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tratto da: http://www.gennarocarotenuto.it/1747-e-cominciata-la-caccia-alluomo-contro-i-laici-per-il-senato-luciano-maiani-indegno-di-presiedere-il-cnr
E’ cominciata la caccia all’uomo contro i laici: per il Senato Luciano Maiani è indegno di presiedere il CNR
Il Senato ha bloccato la nomina a presidente del Consiglio Nazionale delle Ricerche del fisico Luciano Maiani. La sua colpa? Aver firmato il documento sul papa.
Tempi duri per i laici, ma anche per milioni di cattolici onesti in
Italia. Tempi così duri da evocare davvero il processo “onesto e
giusto” contro Galileo Galilei. Così duri da evocare le liste di
proscrizione dei regimi totalitari. Così duri da paventare che presto
tra i requisiti per accedere alla docenza universitaria potrebbe essere
necessario un giuramento di fedeltà a Benedetto XVI speculare a quello
che Benito Mussolini impose l’8 ottobre del 1931[1] ai docenti
universitari. Un Benedetto XVI che va subito riconosciuto come
innocente (ma magari soddisfatto) rispetto alla voglia di fanatismo,
alla voglia di talebanizzazione dei rapporti tra Stato e Chiesa voluta
innanzitutto dai cosiddetti atei devoti e teocons. In un’Italia dove
non si possono condannare i corrotti, questi hanno trovato un nuovo
nemico: il laico. Laico come alieno, laico come grillo parlante, come
paria in uno stato che ha scelto una versione confessionalista della
laicità (si legga l’imprescindibile articolo di Susanna Mancini).
Il caso è facilmente riassumibile, ma siccome è una cosa così
vergognosa (soprattutto per il parlamento della Repubblica) e
insostenibile ne troverete ben poca nozione sui media.
Al prestigioso fisico Luciano Maiani non è stata ratificata la nomina a
presiedere il CNR proprio perché colpevole di essere tra i firmatari
della lettera dei 67, con la quale si riteneva inopportuno l’invito a
Joseph Ratzinger per l’inaugurazione dell’anno accademico
dell’Università di Roma La Sapienza.
Appena pochi giorni fa il fisico romano Luciano Maiani era stato
nominato Presidente del Consiglio Nazionale delle Ricerche. Sulla base
dei suoi titoli tutti si erano dichiarati soddisfatti. Restava la
ratifica del Senato, un proforma da tenersi ovviamente solo sulla base
del curriculum scientifico dello studioso. Ma non è andata così: con un
dibattito surreale in Senato (leggibile per esteso a questo link) la
sua nomina non è stata ratificata ed è stata chiesta un’audizione del
ministro Fabio Mussi. La colpa di Maiani è apertamente ammessa: ha
firmato la lettera dei 67 e quindi sarebbe incompatibile. Il dibattito
in Commissione è simbolico dell’Italia di oggi e merita di essere
riassunto.
Per il senatore di Forza Italia, Franco Asciutti (per far queste cose
si usano apparatnik di seconda fila), alla luce della posizione
espressa contro il papa, Maiani sarebbe “incompatibile con un
atteggiamento equilibrato e laico”. Prova a difenderlo Andrea Ranieri
del PD ma la pezza è peggiore del buco: suvvia, Maiani è su posizioni
moderate, ha firmato sì la lettera ma solo per il Rettore, non voleva
diventasse pubblica. Insomma, per Ranieri Maiani è colpevole ma di
peccato veniale. In generale gli interventi del PD sono tutti
improntati a prudenza e cerchiobottismo. Si rendono conto della
pretestuosità, della gravità e della pericolosità come precedente, ma
preferiscono restare nel mezzo, ribadire la loro condanna dei rei e
alla fine far passare uno scandaloso rinvio.
Dopo Ranieri prende la parola Maria Agostina Pellegatta Verde lombarda
e finalmente dice una cosa banalmente sensata: “siamo chiamati a
giudicare i titoli di Maiani, non le sue opinioni”. Basta ciò per fare
impazzire di rabbia l’italoforzuto Egidio Sterpa. E’ il più noto tra i
coinvolti, già ministro in quota PLI durante la prima repubblica, con
una condanna in via definitiva per tangenti nel caso Enimont:
“abbandono l’aula per protesta contro l’intolleranza”. Amen.
Da lì, se mai ve n’era stato, si perde il lume della ragione. Luca
Marconi dell’UDC teme addirittura che Maiani non sia in grado di
assicurare la libertà d’espressione. Ma è Giuseppe Valditara di AN che
passa il segno: Maiani deve chiarire la sua posizione per poter
valutare se è compatibile con l’incarico. Che “chiarire la sua
posizione” riecheggi l’abiura chiesta a Galileo non può sfiorare
Valditara. Parlano vari altri, ma alla fine la decisione è presa, il
Senato della Repubblica non ratifica la nomina di Maiani e convoca il
Ministro Mussi.
Questo è quanto è successo in Commissione. Luciano Maiani passerà,
prima sotto le forche caudine, poi, a meno di incredibili novità, come
presidente del CNR. Ma il segnale che viene dato al paese e
all’Università è gravissimo: abbiamo i vostri nomi e possiamo
danneggiarvi nella vostra carriera come stiamo facendo con il più
potente di voi. In questi giorni centinaia di docenti, ricercatori e
precari della ricerca, oltre a migliaia di liberi cittadini stanno
firmando due appelli, che trovate qui e qui. E’ di fatto una lista
nera. Come fatto in Senato per Maiani chi dice che non possa essere
tirata fuori per un concorso universitario o per un posto pubblico?
PS Si passi una chiosa scherzosa a una notizia così grave. Il più
diffuso programma di Voip, Skype, lo avevamo già segnalato qui, ha una
funzione aggiuntiva che rende cliccabili i numeri di telefono e
sostituisce al prefisso internazionale la bandierina del paese. Con un
curioso errore: al prefisso +0039-06 invece di sostituire la bandierina
italiana sostituisce quella vaticana, anche nello studio del prof.
Maiani (vedi immagine). Sorge un atroce dubbio, è Skype che non ha
avuto notizia della breccia di Porta Pia o siamo noi che non siamo
aggiornati sul ritorno del Papa Re?
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