Io non respingo PDF

Campagna nazionale contro i respingimenti in Libia

Il 30 agosto 2008 Berlusconi firma il patto di amicizia tra Italia e Libia e dichiara:
“Avremo meno clandistini e maggiori quantità di gas e petrolio”
Ma la realtà è un’altra: da vent’anni sulle frontiere d'Europa si muore. Sono soprattutto naufragi, ma anche incidenti stradali, morti per stento nel deserto e tra le nevi dei valichi montuosi, o per le violenze della polizia in Libia.

Firma la petizione contro i respingimenti!

http://comeunuomosullaterra.blogspot.com/2008/09/petizione-on-line-on-line-petition.html

Dal 1988 ad oggi le MORTI DOCUMENTATE sono 14.661.

In Libia vivono centinaia di migliaia di immigrati. Ogni anno circa 20-30.000 persone tentano la traversata verso Lampedusa. Dal 2003 Italia e UE chiedono di fermarli. Pochi dati per capire:
1.000 i sacchi per cadaveri inviati dal governo Berlusconi nel solo 2003
47 i voli aerei pagati dall'Italia tra 2003 e 2004 per rimpatriare oltre 5.000 immigrati (poi arrestati in Libia)
30 dinari il prezzo di un migrante venduto dalla polizia libica a trafficanti e mediatori
(in un circolo vizioso che può durare anni, i migranti restano presi tra le coste e i campi di detenzione, in una tratta a scopo di
lucro gestita da polizia e mediatori)

Dal 10 al 12 giugno il leader libico Muammar Gheddafi ha visitato l’Italia. Ha parlato di affari, ma soprattutto di immigrazione e respingimenti in mare. Chi conosce il destino che attende migranti e rifugiati respinti al largo di Lampedusa e imprigionati nelle carceri libiche, non può rimanere indifferente e complice:

10 - 20 giugno 2009
In occasione della visita di Gheddafi in Italia lanciamo con Fortress Europe la campagna contro i respingimenti in Libia

 
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