La Democrazia fra crisi della rappresentanza e nuove istituzioni per la gestione dei beni comuni

sabato 26 GENNAIO 2013 ORE 9:30 

tavolo di lavoro: La Democrazia fra crisi della rappresentanza e nuove istituzioni per la gestione dei beni comuni

 

  UnitedColorsofCommons.png


“La democrazia non è né la forma di governo che permette
all’oligarchia di regnare in nome del popolo né la forma di
società regolata dal potere della merce. E’ l’azione che strappa continuamente ai governi oligarchici il monopolio della vita pubblica e alla ricchezza l’onnipotenza sulle vite. E’ la potenza che deve, oggi più che mai, battersi contro la confusione di quei poteri in un’unica legge di dominio. Ritrovare la singolarità della democrazia significa anche prendere coscienza della sua solitudine.”

(J. Ranciere, L'odio per la democrazia)

Questo tavolo di lavoro si propone di individuare alcuni nodi fondamentali riguardanti lo statuto politico della democrazia tentando da una parte di delineare l'attuale crisi della forma democratica per come l'abbiamo conosciuta fin dalla sua nascita moderna nell'insorgenza della Rivoluzione Francese, dall'altra di mettere alla prova lo statuto medesimo con la proposta costituente che si dischiude nel concetto di common. 


 

Le due articolazioni principali sono:
- In primo luogo una messa a punto dell'attuale involuzione autoritaria dei regimi democratici europei. L'ipotesi che vogliamo discutere trae le sue origini dal moderno concetto di Spettacolo pensato da Guy Debord, ovvero vorremmo mettere in luce la trasformazione del regime politico democratico parlamentare, il quale continua a sopravvivere solo come un simulacro di se stesso, mentre i veri luoghi di decisione si spostano in organismi paralleli e sempre più centralizzati. Lo Stato è asservito all'ideologia economica dominante, il neoliberismo – come scrive Gustavo Esteva (“Colpi alla cieca”, La Jornada di Città del Messico, Lunedì 21 Gennaio 2013 trad. it. a cura di Dm Km Zero) – si fa statalista nella misura in cui utilizza i dispositivi dello “Stato democratico” per depotenziare le conquiste sociali strappate durante la seconda metà del Novecento. È uno statalismo però nuovo, che ridimensiona la categoria classica di sovranità attraverso le tecnologie di potere che (da destra) Carl Schmitt e (da sinistra) Walter Benjamin indicavano con l'idea di stato di eccezione.
L'azione di svuotamento della messa in forma democratica di una comunità politica procede attraverso il detournement (direbbe Debord) o per mezzo di quelle tecniche che Gramsci individuava nella nozione di rivoluzione passiva.
 
- In secondo luogo discuteremo la categoria di democrazia insorgente tracciata da Miguel Abensour e la metteremo alla prova con il concetto di common. Il quadro interpretativo dei commons come pensa la democrazia? A quale processo politico costituente dà origine? Un bene comune può essere considerato tale “per natura” o diviene “comune” solo in seguito ad un processo insorgente che strappa al mercato il monopolio sulle “forme di vita”? La proposta di un “uso comune” di un bene quali conseguenze contribuisce a sviluppare (per dirla con Lefort) nella messa in forma politica del sociale? Il riconoscimento, la presa di coscienza plurale e collettiva di un “bene” in quanto “comune” quali apporti offre al concetto di politico?
Ci lasceremo condurre da questi ed altri interrogativi per mettere a fuoco le nuove forme di democrazia che nascono a partire dai territori e dalla difesa/riconoscimento dei beni comuni. A Pisa il Municipio dei Beni Comuni, a Milano Macao o a Roma e in tante altre parti d'Italia i teatri e cinema occupati ci parlano di una nuova coniugazione dell'idea di “democrazia” e dell'idea di “Comune”. La pratica politica, l'uso comune degli spazi restituiti alla collettività ci raccontano una nuova narrazione dell'esercizio della democrazia. Un esercizio che si declina nella situazione concreta, all'interno di particolari congiunture e sintonie che hanno generato questi processi costituenti. Vissuti ed esperienze politiche molto diverse si riconoscono una pratica politica anch'essa comune.
La volontà è quella di discutere e condividere le riflessioni sull'innovazione politica favorita da certe pratiche. Cercheremo di confrontarci con la filosofia politica per leggere ed interpretare l'attuale congiuntura di crisi, ma anche di nuove insurrezioni che piano piano avanzano silenziose ed invisibili creando crepe – come ricorda John Holloway - nel dominio capitalista.
Se la partecipazione al tavolo ce lo consentirà, cercheremo infine di avviare una serie di seminari di studio che nei prossimi mesi traccino delle linee di riflessione a partire dall'esperienza politica avviatasi negli spazi dell'Ex-Colorificio Liberato, con l'intenzione di approfondire le categorie politiche che lo ispirano.

