L'INTERVENTO DI AFRICA INSIEME PER LE FAMIGLIE ROMENE SGOMBERATE al Ponte delle Bocchette |
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Ieri mattina è accaduto un fatto molto grave. La Polizia Municipale, con l'appoggio di ruspe e carri attrezzi, ha Come ormai accade spesso in questa città, alla solerzia dello sgombero non corrisponde alcun impegno per reperire soluzioni alternative: così, stamani le famiglie si sono viste abbattere le baracche in cui abitavano, senza sapere dove andare, senza avere alcuna indicazione da parte della Polizia Municipale o del Comune. Arrivati sul posto in tarda mattinata, i nostri volontari hanno trovato persone smarrite e confuse: in gran parte donne e bambini, che chiedevano a noi dove potersi accampare, dove poter trascorrere la notte. I bambini più grandi erano già a scuola quando è intervenuta la Polizia Municipale: mentre le madri cercavano di recuperare vestiti e effetti personali scampati alle ruspe, molti capifamiglia sono stati costretti a interrompere il lavoro per andare a prendere i figli, evitando così che questi tornassero al loro campo e lo trovassero completamente distrutto. Né il Comune né i Servizi Sociali hanno predisposto misure di assistenza di alcun tipo: alcune tende per dormire, dei vestiti e delle coperte sono state recuperate solo in seguito all’intervento di Africa Insieme, grazie anche ad una sottoscrizione pubblica in favore dei rom promossa due mesi fa assieme ai Gruppi di Acquisto Solidale e a Rebeldia. Il giorno prima dello sgombero, l'assessore alle politiche sociali del Comune, Maria Paola Ciccone, magnificava sulla stampa locale l'impegno della propria amministrazione per trovare soluzioni a queste famiglie. Si è trattato però di un impegno di facciata: un incontro con i servizi sociali e con l'agenzia casa, ma nessun supporto effettivo per il reperimento di un alloggio, per l'accesso a misure di sostegno e a prestazioni sociali. Soprattutto, nessun intervento sul problema più grave, su quella discriminazione diffusa per cui i proprietari di casa si rifiutano di affittare i propri alloggi ai rom anche quando questi possono permettersi di pagare un regolare canone di affitto. Di fatto, l'intervento del Comune si è ridotto ad un incontro con le famiglie, a qualche generica promessa e nulla di più: e l'unico intervento concreto è lo sgombero di ieri mattina. Non è la prima volta che ci troviamo a constatare come le politiche del Comune di Pisa siano perfettamente allineate con quelle delle amministrazioni di centro-destra, a partire dalla Roma di Gianni Alemanno: dove ogni giorno le ruspe abbattono baracche e distruggono effetti personali di famiglie condannate alla marginalità. La situazione, qui a Pisa, è drammaticamente aggravata dalla chiusura del programma Città Sottili, che cancella ogni intervento di accoglienza e di solidarietà. Come sempre accade, le famiglie romene sgomberate non si sono allontanate dalla città: vivono ora in condizioni ancor più precarie, in luoghi isolati e pericolosi, senza alcuna assistenza. È questo il modo in cui il Comune sta governando il fenomeno immigrazione. Associazione Africa Insieme |
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