Pisa città di pace, basta concessioni alle forze armate!

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Il 3 agosto un ciclone si è abbattuto su Pisa, quando il portavoce della 46ª Brigata area, il maggiore Giorgio Mattia, ha comunicato la trasformazione, entro il 2013, dell'aeroporto militare Dall'Oro in un hub nazionale per le forze aeree. 
Cosa significa hub? Il termine hub indica un nodo di smistamento, ovvero l'aeroporto militare pisano diventerà il riferimento nazionale per le forze armate che partiranno per tutti gli interventi nazionali e gli scenari di guerra internazionali. 
La scelta dell'aeroporto militare pisano è di tipo strategico-militare; infatti vi sono nelle immediate vicinanze autostrade, ferrovie e accessi al mare, e non ultima la base americana di Camp Darby con uno degli arsenali bellici più importanti del Mediterraneo. La realizzazione di questo hub, una vera e propria cittadella militare, comporterà l'ampliamento dello scalo, il rinnovo delle attrezzature di carico e trasporto, la costruzione di nuovi hangar e di una struttura ricettiva capace di ospitare 30.000 soldati. Pisa si trasformerà di fatto in una gigantesca portaerei. 

 

Pisa, città della Pace, medaglia d'oro alla Resistenza, sarà scenario di un enorme progetto di militarizzazione del territorio da cui la cittadinanza trarrà solo danno. 
Il Sindaco Marco Filippeschi interpreta tutto questo come un´occasione unica per la nostra città. Secondo lui sarà "un onore accogliere questa struttura", dato che "avrà interessanti ricadute occupazionali". Alla miopia del Sindaco e della giunta comunale pare ormai non esserci un limite. Resta solo da chiedersi se prevale l´incapacità politica o la cattiva amministrazione economica e sociale. 
Il giro d'affari legato all'economia di guerra è, al solito, enorme: si parla - cifre ufficiali - di 60 milioni di euro, destinati però a finire nelle tasche dei costruttori di fiducia delle forze armate e dei soliti palazzinari con i quali il Comune di Pisa sembra aver stretto un sodalizio di lunga data; non certo dei cittadini pisani. 

Solo l´economia del mattone e del cemento quindi può rallegrarsi. La cittadinanza ne ricaverà invece un aumento del traffico aereo, con un conseguente incremento del rumore, dell'inquinamento e del rischio in un quartiere, quello di San Giusto, già particolarmente oberato. Da Pisa partiranno le "missioni di pace" e le "guerre umanitarie" per andare a difendere interessi economici in giro per il mondo a suon di bombe, mascherandosi da esportatori di democrazia. Le recenti commemorazioni istituzionali del bombardamento di Pisa del 1943 sanno molto di ipocrisia, se da quel tragico episodio non si trae una lezione per il domani. 

Marco Filippeschi insiste nell'investire sull'economia di guerra, visto che proprio di recente aveva contattato il comando di Camp Darby in prospettiva dell'ampliamento del canale dei Navicelli, funzionale alla base per il trasporto delle armi. 
Il sindaco e la sua giunta, già informati del progetto, non hanno ritenuto necessario confrontarsi con la cittadinanza: eppure il PD si riempie molto spesso la bocca con la "partecipazione", parola che risulta sempre più irritante e priva di significato se associata a questa amministrazione, incapace di dialogare con la città per realizzare una vera economia di rilancio del territorio, che dovrebbe essere volta a favorire reali possibilità lavorative a lungo termine, a cementare le relazioni sociali (preoccupano, invece, le ultime violente dichiarazioni dell'assessora Ciccone sui Rom e contro l'associazionismo), insomma a fare davvero di Pisa la città della pace, della cultura e dell'accoglienza. 

Il governo nazionale, oramai sulla soglia del baratro, taglia sul sociale, sulla scuola, sull'università, sulla sanità, ma nel 2010 le spese militari lasceranno sul terreno dei conti pubblici oltre 23,5 miliardi di euro. 
In città tante sono le voci critiche sulla realizzazione dell'hub, e la cittadinanza si impegnerà affinché questo scempio per Pisa non si compia, mentre continua a chiedere la riconversione ad usi civili della base statunitense di Camp Darby. 

Giovedì, venerdì e sabato vi saranno tre giornate di mobilitazione dei movimenti locali in occasione dell'arrivo di "Centodonnecentobici" da Vicenza, città interessata dal raddoppio della base militare Dal Molin, per cominciare a costruire a Pisa l'opposizione all'hub. Invitiamo la cittadinanza a partecipare, maggiori informazioni su:www.rebeldia.net 

Progetto Rebeldía 
Pisa, 2 settembre 2010

 

 
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