiana delle 31 associazioni di Rebeldía e dopo aver visto quanto è maturato e aumentato nelle potenzialità il Progetto a cui esse danno vita, collaborerà insieme a noi per riaprire la via maestra del dialogo e della trattativa alla ricerca di una soluzione finalmente all'altezza di Pisa. Grazie per l'attenzione e un saluto cordiale,
Progetto Rebeldía |
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