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nog82009Che siano 8, 14, 20 o 50... ... che se ne vadano via tutti!

A luglio si terrà all'Aquila  l'incontro dei G8, il summit dei capi di stato degli 8 paesi occidentali "più industrializzati". 8 anni fa, gli stessi si trovavano a Genova, all'apice della vittoria del neoliberismo, a raccontare il loro progetto per il mondo: mercato, crescita, produzione. Di diritti, giustizia, pace, non c'era più motivo di discuterne. Noi, un noi collettivo e globale, andammo lì per proporre un altro mondo, dove invece tutte queste cose ci fossero. Un mondo che contenesse molti mondi.

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La repressione fu durissima, e ancora oggi ne portiamo i segni: Carlo perse la vita, 24 persone persero la libertà, molte di più la speranza.
L'abbiamo ripetuto da allora e continueremo ancora: Genova non è finita.

Poi ci fu l'undici settembre, la guerra, la paura, l'euro, la bolla dei mercati, ancora la guerra, le proteste, un'altra guerra, il picco del petrolio, un'altra bolla dei mercati, la crisi, le proteste, di nuovo guerra, il fallimento delle banche e l'ambiente in pericolo. Sono passati 8 anni, e tutto è cambiato.

Non ci credevamo allora, ci crediamo ancora meno oggi. Allora si presentavano come i governatori del mondo, ora sono gli impauriti capitani di una nave della quale hanno perso il controllo, incapaci di gestire gli effetti delle scellerate politiche che da anni hanno portato avanti con forza. Il mercato è diventato una fiera affamata che gli si rivolta contro, il pianeta non può più reggere il carico a cui lo sottoponiamo e ci rigetta, e anche noi ci siamo stancati.

Incapaci di immaginarsi un mondo diverso, i Grandi della Terra provano a fare quel che hanno sempre fatto: socializzare le perdite, privatizzare i profitti. Fare pagare la crisi agli ultimi, e salvare i primi, banchieri e industriali in testa. Riprodurre se stessi ed il proprio potere a qualunque costo, che si tratti di vite umane, della dignità delle persone, della cultura, dell'acqua, dell'aria, delle foreste.

Siamo spiacenti, ma questa volta no. La crisi non la pagheremo noi, ma chi ha fatto di tutto per portare il pianeta in questa situazione.

 
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