 

 

Interviene

Mario Pezzella - Democrazia Km Zero


BIBLIOGRAFIA:


Abensour M., La democrazia contro lo stato. Marx e il momento machiavelliano, Napoli, Cronopio,

2008

Abensour M., Per una filosofia politica critica, Milano, Jaka Book, 2011

Agamben G., Stato di eccezione, Torino, Bollati Boringhieri, 2010

Arendt H., Sulla Rivoluzione, Torino, Einaudi, 2009

Arendt H., Che cos’è la politica, Roma, Edizioni di Comunità, 1995

Benjamin W., Sul concetto di storia, Torino, Einaudi, 1997

Cacciari P., La società dei beni comuni. Una rassegna, Roma, Ediesse, 2011

Debord G., Commentari sulla società dello spettacolo, Milano, SugarCo, 1990

Esteva G., Antistasis. L’insurrezione in corso, Trieste, Asterios Editore, 2012

Foucault M., Sicurezza Territorio Popolazione. Corso al College de France (1977-1978),

Milano, Feltrinelli, 2005

Foucault M., Nascita della biopolitica. Corso al College de France (1978-1979), Milano,

Feltrinelli, 2005

Gramsci A., Quanderni dal carcere, Torino, Einaudi, 2007 (per il concetto di “rivoluzione passiva”

cfr.: Quaderno 15 [II] miscellanea del 1933)

Holloway J., Crack Capitalism, Roma, Derive-Approdi, 2012

Lefort C., Le travail de l'oeuvre. Machiavel, Parigi, Gallimard, 1972

Lefort C., L'invention democratique, Parigi, Fayard, 1981

Machiavelli N., Discorsi sopra la prima deca di Tito Livio, Milano, BUR, 1984

Marx K. – Engels F., Inventare l’ignoto. Testi e corrispondenze sulla Comune di Parigi, (a cura di

D. Bensaïd), Roma, Edizioni Alegre, 2011

Pezzella M., La memoria del possibile, Milano, Jaka Book, 2009

Rancière J., Ai bordi del politico, Napoli, Cronopio, 2011

Rancière J., Il disaccordo. Politica e filosofia, Roma, Meltemi, 2007

Rancière J., L’odio per la democrazia, Napoli, Cronopio, 2007

Schmitt C., La dittatura. Dalle origini dell’idea moderna di sovranità alla lotta di classe proletaria,

Roma-Bari, Laterza, 1975

LINK UTILI:


Democrazia Km Zero: http://www.democraziakmzero.org/chi-siamo/

Carta della democrazia insorgente: http://www.democraziakmzero.org/2011/03/03/carta-della-

democrazia-insorgente/

Prefazione all’edizione italiana del libro di Miguel Abensour “La democrazia contro lo Stato”

(Cronopio, 2008): http://www.democraziakmzero.org/2012/04/04/il-diritto-allinsurrezione/

Postfazione di M. Pezzella al libro di Miguel Abensour, “La democrazia contro lo Stato” (Cronopio

editore, 2008): http://www.democraziakmzero.org/2011/09/26/la-democrazia-contro-lo-stato/

Introduzione scritta da Miguel Abensour per l’edizione italiana del suo libro “La democrazia

contro lo Stato” (Cronopio 2008): http://www.democraziakmzero.org/2011/10/14/la-democrazia-

insorgente/

Prefazione di M. Pezzella al libro di Miguel Abensour, “Per una filosofia politica critica” (Jaca

Book, 2011): http://www.democraziakmzero.org/2011/05/05/servitu-volontaria/

Ferraro G., Insospettate insorgenze: http://www.democraziakmzero.org/2012/12/12/insospettate-

insorgenze/

Pezzella M., La democrazia dei senza parte: http://www.democraziakmzero.org/2011/11/12/la-

democrazia-dei-senza-parte/

Esteva G, Colpi alla cieca: http://www.democraziakmzero.org/2013/01/21/colpi-alla-cieca/

 

PER INFORMAZIONI E contributi:

scrivi a  Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo  

 

Il tavolo di lavoro è una delle iniziative proposte per  

United Colors of Commons

PARTECIPAZIONE, AUTOGESTIONE E DEMOCRAZIA PER UNA CITTÀ DEI BENI COMUNI

Ex- Colorificio Liberato,  Via Montelungo 70/633

 

 

 

 

 

 
< Prec.   Pros. >
Joomla SEF URLs by Artio