Migranti e diritti di cittadinanza

sabato 26 GENNAIO 2013 ORE 9:30 

tavolo di lavoro: Migranti e diritti di cittadinanza

 

  UnitedColorsofCommons.png

L’hanno chiamato “emergenza nordafrica”: è il sistema di accoglienza allestito per i migranti e i profughi, giunti in Italia dopo le rivoluzioni arabe e la guerra in Libia.
In realtà non c’era nessuna emergenza: perché quei profughi non erano tanti, e nessuna “invasione” ha mai minacciato le nostre coste. Era possibile accogliere dignitosamente quelle persone, e poi distribuirle sul territorio nazionale, utilizzando la rete già esistente di strutture per richiedenti asilo e rifugiati. L’arrivo di nuovi profughi, anzi, poteva essere l’occasione per potenziare quella rete, da sempre inadeguata alle necessità e sotto-finanziata.
Si è scelta invece la strada dell’emergenza. Prima il governo ha creato un clima di allarme, ha gridato all’invasione, ha minacciato respingimenti di massa, ha ammassato migliaia di migranti nella piccola Lampedusa. Poi, ha dichiarato lo “stato di emergenza”, che consente – in situazioni di assoluta necessità – di gestire enormi quantità di risorse, saltando le procedure ordinarie (appalti, gare, evidenza pubblica ecc.).
Con lo “stato di emergenza” i profughi sono stato distribuiti, finalmente, su tutto il territorio nazionale: e il governo ha stanziato milioni di euro. Ma di quei soldi, solo una piccola parte è andata davvero al sostegno dei migranti: per lo più, le risorse sono state impiegate per alberghi, agriturismi, strutture ricettive, ristoranti; o anche, come nel caso pisano, per gestori di tendopoli e luoghi improvvisati di accoglienza. Con la scusa di risolvere in fretta un’emergenza, si è fatto tutt’altro.

 


  Un anno e mezzo dopo, al danno si aggiunge la beffa. Dopo aver stanziato risorse così ingenti, il nuovo Governo ha dichiarato che bisogna risparmiare: e così, a partire dal 2013, i profughi verranno messi per strada. L’accoglienza chiude, e con essa si blocca ogni forma di sostegno ai migranti. Dalla padella alla brace.

La vicenda, rimbalzata sulle cronache nazionali e internazionali, è oggetto di un intenso dibattito. Noi vorremmo discutere di questi temi, individuando anche possibili proposte per le situazioni più difficili del nostro territorio. e cooperative (come le MAG) che sono vicine ai nostri valori e, come noi, sensibili a questo tema.
 

relatori del tavolo: 

  - Avv. Alessandra Ballerini, avvocato esperto di diritti umani e di immigrazione. Ha partecipato come consulente della “Commissione Diritti Umani” del Senato ai lavori di monitoraggio dei centri di accoglienza e di detenzione per stranieri ed alla stesura nel 2006 del Libro Bianco sui Cpta (oggi Cie); ha presentato diversi ricorsi alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo contro le espulsioni di massa di profughi verso la Libia. Insieme ai colleghi del “Genoa Legal Forum” ho seguito le cause di risarcimento nell’interesse di alcuni manifestanti pacifisti feriti durante il G8 di Genova del 2001, nonchè i ricorsi contro le espulsioni dei manifestanti stranieri. Collabora con il portale sull'immigrazione Meltingpot.

 - Avv. Anna Brambilla, avvocato ASGI (Associazione Studi Giuridici sull'Immigrazione)

coordina:

Sergio Bontempelli  dell' Associazione Africa Insieme

 

PER INFORMAZIONI E contributi:

scrivi ad Africa Insieme:    Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo   

 

Il tavolo di lavoro è una delle iniziative proposte per  

United Colors of Commons

PARTECIPAZIONE, AUTOGESTIONE E DEMOCRAZIA PER UNA CITTÀ DEI BENI COMUNI

Ex- Colorificio Liberato,  Via Montelungo 70/633

 

 

 

 

 

 
< Prec.   Pros. >
Joomla SEF URLs by Artio