fermamente contrari all'allestimento di una struttura come quella che si sta delineando a Coltano |
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E che fa il Governo? Canalizza tutti gli sbarchi nella piccola Lampedusa; per giorni tiene chiuso il centro di accoglienza, poi lo riapre e vi concentra tutti i migranti. Nel frattempo apre un nuovo centro a Mineo, ma vi porta i richiedenti asilo finora sparsi in Italia! Infine, con colpevole ritardo, comincia a decongestionare Lampedusa, ma lo fa con tendopoli sovraffollate in luoghi inospitali. Sarebbe demenziale, se non fosse frutto di una scelta deliberata. Si tratterebbe di rafforzare lo SPRAR, cioè la rete di accoglienza per richiedenti asilo e rifugiati: già esistente, distribuita sul territorio e gestita con i Comuni. Con una spesa modesta si potrebbe potenziare questa rete e convogliarvi i profughi, garantendo ospitalità temporanea (piccoli campi, aree di accoglienza ecc.) per chi è appena sbarcato. Ma si tratta, appunto, di soluzioni ragionevoli: per chi governa è meglio creare un clima di emergenza, per procedere poi ai respingimenti, magari anche per chi avrebbe diritto di asilo.
In questo quadro, ci sembra pericolosa la risposta che viene dagli amministratori locali: dopo aver dato il proprio plauso alle politiche di Maroni – ospite d’onore, solo pochi mesi fa, della Giunta comunale – il Sindaco si lancia in una campagna ambigua, dove le motivazioni umanitarie si mescolano alla logica del “non li vogliamo” (“abbiamo già i rom a Coltano”, ha detto il Sindaco: ma che c’entrano i rom con quello di cui si sta discutendo?). |
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La decisione di istituire a Coltano una tendopoli per i profughi mette in evidenza la sciagurata politica del governo, ma anche le responsabilità di alcuni amministratori locali nelle nostre zone.