fermamente contrari all'allestimento di una struttura come quella che si sta delineando a Coltano

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a pisa nessuna frontieraLa decisione di istituire a Coltano una tendopoli per i profughi mette in evidenza la sciagurata politica del governo, ma anche le responsabilità di alcuni amministratori locali nelle nostre zone.

Quanto all'operato del Governo, è evidente che non agisce per risolvere i problemi. Siamo di fronte ad un flusso di profughi numericamente rilevante ma tutt'altro che ingestibile: le cifre sono inferiori a quelle che da sempre caratterizzano paesi come la Svezia o la Germania.

E che fa il Governo? Canalizza tutti gli sbarchi nella piccola Lampedusa; per giorni tiene chiuso il centro di accoglienza, poi lo riapre e vi concentra tutti i migranti. Nel frattempo apre un nuovo centro a Mineo, ma vi porta i richiedenti asilo finora sparsi in Italia! Infine, con colpevole ritardo, comincia a decongestionare Lampedusa, ma lo fa con tendopoli sovraffollate in luoghi inospitali. Sarebbe demenziale, se non fosse frutto di una scelta deliberata.

Eppure, le soluzioni sarebbero a portata di mano.

Si tratterebbe di rafforzare lo SPRAR, cioè la rete di accoglienza per richiedenti asilo e rifugiati: già esistente, distribuita sul territorio e gestita con i Comuni. Con una spesa modesta si potrebbe potenziare questa rete e convogliarvi i profughi, garantendo ospitalità temporanea (piccoli campi, aree di accoglienza ecc.) per chi è appena sbarcato. Ma si tratta, appunto, di soluzioni ragionevoli: per chi governa è meglio creare un clima di emergenza, per procedere poi ai respingimenti, magari anche per chi avrebbe diritto di asilo.

In questo quadro, ci sembra pericolosa la risposta che viene dagli amministratori locali: dopo aver dato il proprio plauso alle politiche di Maroni – ospite d’onore, solo pochi mesi fa, della Giunta comunale – il Sindaco si lancia in una campagna ambigua, dove le motivazioni umanitarie si mescolano alla logica del “non li vogliamo” (“abbiamo già i rom a Coltano”, ha detto il Sindaco: ma che c’entrano i rom con quello di cui si sta discutendo?).

Per quanto ci riguarda, siamo fermamente contrari all’allestimento di una struttura come quella che si sta delineando a Coltano: un luogo chiuso, isolato da due recinti di filo spinato, lontanissimo da ogni centro abitato, ma abbastanza vicino all’aeroporto. E’ evidente che una struttura simile non servirà ad accogliere i profughi, ma ad allontanarli: ad effettuare espulsioni e respingimenti. Si vuole aprire un CIE, un centro di detenzione ed espulsione, spacciandolo per campo profughi.

Da questo punto di vista, chiediamo sin da ora un incontro al prefetto affinché nel caso in cui la scelta di Coltano venisse confermata vi siano garanzie precise e preventive che medici, legali, esponenti delle associazioni e giornalisti possano entrare liberamente nella struttura, assistere i migranti e garantire loro il pieno accesso a tutti i diritti, in primo luogo il diritto di asilo.

 
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