Risposta di Canapisa |
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1) al di là di ogni ipocrisia, gli amministratori comunali dovrebbero almeno avere la dignità di ammettere che voler vietare Canapisa significa significa voler vietare una manifestazione politica e significa quindi voler limitare la libertà di espressione e di pensiero che dovrebbe essere considerato uno dei diritti umani fondamentali nonchè un diritto costituzionale; 2) non è in ogni caso il Comune a poter autorizzare una manifestazione politica, su cui decidono altri organi. Una manifestazione, in teoria, potrebbe non essere autorizzata solo per "gravi motivi di ordine pubblico", i quali per Canapisa evidentemente non sussistono, dato che nei 9 anni di svolgimento della manifestazione non è mai accaduto nulla di grave; 3) i motivi per cui l'amministrazione comunale vorrebbe proibire lo svolgimento della manifestazione Canapisa sembrano quantomeno pretestuosi. Il fatto che dopo la street parade siano stati trovati "scritte e disegni sui muri dei palazzi", se fosse vero, significherebbe soltanto che anche a Canapisa avviene quello che da sempre accade ad ogni partita di calcio, ad ogni festa patronale e ad ogni appuntamento pubblico in cui le persone riescono a liberare la propria voglia di esprimersi. Ci è sembrato molto curioso ricordare "lo scempio della Cittadella", se si considera che Canapisa non termina nella stessa Cittadella dal 2002 e che nel frattempo sono intercorse altre 7 (sette) edizioni della street parade, in cui evidentemente non si è registrato alcuno "scempio"; 4) non capiamo con quale coraggio l'amministrazione richiami gli organizzatori di Canapisa alla "competenza", alla "serietà" e all'"attenzione" ai problemi delle "dipendenze", etc, se consideriamo che l'unico provvedimento di questa stessa amministrazione comunale in materia è stato il taglio dei fondi per i progetti di riduzione del danno;
5) decenni di
proibizionismo sulle droghe non hanno fermato la diffusione delle
sostanze proibite ed hanno prodotto solo lauti guadagni per le
narcomafie, morte, carcere e persecuzioni di ogni genere per decine di
milioni di persone. Per difendere tanta barbarie e tanta crudeltà, oggi
non basta più la disinformazione di stato, serve anche la censura. La
triste realtà è che con la sua dichiarata intenzione di "vietare
Canapisa", la giunta comunale pisana si accoda alle criminali politiche
liberticide del governo Berlusconi che, pur di difendere il
proibizionismo, sta varando codici di censura (come quello già in
vigore per le trasmissioni radiotelevisive), che in questo paese non
esistevano più ai tempi del fascismo. |
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In merito al caricaturale comunicato del Comune di Pisa che annuncia la propria "contrarietà" alla "concessione dell'uso di piazze e strade cittadine per lo svolgimento" di Canapisa, l'Osservatorio Antipro / Canapisa Crew, che dal 2001 organizza la Street Parade Antiproibizionista, tiene a precisare che: