L'ONda non si arresta: LIberi tutti, subito

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Comunicato del Laboratorio delle
disobbedienze Rebeldìa

Con l'avvicinarsi del G8, pessimi segnali sembrano suggerire un tentativo degli apparati statali di creare un clima di tensione, in vista delle manifestazioni e delle proteste che si terranno questa settimana in tutta italia.



Sabato scorso, 4 luglio, un corteo pacifico a Vicenza, di cittadini e solidali che volevano manifestare la loro opposizione all'ennesima base di guerra sul loro territorio, e' stato ritardato per piu' di tre ore da un massiccio schieramento di polizia e carabinieri (tra questi, i famosi para' del Tuscania che caricarono il corteo del Carlini in Corso Gastaldi a Genova). Al corteo e' stato impedito di manifestare lungo il percorso autorizzato, e al tentativo di proseguire e' stato risposto con cariche, manganelli e lacrimogeni.

Oggi, 6 luglio 2009, 21 persone tra Torino, Padova, Bologna e Napoli sono state raggiunte da provvedimenti di custodia cautelare, in carcere o ai domiciliari. La motivazione? Aver partecipato agli scontri durante la manifestazione del 18 maggio scorso a Torino contro il G8 dell'Universita'. Tra di loro attivisti e militanti dei movimenti studenteschi e dei centri sociali. Ad effettuare gli arresti, la polizia preventiva, diretta da Ansoino Andreassi,
l'allora vice-capo della polizia e responsabile dell'ordine pubblico a Genova durante il G8 del 2001. Contestualmente agli arresti, perquisizioni nel c.s.o. a. Askatasuna di Torino e al campeggio di Radio Sherwood a Padova. Tra le motivazioni del GIP di Torino, da cui sono partiti i provvedimenti, il pericolo di reiterazioni dei reati "in vista dell'imminente apertura dei lavori del G8". Piu' esplicito di cosi'...

Le somiglianze ed i parallelismi con quanto accaduto 8 anni fa in occasione del summit a Genova ci sembrano fin troppo chiare, a cominciare dalla presenza degli stessi personaggi di allora. Ancora e ancora e ancora, si cerca di criminalizzare un movimento sociale, di costringere al silenzio con la forza e la violenza. Militarizzazione delle piazze, persecuzioni giuridiche, tutte cose che abbiamo gia' visto e che abbiamo chiesto che non si ripetessero mai piu'.

Nell'esprimere la nostra vicinanza e solidarieta' a tutti i compagni arrestate oggi, rivendichiamo il diritto di tutti di manifestare, che non puo' essere sospeso da decreti emergenziali o impedito manu militari.

Le intimidazioni di questo tipo sono
fuori dall'ordinamento democratico: Assieme, possiamo difenderci.

Se Genova
non e' finita, noi non abbiamo dimenticato.
 
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