| Ritorna lo squadrismo: Siamo tutti antifascisti |
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A piazza Navona la mattina del 20 ottobre abbiamo assistito a quanto avveniva in giro per l'Italia durante il Ventennio: squadracce fasciste armate che indisturbate ed in maniera premeditata attaccano una manifestazione popolare e pacifica. Esiste una spiegazione per quello che e' accaduto, partendo dalla ricostruzione degli studenti e dei giornalisti presenti. Vogliamo elencare alcuni elementi chiave: 1) Durante le manifestazioni di queste settimane, entra in campo a fianco delle mobilitazioni un gruppo rappresentato in piazza da appena una cinquantina di militanti, di nome Blocco Studentesco, vicino alle organizzazioni neo-fasciste italiane come Casa Pound. Questo gruppo non si presenta agli studenti apertamente come "fascista", epiteto che risulterebbe respingente, bensi' come gruppo apolitico, lontano dalle logiche dello scontro tra opposti estremismi. Lo slogan che lanciano a ripetizione, ripreso a gran voce dagli studenti in buona fede, e' "ne' rossi, ne' neri, ma liberi pensieri". Di questo collocamento non possiamo non notare l'analogia con Terza Posizione, il movimento vicino al terrorismo fascista degli anni '70 fondato, tra gli altri, anche da Roberto Fiore, attuale leader di Forza Nuova. L'ideologia di terza posizione era riassunta nel motto: "Né fronte rosso, né reazione, lotta armata per la Terza Posizione!". 2) A piazza Navona gli aderenti al BS, intorno alle ore 11 (guarda caso, subito dopo l'approvazione del decreto Gelmini), cercano di conquistare il camion della manifestazione, armati di cinghie e bastoni fanno ripetute cariche contro gli altri studenti. In tutto questo, secondo le numerosissime testimonianze tra cui Curzio Maltese di Repubblica, i poliziotti non intervengono nonostante i pestaggi avvengano di fronte ai loro occhi. Non esistono molte immagini di queste aggressioni, ma una e' stata trasmessa in un servizio del TG2 del giorno stesso, che per adesso non siamo riusciti a recuperare. Si possono invece guardare alcune foto di queste aggressioni [1] [2] [3] [4]. (UPDATE: immagini che si riferiscono a questi fatti trasmesse da "Chi l'ha visto?") 3) Solo dopo questa aggressione, all'arrivo del corteo degli studenti universitari intorno alle 12, BS viene respinto e allontanato dalla piazza. Le immagini vengono pubblicate su ogni media sotto titoli quali: "scontri tra studenti di destra e sinistra". 4) Quando i neofascisti si separano dalla manifestazione, passano indisturbati attraverso le linee della polizia, pur essendo armati di bastoni avvolti nelle bandiere tricolore. Alle osservazioni dei giornalisti i responsabili PS rispondono: "non li abbiamo notati". Alcune immagini, raccolte in questo video, avvalorano l'ipotesi di un legame tra la polizia e gli estremisti di destra. 5) Il ragazzo in questione ha rilasciato una videointervista a Repubblica.it in cui smentisce di essere un poliziotto. Questo e' evidente, come e' evidente che chiunque volesse mandare degli agitatori in piazza difficilmente manderebbe degli agenti di Polizia. Tuttavia dalle immagini in cui e' stato ripreso, e' innegabile l'impressione che ci sia un feeling particolare con gli agenti. 6) L'aggressione fascista era evidentemente premeditata, visto che il camion di Blocco Studentesco era pieno di almeno 50 manici di piccone avvolti nelle bandiere tricolore poi usati per picchiare gli studenti. 7) Riportiamo un passaggio della famosa intervista in cui Cossiga spiega a Berlusconi la ricetta sul comportamento da tenere per reprimere la protesta, che crediamo non abbia bisogno di altri commenti: "Ritirare le forze di polizia dalle strade e dalle universita', infiltrare il movimento con agenti provocatori pronti a tutto, e lasciare che per una decina di giorni i manifestanti devastino i negozi, diano fuoco alle macchine e mettano a ferro e fuoco le citta, dopo di che, forti del consenso popolare, il suono delle sirene delle ambulanze dovra' sovrastare quello delle auto di polizia e carabinieri".
Oggi l'onda anomala fa ancora più paura, perchè l'aggressione di questa mattina ha provocato una enorme risposta democratica in tutto il Paese che nessuna squadraccia e nessun governo potranno fermare. E' caduta ogni maschera e ogni finzione di 'apoliticità', e i picchiatori fascisti si svelano per quello che sono.
Laboratorio delle disobbedienze Rebeldia |
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